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25.08.2007 L’Espresso
Germania terra promessa
di Stefano Vastano
Il Paese ideale per realizzare affari d'oro e tessere nuove alleanze. Senza destare sospetti
"In Germania la mafia, specie la 'ndrangheta, è presente in modo capillare, ma i tedeschi non l'hanno capito". Parole del 62enne Jürgen Roth, uno dei massimi esperti del fenomeno mafioso e autore di diversi bestseller sulla criminalità organizzata che opera in Germania.
Quanto è importante, per la mafia,
la Germania
?
"Per Cosa nostra
la Germania
non è più solo un rifugio, ma un importante territorio operativo. Dai primi anni '90, inoltre,
la Germania
è per la mafia italiana trampolino di lancio per stringere contatti con la criminalità dell'Europa orientale e aprire così nuovi mercati".
Un esempio di questa connection fra mafiosi italiani e dell'Est?
"In Turingia, a Lipsia e dintorni, clan dell'ndrangheta hanno ottimi rapporti con la mafia russa. Ad Amburgo, nel mercato della droga e prostituzione, si sono create alleanze fra italiani e albanesi".
La centrale della 'ndrangheta è ancora la zona della Ruhr?
"Si, quel bacino industriale nel Nordreno-Vestfalia è stato la culla dell'emigrazione italiana, mentre la roccaforte dei primi clan calabresi è stata Duisburg. Il clan Carelli, con base a Corigliano Calabro, a metà degli anni '90 operava da Mülheim nei pressi di Düsseldorf".
Chi controlla il sud della Germania?
"La zona di Stoccarda e della regione del Baden-Württenberg è in mano alle cosche di Cirò, specie al clan dei Farao. Oggi Mario Farao è in Calabria, ma i suoi uomini gestiscono ancora la filiale tedesca".
Con il crollo del Muro la mafia è penetrata anche nei nuovi Länder?
"Le città di Lipsia ed Erfurt son state prese di mira dalle famiglie calabresi dopo la riunificazione, ma la costa sul Baltico è entrata nella strategia della mafia sin dagli ultimi tempi dell'ex Rdt".
Qual è la strategia della mafia nella ex Ddr?
"Investire nel grande settore immobiliare e turistico e cioè riciclare denaro in cantieri, appartamenti o negli hotel dei Länder".
Cosa rappresenta per i tedeschi il massacro di Ferragosto a Duisburg?
"Prima di tutto un ritardo delle istituzioni tedesche: è solo dal 2000 che i servizi e la magistratura locali hanno iniziato, sollecitati dalle autorità italiane, una vera lotta alla mafia. Ma i tedeschi credono ancora che la criminalità sia un film violento, ma lontano. Eppure è dagli anni '80 che la mafia è dentro l'economia e la società tedesca".
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