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23.05.2007 dal sito di DemocraziaLegalità
La politica è in crisi e i cittadini sono incazzati:
lo scoprono D'Alema, Violante e Bertinotti
di Elio Veltri
Dalle pagine del Corriere della Sera, a titoli cubitali, i tre ci fanno sapere che la politica è in crisi e non tira più, i cittadini sono delusi e incazzati e si delinea una stagione come quella del 1992.
Ma non l’avevamo detto noi da alcuni anni? Da quando abbiamo scritto libri, organizzato convegni, fatto appelli per il Codice etico, girato l’Italia in lungo e largo per spiegare che il paese era alla frutta e la politica nel pantano? Ma noh, quando mai! Noi avevamo sognato.
Come abbiamo sognato quando nei consigli comunali abbiamo presentato documenti pieni di dati, abbiamo urlato per essere ascoltati ed abbiamo ricevuto il trattamento che meritano i provocatori.
Senza D’Alema, Violante e Bertinotti non l’avremmo mai saputo.
Naturalmente loro parlano degli altri.
I capi delle oligarchie sono gli altri; i responsabili dell’esplosione dei costi della politica sono gli altri;
quelli che hanno moltiplicato il finanziamento pubblico ai partiti e hanno falsificato i bilanci sono altri;
i complici dei privilegi dei tirapiedi, dei famigli, dei parenti e degli amici sono altri;
altri sono i responsabili della nomina degli amici, dei fedeli e delle mogli in Parlamento;
altri hanno difeso e sostenuto per anni Bassolino e
la Jervolino
pur avendo grandi responsabilità nel disastro Napoli e della Campania;
altri sono gli organizzatori della devastazione morale e materiale che mostra al paese Report di Milena Gabanelli domenica sera;
altri erano gli intercettati mentre parlavano con i Consorte di turno per accaparrarsi una banca;
altri sono i protettori degli eletti che fanno affari con soldi pubblici, costituiscono società e fanno sparire i fondi europei;
altri sono i responsabili della cementificazione del paese;
altri sono i responsabili della legge sull’indulto che tira fuori dai guai i Tanzii Consorte e i “furbetti del quartierino” di turno;
altri sono i responsabili della paralisi e della vergogna della RAI.
Sempre altri! Loro non c’entrano.
Non c’erano e quando c’erano non vedevano, non sentivano e non parlavano.
Ora a disastro compiuto, si fanno intervistare per diventare giustizieri nel momento del rifiuto di questa politica, di questo ceto politico, dei loro comportamenti.
Pasolini diceva: io so poichè sono un intellettuale. Non ho le prove.Ma io so.
Noi diciamo: noi sappiamo e abbiamo le prove.
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