L’UNITA’ – 13 giugno 2006
le lettere
Pecoraio Scanio l’Afghanistan e i soldi dei mafiosi
di Elio Veltri

Caro Direttore,
Alfonso Pecoraro Scanio commentando la risposta di Celentano a Furio Colombo, a proposito della permanenza delle nostre truppe in Afghanistan, ha detto: perché non eliminiamo le ricchezze dei talebani derivanti dal traffico della droga?
Giustissimo. Sarebbe magnifico! Ma non sarebbe più logico e anche un po più semplice confiscare i beni delle mafie italiane? Certamente Alfonso sa che solo il 5-6% dei beni sequestrati arriva a confisca dopo una decina di anni; che non vengono venduti; che il loro valore è stimato 1.000 miliardi di euro e cioè 2 milioni di miliardi di vecchie lire; che la legge attuale non funziona; che secondo la DIA gli affiliati alle mafie sono 1 milione e 800 mila; che nella legislatura 1996-2001 la Commissione ministeriale presieduta dal Prof. Fiandaca aveva predisposto una proposta radicalmente innovativa che prevedeva l’inversione dell’onere della prova; che i Governi di cui Alfonso a fatto parte l’hanno messa nel cassetto e non se n’è saputo più niente e che forse varrebbe la pena di riportarla alla luce anche per riempire un po’ le casse vuote dello Stato. Alfonso è d’accordo? Se lo è si dia una mossa. Poi si occuperà anche dei Talebani.






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