Adriano Sansa
dal manifesto "liberaMente" - 1998
     Le Costituzioni delle più solide democrazie sono per lo più il frutto dell’evoluzione consuetudinaria di un nucleo originario o dell’adattamento progressivo del testo fondamentale. Vi sono state peraltro situazioni diverse, nelle quali modifiche dell’assetto di governo e del suo rapporto con il Parlamento hanno dato vita a nuove repubbliche, sulla base tuttavia di una struttura e di una tradizione democratica robusta. Da noi questo percorso di rilevanti modifiche del testo costituzionale potrebbe essere imprudente e al tempo stesso faticoso e contraddittorio per la forte connotazione ideologica o la rappresentanza di interessi assai particolari, se non personali, di alcune forze politiche. D’altronde la Costituzione italiana è un testo pregevole che rappresenta la sintesi delle principali tendenze politiche e culturali, per giunta costruita in un momento di unità ritrovata, quasi una saggezza raggiunta dopo la tragedia. Recenti tentativi di innovare hanno messo in luce tutti questi rischi e confermano l’opportunità di lasciare soprattutto alla giurisprudenza della Corte e all’evoluzione del costume il compito di ammodernare, consolidandolo, quel testo che ha garantito i diritti fondamentali e l’evoluzione civile di uno Stato giovane, appena uscito dalla dittatura. Le leggi elettorali potranno risolvere molti problemi di stabilità dell’esecutivo, senza costringerci a toccare la Costituzione prima d’essere in grado di farlo senza pericolo.