Maggio 2006
Strategia finanziarie della 'Ndrangheta
Flussi sporchi in canali puliti
di Pietro Calabrese e Riccardo Piccinni
La mafia calabrese non teme di usare le maniere forti per trovare nuovi equilibri politici. Ma la sua anima imprenditoriale cresce silenziosamente, spesso operando in circuiti legali, come i finanziamenti dell’Unione Europea e i servizi di money transfer. L’avvertimento arriva da due dirigenti della Guardia di Finanza
La ’Ndrangheta ha nel tempo operato una sostanziale trasformazione strutturale, per consentire di rendere l’intero apparato criminale, da un lato, più gestibile da parte delle cosche per coordinare al meglio le infiltrazioni all’interno delle grandi opere infrastrutturali e, dall’altro, meno vulnerabile attraverso la costituzione di “commissioni provinciali”, modificandone gli assetti organizzativi anche per far fronte a eventuali manifestazioni di pentitismo. In questo modo sono stati aumentati i livelli di segretezza delle riunioni tra gli esponenti di vertice, non più a diretto contatto con le figure rappresentative delle singole cosche, le quali così non dispongono di adeguate informazioni.
Il criminale e il capitale . Sotto il profilo funzionale viene perseguita una logica di profitto imprenditoriale che, nel tempo, ha imposto una tendenziale separazione tra le attività tradizionalmente illecite e la gestione dei patrimoni.
Tale distinzione sta divenendo sempre più netta, tant’è che attualmente si deve discernere la sfera più tradizionalmente “criminale”, improntata prevalentemente sul traffico nazionale e internazionale di sostanze stupefacenti, da quella spiccatamente economico-finanziaria, volta alla realizzazione di complesse e sofisticate operazioni di riciclaggio (anche con la complicità di “esperti” operanti nel settore dell’intermediazione finanziaria e creditizia) e di reimpiego (attraverso il controllo e l’acquisizione di attività industriali e commerciali “pulite”) degli ingenti capitali illecitamente acquisiti nel tempo.
Eco-business: facile e redditizio. L’attività di condizionamento e infiltrazione nel settore delle opere pubbliche continua ad avere una posizione di rilievo, particolarmente per quelle che richiedono un consistente impegno finanziario. In alcuni casi l’inserimento della malavita organizzata si è spinto sino a una sorta di co-gestione degli appalti (in primis i lavori di ammodernamento dell’autostrada A3, la Salerno-Reggio Calabria), secondo un criterio razionale di spartizione della ricchezza che assicuri alle cosche, in ragione del peso specifico di ciascuna, una compartecipazione all’affare.
L’eco-business rappresenta, invece, uno tra i più recenti settori di interesse della malavita organizzata calabrese. Il crimine ambientale, infatti, è in grado di assicurare profitti altissimi, a fronte di costi modesti e rischi limitati, consentendo nel contempo la possibilità di acquisire nuovi spazi per le attività di riciclaggio di denaro all’interno dell’economia legale.
In particolare, i filoni fondamentali di rilievo ambientale che emergono dalle indagini sono il ciclo del cemento che comprende le attività estrattive, di movimento terra, le produzioni di calcestruzzo e di cemento e, infine, l’abusivismo edilizio e il ciclo dei rifiuti, dalla raccolta, al trasporto, allo smaltimento.
Denaro trasferito, denaro ripulito. La spiccata connotazione economico-finanziaria della ’Ndrangheta trova sostanziale conferma nell’elevata capacità di operare nei circuiti finanziari, anche internazionali. Tra questi, va ricordato il money transfer, un canale ufficiale di trasferimento di denaro alternativo a quello bancario offerto, nella realtà italiana, principalmente da due circuiti internazionali: Western Union e MoneyGram.
L’elevata velocità, la facilità di accesso e la diffusione capillare sul territorio delle agenzie preposte a tale attività (phone center, supermercati, cartolerie, ricevitorie del lotto, Internet point, piccole aziende commerciali, cambiavalute, etc.), fanno del money transfer uno strumento appetibile per l’organizzazione mafiosa. L’operatività dei trasferimenti è contraddistinta, infatti, dall’esclusivo impiego di denaro contante, aspetto che favorisce la non rintracciabilità dell’origine dei fondi impiegati nonostante l’osservanza di obblighi antiriciclaggio (operazioni in contanti non superiori a 12.500 euro), riducendo così sensibilmente l’efficacia degli strumenti di controllo.
La comparazione dei flussi di denaro inviati verso determinati Paesi evidenzia troppo spesso gravi incongruenze rispetto agli immigrati ufficialmente registrati in Italia; in particolare, tra i principali Paesi destinatari di fondi sovente figurano, ad esempio, quelli sudamericani, il più importante dei quali in base ai flussi di denaro registrati è risultato essere la Colombia, pur non risultando in Italia un elevato numero di colombiani residenti.
Un piede in Calabria e uno a Bruxelles. Tra i principali obiettivi dell’organizzazione mafiosa troviamo inoltre i finanziamenti erogati dalla Comunità Europea.
Gli investimenti ammissibili, rispetto ai singoli settori economici, sono connessi alla realizzazione di nuovi impianti, ovvero all’ampliamento, all’ammodernamento, alla ristrutturazione, alla riconversione, alla riattivazione o trasferimento di unità produttive esistenti.
Conseguentemente, i finanziamenti provenienti dalla legge 488/92 rappresentano per la criminalità organizzata un’indubbia fonte di potenziale arricchimento, che può essere realizzata attraverso il semplice meccanismo della truffa, costituita dalla parziale o, spesso, totale assenza dei lavori che dovevano essere svolti e, al tempo stesso, illecitamente comprovati dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e dalla redazione di documenti contabili falsi.
A fronte di tutto questo, va ricordato che, anche alla luce dei recenti arresti di esponenti di spicco delle principali consorterie calabresi, nonché di alcuni fatti di sangue, è sorta l’esigenza per le locali ’ndrine di ricercare nuovi equilibri per il controllo delle attività economiche presenti sul territorio. In tale quadro organizzativo, che coinvolge in maniera particolare la provincia di Reggio Calabria, si registra la recrudescenza degli episodi intimidatori nei confronti, soprattutto, di alcuni amministratori pubblici.
Al nord o in Germania, ma non per lavorare. In talune realtà locali, il grado di condizionamento e di con altre infiltrazione della criminalità organizzata si manifesta anche attraverso la possibilità di condizionare le scelte elettorali. Come naturale conseguenza, negli ultimi anni sono stati adottati diversi provvedimenti di scioglimento di Consigli comunali, tra i quali quelli di Cirò (Kr), Lamezia Terme (Cz), Briatico (Vv), Botricello (Cz) e Isola Capo Rizzuto (Kr).
Ma pericolosi segnali di infiltrazioni delle cosche calabresi giungono anche da alcune amministrazioni pubbliche extra-regionali significativo il recente scioglimento del Comune di Nettuno (vedi «Narcomafie» 4/06, ndr.) e da tentativi di veri e propri radicamenti nella parte centro-settentrionale del Paese (Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Lazio), in ragione delle maggiori opportunità di reinvestimento dei proventi illeciti offerte dalle più favorevoli condizioni socio-economiche presenti in tali territori. Trova poi conferma la tendenza delle cosche di reimpiegare in Stati esteri i proventi derivanti dai traffici illeciti: ad esempio in Germania, dove i clan dell’area alto-ionica risultano aver rilevato locali pubblici e supermarket.
L’insieme di tale quadro favorisce dunque la tendenza della ’Ndrangheta a conformarsi sempre più a modelli di tipo imprenditoriale, seguendone le stesse caratteristiche: specializzazione, crescita, espansione nei mercati internazionali e rapporti con altre realtà economiche.