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Messaggio n° 37 (35.341 destinatari)
13/01/2005
Le leggi berlusconissime
Visto che le difficoltà aumentano, Berlusconi e Soci sono costretti a ricorrere alle misure forti, pur di non perdere il potere. Se per vincere le elezioni Berlusconi ha cercato di farsi accreditare come uomo efficiente e capace, oggi, di fronte alle crescenti difficoltà, è costretto a imporsi con la prepotenza (v. la minacciata soppressione della par condicio), con la manipolazione sistematica dell'informazione (v. l'ampia documentazione prodotta nel libro "Regime" di Peter Gomez e Marco Travaglio, che merita di essere letto), o con l'inganno (v. le riduzioni fasulle delle tasse). Si inventa anche una campagna d'odio da parte dei soliti "comunisti" contro di lui ma è evidente che la vera campagna di odio è la sua.
Quotidianamente gli affiliati alla Casa delle Libertà spargono veleno e odio contro chi non è dalla loro parte. Lo stesso Berlusconi disse: "Penso di Prodi il peggio possibile...". Avete visto come Cicchitto ha inveito contro il magistrato Caselli nel corso della trasmissione Ballarò? L'Europa s'interroga preoccupata sulle violazioni della democrazia in Italia. Che questo sia un governo autocratico è dimostrato dai provvedimenti presi contro l'equilibrio dei poteri (che è la struttura portante di una democrazia), ovvero è dimostrato da leggi che Università-Opinione definisce berlusconissime, in quanto affatto paragonabili alle leggi fascistissime, di triste memoria. Citiamo:
- la nota Legge Gasparri che riporta la Rai sotto il controllo del Parlamento e stabilizza il monopolio Berlusconiano, anziché contrastarlo;
- la cosiddetta Riforma dell'ordinamento Giudiziario, che non si occupa per niente delle procedure giudiziarie, ma ha un chiaro impianto persecutorio contro la Magistratura. Tale accozzaglia di norme avrebbe dovuto essere intitolata "Disposizioni disciplinari e di controllo a carico dei magistrati per un loro assoggettamento al potere esecutivo". Ciampi non ha firmato, in quanto palesemente incostituzionale.
- la riforma della Costituzione, che stravolge i pilastri della democrazia, che conferisce un potere pressoché assoluto al capo del Governo. D'altra parte lo stesso Berlusconi definì "di stampo sovietico" la nostra Costituzione ...
Da ultimo sono inquietanti le nomine per l'Antitrust, che colpiscono al cuore la logica di competenza e indipendenza. Pera e Casini hanno scelto personaggi che hanno lavorato con determinazione per creare monopoli. Trattasi di autentici anti-antitrust (come se dei conclamati mafiosi fossero designati a far parte della commissione antimafia...) e per niente super partes rispetto alle forze politiche, come è richiesto per organi di controllo quali l'Antitrust è. E' un'autentica presa in giro, visto che la legge sul conflitto di interesse affida proprio all'Antitrust il compito di valutare, individuare e sanzionare (?!) i conflitti di interesse...
Quindi oggi non è più un'opinione che questi governanti siano autocratici. Oggi ne abbiamo le prove, fornite da quello che loro stessi scrivono e fanno.
Ci ritroviamo a domandarci: "che fare?". Università Opinione è convinta che misure eccezionali siano da adottare di fronte a situazioni estreme. Moderazione e perbenismo oggi favoriscono i prepotenti. D'altre parte non fu forse l'inazione (e l'aquiescenza) dei moderati che consentì l'avvento del fascismo? Di fronte al progetto illiberale in atto la risposta non può che essere ferma e appassionata, civile e democratica. Dobbiamo lottare contro la disinformatio del monopolio radiotelevisivo italiano, il narcotico della democrazia. E' necessario spiegare a tutti come stanno le cose e attivare gruppi ristretti di discussione sulla questione cruciale "come salvare la democrazia in Italia", argomento che deve diventare di attualità ed essere dibattuto ovunque. Prodi da solo non può essere la nostra unica speranza. E' una lotta impari visto che (metaforicamente) le nostre "armi" sono i sassi mentre i nemici della democrazia hanno le bombe atomiche. Ma la cultura è dalla nostra parte e dobbiamo vincere, oltre che resistere.
Per apprezzare la democrazia e prendere iniziative in sua difesa dobbiamo arrivare a esserne privati del tutto, come avviene per la salute che la si apprezza quando la si perde?
Coordinamento di Università-Opinione
Questo messaggio è volutamente di rottura, "sovversivo", per alcuni. Qui a Genova andremo a volantinarlo tra la gente.
Comunque è aperto il dibattito. Scriveteci e facciamo circolare informazioni circa le iniziative che avviamo.
Intanto prepariamoci a partecipare in massa alla manifestazione che verrà organizzata a Roma - ci auguriamo - quanto prima, per dare forza e coraggio al "nuovo corso" di Prodi: Università-Opinione sin da ora aderisce.
Invito alla diffusione delle attività del Movimento Università-Opinione
La rete resta un canale importantissimo di comunicazione. Usiamolo!
Università-Opinione può inviare messaggi ad altre migliaia di cittadini su segnalazione di vostri amici, colleghi, parenti. Inviate a noi gli indirizzi e-mail e saremo ben felici di chiedere loro se vogliono ricevere i nostri comunicati.
Ingresso di Bossi (& famigliari) al Parlamento Europeo
Franco Bossi (il fratello del senatur) e Riccardo Bossi (il figlio primogenito) sono stati assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati. Stipendio mensile 12.750 euro, pari a 24 milioni e mezzo di vecchie lirette al mese (più eventuali bonus/benefit, ecc...) . Gian Antonio Stella sul Corriere si è precipitato a stilare l'elenco delle competenze di questi due miracolati:
Franco Bossi manda avanti infatti un negozio di autoricambi a Fagnano Olona. Sa tutto sulle marmitte, retrovisori, filtri dell'olio e pini aromatici.
Di Riccardo Bossi, figlio della prima moglie si sa molto poco: che ha 23 anni, che è un ragazzone grande e grosso, che va matto per le auto ed è fuori corso all'università.
Ad ognuno la valutazione del "fatto" in se, certo molti non si meraviglieranno, per altro questo è proprio lo spessore di questa classe dirigente minuscola e strillona. Liberiamocene democraticamente al più presto!
La notizia è verificabile da chiunque (Università-Opinione lo ha già fatto). Basta visitare il sito Ufficiale del Parlamento Europeo con l'elenco degli assistenti accreditati:
http://www2.europarl.eu.int/assistants/assist.jsp?lng=en&sort=byassist&index=B <http://www2.europarl.eu.int/assistants/assist.jsp?lng=en&sort=byassist&index=B>
Lotta alla malavita in Europa: l'Italia non ci sta
Il Commissario Europeo Franco Frattini in una intervista alla Rai ha ammesso che l'Italia è l'unico dei 25 Stati aderenti all'Unione Europea che non ha ancora aderito al mandato di cattura europeo. Le motivazioni sono ben note: non si vuole che Berlusconi sia indagato da parte della magistratura Spagnola e Francese per le vicende connesse alla sua gestione "disinvolta" delle TV in quei paesi. Così mafiosi, terroristi, tangentisti e faccendieri di ogni ordine e grado possono continuare a scorazzare per i Paesi Europei eludendo le varie magistrature. C'è da domandarsi se era questo il modo con cui Berlusconi intendeva attuare il "piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimine" che prevedeva, "tra l'altro, l'introduzione dell'istituto del poliziotto di quartiere, con il risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni" (v. punto 2 del Contratto degli Italiani). Ha ragione Prodi:questo governo Berlusconi ci costa troppo!
Riceviamo e pubblichiamo:
Da Roma 1
Cari amici: Vi ringrazio e concordo pienamente con voi. Dovrebbe esser chiaro a tutti che, se la Banda Berlusconi vince alla prossime elezioni, si va al golpe : golpe costituzionale, che si chiama "premierato". Vi accludo una nota che ho mandata a Prodi in luglio (quindi, oggi superata: ma per dirvi con che cecità si muove la Sinistra). Mi è stato risposto che sono il solito sociologo che vorrebbe costruire la politica sulle analisi, quando invece la politica si fonda sui numeri (un pò buffo sentirsi dire questo per uno che è stato 45 anni a Statistica...). Credo davvero che lo sforzo per salvare il paese debba adesso farsi massimo. Buon lavoro!
Mino Vianello
Da Padova
Difficile trovare in giro dei rompicoglioni come voi. Evidentemente non avete molto altro di meglio da fare.
Vi sarei grato se mi inviaste messaggi con qualche contenuto degno di essere letto. Grazie.
Luigi D'Alpaos
Da Napoli
leggo con partecipazione i pamphlet che inviate regolarmente. Appartengo a coloro che si riconoscono in quei testi e che ritengono questo governo scandaloso. Tuttavia, penso che perseverare nel dirci tra noi, bravi intellettuali, che ne siamo già straconvinti, come fa schifo Berlusconi e il sistema introdotto da lui in Italia, non aiuti a cambiare la situazione, che si regge sul fatto che una bella fetta di popolazione ritiene che la libertà sia avere un sacco di merendine o di canali TV tra i quali scegliere.
In particolare, l'approfondimento delle questioni in questo paese non esiste più, tutto si riduce alla dicotomia "posizione del governo" , posizione dell'opposizione": se a Napoli si spara, per l'opposizione è colpa del governo nazionale, per il governo è colpa del governo locale.....
Per esempio, visto che il nostro specifico è l'Università, cerchiamo di andare oltre la contrapposizione tra aumento e riduzione dei finanziamenti e la solita retorica sulla difesa dell'eccellenza della ricerca. Ma voi veramente credete che quest'Università sia il trionfo dell'eccellenza? Ma voi veramente credete che con più risorse migliorerebbe proporzionalmente la qualità di ricerca e didattica? Allora, diciamola tutta: fermo restando che le risorse all'Università vanno aumentate perché è noto che l'Italia destina poco a questo settore, diciamo con forza anche, dal di dentro, che il problema vero è
- che il sistema di finanziamento basato su erogatori e controllori delle risorse che coincidono con beneficiari e controllati (o meglio, - coincidono con alcune cupole ben definite per ciascun settore disciplinare), è un conflitto di interessi che Berlusconi manco se lo immagina
- che i concorsi universitari sono da sempre, nazionali o locali, una burla e che l'unica soluzione è di eliminarli a favore di chiamate operate da manager delle risorse umane con responsabilizzazione delle scelte
- che tutti i meccanismi legati al dottorato di Ricerca (dal concorso iniziale alla valutazione finale) sono ridicoli e riproducono i difetti dei concorsi con l'aggravante che rappresentano un momento di selezione strategico
- che il valore legale del titolo di studi e l'attuale conformazione degli Ordini Professionali sono due fattori che vanno contro una fisiologica ricerca dell'eccellenza nella didattica
- che i docenti e ricercatori guadagnano certamente poco ma che godono di privilegi che nessuno povero maestro elementare impegnato in una scuola di periferia conosce
- che i raggruppamenti disciplinari assomigliano tanto a delle cupole (in senso figurato...).
Se vogliamo configurare un'alternativa concreta, bisogna smetterla di appiattirsi sulla contrapposizione stile "salotto di Vespa" e affrontare i nodi reali nel proprio specifico.
Alessandro Iannace
Da Torino
Non Le è vietato di parlare di politica, purchè questo venga fatto nei modi e nelle sedi idonee. Non mi risulta che la Costituzione Italiana obblighi i docenti universitari a schierarsi politicamente e comunque non è certo legale spammare ideologie o fatti come dice Lei inviando E-mail a persone ignare. Per quanto riguarda il Suo invito, siccome sono di Genova , potrei facilmente venire all'Università, ma non lo farò, onde evitare di sentire ulteriori farneticanti verità per invitare ad una ribellione verso l'attuale Governo, che ribadisco è stato eletto in modo assolutamente DEMOCRATICO.
Mi ascolti si occupi esclusivamente delle Biochimica.
BM
Da Padova
Sono d'accordo su tutto. Ma condivido anche le critiche espresse da Marco Cattaneo di Milano. A Padova abbiamo attuato varie forme di protesta: manifestazioni pubbliche, lezioni e lauree in piazza, assemblee di ateneo e di facoltà, dibattiti con gli studenti a
lezione, ecc. E altre ne faremo in seguito. Finché basta. Forza, ragazzi!
Franco Marcuzzi
Da Torino
Berlusconi vi ha spiazzati, voi, partito delle tasse. Ed è risalito nei sondaggi, segno che gli italiani non sono stupidi e capiscono, malgrado i comunisti si sentano gli interpreti titolati degli umori del mitico "popolo".
Mario Enrietti
Da...
Mi trovo perfettamente d'accordo con ciò scritto a proposito dell'opposizione. I partiti di opposizione devono veramente proporre un programma che si distingua in tutto e per tutto da quello di Berlusconi. Devono cioè proporre un'alternativa morale, economica, culturale a questo paese devastato. Facciamo in modo che la gente riacqusti fiducia, ridiamo speranza ad un sacco di persone per bene che ogni giorno cercano di fare al meglio il proprio dovere. Esse non meritano questo pantano. Questo è il mio stato d'animo: certe volte penso che l'unica via d'uscita sia cambiare nazione...
Non possiamo permetterci altri cinque anni di questi personaggi. L'Italia sarebbe distrutta.
Vittorio Moroni
Da Roma
GRAZIE PER AVERMI MANDATO DELLE NOTIZIE PERALTRO GIA' CONOSCIUTE A MOLTI. CONTINUATE A COMUNICARE A SEMPRE PIU' PERSONE, DI MODO CHE LA GENTE SI RENDA SEMPRE PIU' CONTO CHE E SVILUPPI LA CONSAPEVOLEZZA CHE LA SITUAZIONE IN CUI VERSA IL PAESE PEGGIORA DI GIORNO IN GIORNO. GRAZIE ANCORA.
Elvio Pirrone
Dalla Svizzera
Pur vivendo in Svizzera, penso si debba fare qualcosa per il nostro povero paese d'origine: l'Italia. La vergogna di quello cha sta accadendo non solo mette in pericolo le basi della vita civile nel nostro paese, ma copre tutti noi di ridicolo nel mondo intero! Il nostro e' un paese dove invece di affrontare i problemi si bloccano le attivita' parlamentari per fare leggi a favore degli "amici"!
Siccome la stampa nazionale (e figuriamoci la televisione, finita con l'essere monopolio dell'ex amico di Craxi . . . ) non fanno chiarezza, facciamola noi!
Leonello Zaquini
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