Messaggio n° 36 (35.180 destinatari)
08/12/2004


Mai più piduisti al governo
Speravamo nell’imminente fine del berlusconismo, visti i plateali fallimenti dell’azione di governo, i continui dissidi interni alla maggioranza e le ultime elezioni suppletive, perse 7 a 0. Invece Berlusconi è stato abilissimo nell’illudere ancora una volta una parte degli italiani con la promessa del taglio delle tasse, che si tradurrà in risparmi assai modesti per le famiglie del ceto medio (intorno a venti euro al mese) mentre saranno di ben altra entità (anche superiori ai mille euro) per il ceto abbiente. Un risultato è certo: principale beneficiario sarà Berlusconi stesso, che nel ‘94 era sull’orlo del fallimento e che oggi, a dieci anni dalla “discesa in campo”, è l’uomo più ricco d’Italia (e al quarto posto nel mondo), e lo diventerà ancora di più (grazie anche a questa manovra).
Queste riduzioni aggraveranno il già disastrato bilancio statale, anche perché molte delle prospettate entrate compensatorie (v. condoni) sono aleatorie. Oltre a tutto per far fronte a queste minori entrate si attuerà il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego (si parla di 75.000 unità in meno nei prossimi anni) con l’inevitabile peggioramento dei servizi.
Stucchevole è l’euforia espressa in questa, come in precedenti occasioni, da Berlusconi e dai suoi. Anche quando fu varato il Patto per l’Italia (settembre 2002) si fece festa, così come per le ripetute manovre “creative” di Tremonti, per le Grandi Opere e per tante altre promesse mirabolanti, regolarmente disattese. L’importante è l’impatto mediatico, l’annuncio: una politica da quattro soldi, quella del dire anziché del fare.
Ma l’elemento più inquietante è quello etico/morale. Infatti Berlusconi ha detto che oltre certi livelli di tassazione l’evasione è moralmente accettabile. Abbiamo un governo che da quattro anni pensa più alle faccende private del premier che al bene comune, con un Presidente del Senato che straparla, che denigra la Resistenza e che giustifica il non rispetto dei trattati internazionali che, a suo dire, dovrebbero essere superati da non ben precisati patti con gli elettori. Massimo Cacciari ha sostenuto che “Berlusconi e i suoi stanno massacrando la tenuta culturale del paese” e ha concluso che “bisogna esser alternativi a questo schifo, non ripetere che la loro politica fa schifo”.
Fermiamolo noi questo schifo, senza sperare che il tutto svanisca con un comunque auspicabile cambio di maggioranza. Anche se ciò avvenisse (e noi ce lo auguriamo) questa gestione delinquenziale manterrebbe una patente di legittimità, riesumabile dal prossimo piduista di turno. Occorre invece neutralizzarla con una bonifica radicale, perché questa vergogna non abbia più a ripetersi. Il berlusconismo è un pericolo pubblico, una vera iattura per la collettività.
L’università e la scuola italiana non possono assistere impotenti a questo scempio. A Genova, capitale europea della cultura, alcuni docenti dedicano alcuni minuti delle loro lezioni all’insegnamento dell’educazione civica. Occorre ribadire con forza il primato della cultura sulla politica. Università Opinione si adopererà perché siano le Istituzioni culturali a censurare i comportamenti antisociali, per una pedagogia della civiltà e dello sviluppo a tutti i livelli.
Parliamone tra noi e incoraggiamoci a vicenda. Molto lavoro ci aspetta.
Comitato di Coordinamento di Università-Opinione



NON SOLO DI MERCENARI HA PARLATO PRODI

Grande risalto ha dato tutta la stampa e la televisione all'intervento di Prodi sui ''mercenari'', pardon, volontari con rimborso spese, come ha fatto specificare Colui che quelle spese rimborsa.
Anche se il rimbombo mediatico sulla questione è stato fortissimo, Prodi non ha parlato solo di questo, anzi, ha messo l'accento sulle idee nuove che sono patrimonio peculiare della nostra Europa: il welfare state e la Unione Europea che con il suo allargamento a 25 stati ha posto le premesse per una pace duratura e consolidata tra Stati che si sono combattuti per secoli per affermare le loro egemonie.
La grande novità, che non è stata rilevata dalla stampa sempre attenta alle battute ad effetto ( e quella di Prodi sui mercenari è stata geniale), la grande novità è nel messaggio del sogno prodiano che viene tradotto in una base di programma di altissimo valore ideale e pratico.
Ha messo in prima linea il problema dei giovani: non devono più essere eterni adolescenti alla mercé di un mercato del lavoro sempre più precario e deresponsabilizzante, ma con una forte progettualità derivante da studi appropriati e finanziamenti alla ricerca.
Il secondo problema da affrontare è l'immigrazione: occorre una seria politica di accoglienza e di inclusione, perchè gli immigrati saranno una parte sempre più significativa dei cittadini di domani, e in quanto tali devono trovare quanto loro occorre non solo per lavorare, ma anche per vivere dignitosamente e con fiducia nel domani.
Ultima delle grandi priorità indicate è il Mediterraneo inteso come collegamento tra l'Occidente, l'Africa e l'Oriente; il Mediterraneo torna ad essere il punto focale de in cui si accentra il nuovo corso della storia. L'obiettivo si sposta dunque dall'Atlantico al Mare Nostrum e in questa ottica il nostro Mezzogiorno dovrà giocare un ruolo sempre più attivo e centrale come ponte tra queste varie realtà, con i suoi porti sempre più attrezzati e pronti alle nuove rotte.
Attorno a questi punti si costruiranno tutti i grandi obiettivi di programma per ridare consistenza e risorse per lo stato sociale e quindi fiducia ai cittadini.
Communitas2002 infocommunitas@communitas2002.it




Venerdi 17 dicembre 2004 alle ore 17.00

presso la SMS Arci Perugina in Via Sergio Piombelli 15 - Genova/Rivarolo

si terrà la presentazione del libro: R E G I M E

con: MARCO TRAVAGLIO
ADRIANO SANSA
ALESSANDRO MORELLI
coordina: CHRISTIAN ABBONDANZA

informazioni su: www.genovaweb.org/manifesto.html



Da oggi il Movimento Università-Opinione dispone del suo sito web:

www.genovaweb.org/muoge.html <http://www.genovaweb.org/muoge.html>

che riporta il testo del manifesto, i messaggi più recenti e le notizie del Movimento. Il sito potrà accogliere altri inserimenti e gli indirizzi di altri movimenti operanti a livello nazionale.
Un ringraziamento particolare a Christian Abbondanza che lo ha realizzato.


Riceviamo e pubblichiamo:

Da Parma:
Robert Kennedy: "Ogni volta che un uomo lotta per un ideale o agisce per migliorare il destino degli altri o combatte contro l'ingiustizia, manda avanti una sottile onda di speranza. E queste onde alimentano una corrente che può spazzare via il più solido muro di oppressione e di resistenza." Tempi sempre più duri per il coraggio, la tenuta etica e il pensiero libero critico. Sono sempre più numerosi i tengo famiglia, capaci sì di critica, ma latente, denigratori dietro le quinte, unitamente però a un "giustificato", ripiegato asservimento. Si contengono il primato di crescita demografica con i saltatori sul carro dei vincitori, dotati di esemplare opportunismo diplomatico: Italia o Spagna purché se magna!
Sostiene il Vescovo Bocelli: "Rincorrere il comodo non costruisce mai niente. Sono le cose che costano fatica quelle che valgono".
Luigi Boschi - Movimento Sorgenti luigi.boschi@libero.it

Da Milano
Cosa volete che vi dica: ogni volta che si parla dell'aberrante conflitto d'interesse che caratterizza la nostra Presidenza del Consiglio me la prendo di più con l'attuale opposizione che con il Berlusca. Sì, perchè l'attuale opposizione ha avuto ben 5 anni di tempo, quando opposizione non era, per prevenire una situazione del genere. Ebbene, come è ormai noto a tutti e come è stato candidamente ammesso da qualche rappresentatnte dell'Ulivo, i nostri "eroi" dell'attuale opposizione non hanno voluto legiferare sul conflitto di interessi. Perchè? Perchè temevano che una legge sul conflitto di interessi avrebbe alla fine avvantaggiato Berlusconi nella corsa alle elezioni del 2001 (gli avrebbe permesso di fare la vittima e gli Italiani gli avrebbero ovviamente creduto). Che dire? Diciamo perlomeno che l'interesse del partito ha prevalso ancora una volta sull'interesse del Paese, come sempre è successo. Continuerò a votare per il centrosinistra (qualsiasi cosa pur di non votare Berlusconi), ma il famoso tappanaso di Montanelli non mi basterà più: l'odore l'avrà vinta.
Marco Cattaneo