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INTERVENTI, DICHIARAZIONI E DOCUMENTI 12 novembre 2004 al Comitato promotore della manifestazione nazionale per la legalità Finalmente una buona notizia, particolarmente opportuna in un periodo in cui di buone notizie ce ne sono davvero poche! La ripresa della mobilitazione della società civile sui temi della giustizia e, ancor più, della legalità e della Costituzione è un segnale importante che Magistratura democratica sottolinea con piacere e speranza. Lavorare per la legalità significa lavorare per la democrazia; difendere la Costituzione e quanto essa rappresenta significa difendere la democrazia e un sistema di diritti. Per questo apprezziamo la vostra iniziativa e saremo con voi alla manifestazione di gennaio a Genova. Livio Pepino, presidente di Magistratura democratica ___________________________________________________________________________ 14 novembre 2004 Associazione Nazionale Magistrati Comitato Direttivo Centrale APPELLO AL PARLAMENTO Signor Presidente del Senato della Repubblica, Signor Presidente della Camera dei Deputati Una riforma dellordinamento giudiziario che migliori la giustizia è necessaria, ma deve essere attuata in conformità con i principi fondamentali della Costituzione, come esige la VII Disposizione transitoria. LANM, in spirito di profondo rispetto per le prerogative del Parlamento, ribadisce oggi netto dissenso e vivissima preoccupazione di fronte ad un testo che, se approvato, porrà a rischio la indipendenza della magistratura, modificherà lequilibrio tra i poteri dello Stato, diminuirà le garanzie dei cittadini. I magistrati hanno il diritto e il dovere civile di esprimere lopinione maturata sulla base della esperienza professionale specifica, unendosi alla critica ripetutamente espressa dagli altri operatori della giustizia e dal mondo accademico. Purtroppo vi è stata finora totale chiusura alle ragionate valutazioni e alle proposte alternative, che lAnm ha costantemente prospettato, nel rispetto delle attribuzioni del Parlamento. Un sistema di carriera anacronistico, farraginoso ed ingestibile, in contrasto con il principio della pari dignità di tutte le funzioni (art. 107 comma 3 Cost.), che peggiorerà la qualità professionale della magistratura; una struttura rigidamente gerarchizzata del Pm, che renderà meno indipendente ed efficace la attività di indagine; una separazione dei percorsi professionali dei giudici e pubblici ministeri che si tradurrà in una separazione definitiva di carriere; un sistema disciplinare che insidierà lindipendenza di giudizio del magistrato; una erosione delle attribuzioni che lart. 105 della Costituzione riserva al Consiglio Superiore della Magistratura: queste le linee portanti di una riforma che pregiudica il diritto dei cittadini ad un giudice indipendente da ogni altro potere. Tutto ciò nella perdurante assenza di qualsiasi intervento per rendere i processi più rapidi e le decisioni efficaci. Ci auguriamo che il Parlamento voglia riesaminare la scelta per una riforma che riteniamo sbagliata e inidonea ad assicurare migliore funzionalità ed efficienza del servizio giustizia, con una magistratura professionalmente più qualificata. Signor Presidente del Senato della Repubblica, Signor Presidente della Camera dei Deputati, quello che è in discussione è un rilevantissimo intervento normativo sullassetto di uno dei poteri dello Stato, con ripercussioni dirette sulla tutela dei diritti delle persone. Il fatto che il testo da ultimo presentato per lapprovazione definitiva continui a suscitare la netta contrarietà della magistratura associata e della cultura giuridica, richiede che si trovi spazio per ulteriore confronto e approfondimento. Roma, 14 novembre 2004 Il Comitato Direttivo Centrale ___________________________________________________________________________ 15 novembre 2004 Associazione Nazionale Magistrati LETTERA APERTA DEI MAGISTRATI ITALIANI SULLA RIFORMA DELLORDINAMENTO GIUDIZIARIO Al Ministro della Giustizia Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Siamo magistrati della Repubblica Italiana. Siamo impegnati ogni giorno in condizioni difficili nel compito di applicare la legge, dirimere le controversie tra i cittadini, accertare la responsabilità delle persone accusate di delitti. Decidiamo della libertà delle persone, dei loro beni, della tutela dei diritti. Siamo consapevoli del fatto che spesso le decisioni arrivano troppo tardi e non sempre i bisogni e le aspettative di giustizia sono soddisfatte. Da anni chiediamo, tramite la nostra associazione, al Governo e al Ministro, a cui compete lorganizzazione del servizio, di fornire i mezzi e le strutture necessarie a rendere il servizio adeguato alle esigenze dei cittadini e agli standard degli altri paesi dellUnione Europea. Da anni, allo stesso scopo, chiediamo anche interventi di riforma sulle procedure e sui codici. E più volte abbiamo offerto contributi di proposta elaborati sulla base della nostra esperienza professionale. Inoltre, da tempo abbiamo proposto una riforma del sistema dei controlli che assicuri una migliore professionalità di tutti i magistrati. Le nostre richieste sono sempre rimaste inascoltate. Anzi gli stanziamenti per la giustizia si riducono ogni anno e nemmeno consentono di affrontare le spese minime necessarie per il funzionamento degli uffici. Le riforme legislative approvate negli ultimi tempi, con interventi di settore e privi di una visione organica, hanno confuso il quadro legislativo, appesantito le procedure, rendendo ancora più lunga e tormentata la durata dei processi. In questa situazione il Parlamento si appresta ad approvare una riforma dellordinamento giudiziario, che riscrive le regole di organizzazione della magistratura. Secondo noi questa riforma è sbagliata e inutile e, per molti aspetti, incostituzionale. Con questa riforma i magistrati dovranno dedicare buona parte del loro tempo a studiare per preparare i numerosi concorsi che dovrebbero scandire la loro carriera, sottraendo tempo ed energie alla attività di indagine e alla preparazione delle cause. Inoltre i magistrati saranno meno liberi, in quanto la loro carriera non dipenderà più dallorgano di autogoverno previsto dalla Costituzione, il Consiglio Superiore della Magistratura, ma, in molti aspetti, dal Ministro e dai vertici della gerarchia interna. La separazione di fatto delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri e la attribuzione di amplissimi poteri di indirizzo e di controllo ai vertici degli uffici di Procura portano alla creazione di un corpo separato e rigidamente gerarchizzato e rappresentano un rischio serio per le garanzie dei cittadini e per leguaglianza di tutti i cittadini: questa riforma contrasta con la Costituzione che impone lunità della magistratura e porrà le premesse per la collocazione del pubblico ministero nellorbita del potere politico. Con questa riforma i cittadini non avranno una giustizia più celere e più efficiente. Ma solo magistrati meno liberi e indipendenti. Per questo chiediamo di non approvare questa riforma. E chiediamo che ognuno, nellambito dei propri compiti istituzionali, si impegni per realizzare le riforme utili alla giustizia. Roma, 15 novembre 2004 ___________________________________________________________________________ 17 novembre 2004 al Comitato Promotore della Manifestazione Nazionale di Genova Cari amici, nessuno può negare che questo Governo, come dimostrano i casi Biagi, Luttazzi, Santoro e da ultimo quello Sansa, non solo attenta allarticolo 21 della Costituzione, laddove impedisce la libera espressione del proprio pensiero, ma, cosa forse ancora più grave, si sta apprestando allo stravolgimento della nostra Costituzione Repubblicana e Antifascista. Lintento, nemmeno tanto celato, dellattuale classe dirigente, che usa con protervia il potere acquisito, è quello di cancellare la realtà e la memoria storica, di confondere in ununica melassa gli eventi del secolo passato, di condannare alloblio la Guerra di Liberazione Partigiana, portando invece allonore delle nuove generazioni i così detti ragazzi di Salò. Vuole confondere le vittime coi carnefici; svilisce la Guerra Partigiana a guerra civile; confonde gli animi ed esalta il nefasto ventennio, attraverso una storiografia revisionistica. Lo strumento iniziale, per un salto nel passato, è la riforma Bossi/Berlusconi della nostra Costituzione, perché, nata dallincontro della cultura comunista, socialista, cattolica e liberale, per generosa volontà dei patrioti del secondo Risorgimento, risulta insopportabile a questa cosidetta 'destra'. Per difendere la nostra Costituzione dai forsennati attacchi del Governo Berlusconi, ci siamo fatti carico di lanciare un Manifesto per la salvezza della Costituzione Repubblicana e Antifascista, in preparazione allinevitabile referendum. Il nostro intento è di avvicinare soprattutto le nuove generazioni, immemori del passato e distratte purtroppo dai tossici esempi che provengono dalle televisioni del Presidente del Consiglio. Vogliamo, col contributo di tutti, aprire gli occhi ai nostri concittadini. Per questo stesso obiettivo abbiamo aderito alla Rete dei Comitati per il No al Referendum promossi dal Presidente Scalfaro. Con questi stessi obiettivi, condividendo lo spirito e la nettezza del manifesto, aderiamo alla Manifestazione nazionale di Genova che si terrà il prossimo 22 gennaio 2005. E' con lo stesso spirito della Manifestazione che abbiamo fondato questo Comitato, che appositamente prende il nome Nuovo Comitato Nazionale di Liberazione, composto da gente del Popolo, di tutti i cittadini liberi che, aderendo vogliono promuovere unazione di sensibilizzazione e di opposizione inequivocabile allinvoluzione autoritaria della nostra Italia. Se liniziativa avrà successo, se riusciremo a coinvolgere gli antifascisti, gli amanti della libertà, le personalità culturali più sensibili, potremo, tutti assieme, affermare, parafrasando J.F.Kennedy, di aver fatto qualcosa per il nostro paese, senza attendere che fosse il nostro paese a fare qualcosa per noi. per il Comitato Nuovo CNL per la salvezza della Costituzione Salvatore Ottavio Cosma Giuseppe Rizzi |
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