12.10.2006 – la Repubblica on line

In 106 Paesi punizioni corporali a scuola


Onu: violenza sui bambini emergenza globale
Uno studio delle Nazioni Unite denuncia: oltre 220 milioni di bambini vittime di abusi. Fenomeno spesso socialmente accettato

NEW YORK -
Si potrebbe parlare dell'agghiacciante «normalità del male» leggendo i dati sulla violenza esercitata sui bambini nel mondo diffusi da uno studio commissionato dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan, e frutto di quattro lavori di ricerche. Secondo l'indagine circa 150 milioni di bambine, il 14% della popolazione infantile del pianeta, sono vittime di abusi sessuali ogni anno, così come il 7% dei maschi, il che vuol dire 73 milioni di bambini. Inoltre tra l'80 e il 93% dei bambini subisce punizioni fisiche a casa, anche se molti di loro non ne parlano per vergogna e mancanza di fiducia nei sistemi legali. La casa può essere anche un posto pericoloso per le 82 milioni di bambine circa che si sposano prima di compiere i 18 anni e che possono subire violenze da parte dei loro partner. Infine: in 106 Paesi sono ancora permesse le punizioni fisiche nelle scuole. La violenza sui minori è, insomma, largamente accettata nel mondo come qualcosa di normale e spesso socialmente approvata, quando non addirittura legale.

EMERGENZA GLOBALE - «La protezione dalla violenza è una emergenza», scrive il professore Paulo Sergio Pinheiro, autore dello sconvolgente rapporto. Per Pinheiro - riferisce la Bbc on line - questa situazione non è accettabile e decenni di abusi silenziosi non possono rimanere incontrastati. «Molta gente, anche bambini, accetta la violenza come parte inevitabile della vita» spiega l'esperto nello studio, il primo di questo tipo, che registra i vari tipi di violenza, dalla prostituzione al bullismo a scuola, sviluppato in diversi ambienti e luoghi della vita dei bambini: a casa, nella comunità e nelle istituzioni.

SEGNI A LUNGO TERMINE - Queste violenze - sottolineano gli autori della ricerca - possono lasciare gravi segni psicologici a lungo termine. «Esorto gli stati - conclude Pinheiro - a proibire qualunque forma di violenza contro i bambini, in tutte le sue forme, includendo tutte le punizioni corporali, pratiche tradizionali dannose - come la mutilazione femminile genitale, i matrimoni prematuri e obbligati e i cosiddetti delitti d'onore - violenze sessuali e torture e altri trattamenti o punizioni crudeli, disumani o degradanti».






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