GrrrREPUBBLICA ON LINE - 18.07.2006

CRONACA

Tra le prove a suo carico, anche una lettera a Provenzano in cui scriveva "Carissimo, spero tanto di trovarla in ottima salute"

Mafia, arrestato il boss Guttadauro, il "portavoce" di Messina Denaro


PALERMO - Secondo gli investigatori, era il "portavoce" del latitante Matteo Messina Denaro. A lui spettava il compito di mantenere i collegamenti tra il capomafia trapanese e Bernardo Provenzano. Una lettera ritrovata nel covo del boss e alcune intercettazioni, però, hanno messo la polizia di Palermo sulle sue tracce. E così per Filippo Guttadauro, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, questa mattina sono scattate le manette.

Guttadauro, 55 anni, è cognato di Matteo Messina Denaro e fratello del boss mafioso di Brancaccio. Si occupava in particolare di estorsioni nella zona di Castelvetrano ma aveva anche il delicato incarico di portare messaggi a Bernardo Provenzano, che nei "pizzini" lo indicava con il numero 121. "Filippo Guttadauro era un importante anello di congiunzione tra i due capimafia - ha spiegato il capo della Squadra mobile di Palermo, Piero Angeloni - Con il suo arresto, dunque, si dà un ulteriore colpo alla rete di relazioni e rapporti interni a Cosa nostra".

Tra le prove principali che hanno portato all'arresto, avvenuto su ordine dei pm Massimo Russo, Michele Prestipino e Roberto Piscitello, ci sono alcune intercettazioni e una lettera manoscritta, priva di firma e data, ritrovata nel covo di Provenzano l'11 aprile scorso. Secondo i consulenti della Procura, la missiva sarebbe stata scritta proprio da lui. Al suo interno, Guttadauro si rivolge al boss con molta deferenza: "Carissimo - si legge - spero tanto di trovarla in ottima salute, lo stesso posso dirle di me, di tutti noi...". Nel testo, si fa poi riferimento a Matteo Messina Denaro, indicato con il nome di Alessio, e al capomafia di Agrigento, Giuseppe Falsone.

Guttadauro nel '97 era già stato accusato di associazione mafiosa. Condannato, aveva scontato la pena. Nel pomeriggio la Procura invierà al gip la richiesta di custodia cautelare, con la quale chiederà la conferma del fermo di polizia giudiziaria.






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