ANSA 29.05.2006 - 15:20
Carrozziere vittima estorsioni, arrestato quarto malvivente

Genovese, ebbe ruolo di 'palo' fuori dalla ditta
(ANSA) - GENOVA, 29 MAG-E' stato arrestato il quarto componente della banda di estorsori che a maggio partecipo' alla richiesta di pizzo ad un carrozziere di Marassi. Paolo Bocchi, genovese, 46 anni e' finito in carcere con l'accusa di tentata estorsione. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Bocchi, avrebbe avuto il ruolo di guardia all'esterno della ditta. Non appena si accorse della presenza della polizia, si allontano' col suo ciclomotore sfuggendo cosi' all'arresto.



CORRIERE MERCANTILE - 30.05.06
MARASSI
Estorse denaro ad un carrozziere: preso taglieggiatore

In manette è finito Paolo Bocchi, genovese di 46 anni. Il 5 maggio sfuggì all’arresto all’interno dell’officina di Gianfranco Casale. Tre persone furono prese in flagranza di reato. Bocchi riuscì a fuggire. Dopo un mese di latitanza ora è in carcere.

Quando i suoi complici erano finiti nella rete della polizia, lui era riuscito a scappare. Dopo quasi un mese di serrate indagini anche il quarto malvivente che tentò con le botte di estorcere danaro al carrozziere Gianfranco Casale è stato arrestato. In manette è finito Paolo Bocchi, 46 anni, genovese, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio. In cercere troverà i suoi vecchi “soci”: Salvatore Marino, 44 anni, Angelo Scaglione, 50 anni e Paolo Gennarelli, 51 anni. L’indagine è stata condotta dagli investigatori della squadra Mobile genovese.

I primi tre arresti risalgono al 5 maggio scorso e furono effettuati in flagrante.

Secondo quanto ricostruito a suo tempo dal capo della Mobile Claudio Sanfilippo, due degli arrestati, Scaglione e Marino, sono pregiudicati collegati con la famiglia mafiosa dei Fiandaca. Due investigatori della sezione criminalità organizzata nel pomeriggio di quel venerdì 5 maggio erano andati a parlare col titolare della carrozzeria e proprio mentre i due poliziotti si trovavano negli uffici della ditta era arrivata un’auto con a bordo Marino, Gennarelli e Scaglione. Al seguito altre due persone in scooter. Uno di questi era Bocchi. Casale era sceso nell’officina ad accogliere i tre uomini, mentre gli investigatori erano rimasti nell’ufficio, per seguire gli avvenimenti nel monitor del circuito chiuso. I poliziotti hanno assistito ad uno scambio di battute. A parlare, avevano spiegato alla Mobile, era stato Gennarelli, che aveva affrontato il carrozziere chiedendogli i soldi. Subito dopo, secondo la ricostruzione, Marino aveva dato un pugno in faccia all’artigiano, che era crollato a terra perdendo i sensi. I tre taglieggiatori erano stati arrestati, mentre il carrozziere era stato portato al pronto soccorso
Paolo Bocchi era riuscito ad allontanarsi a bordo dello scooter. Il suo volto era rimasto impresso nelle immagini registrate dal sistema a circuito chiuso. Nel corso dell’ultimo mese gli investigatori si sono messi sulle tracce, componendo un quadro probatorio a suo carico che ne ha determinato l’arresto. “ Ciclicamente venivano nella carrozzeria che ho rilevato nel 1996 a Marassi- aveva raccontato la vittima- Chiedevano soldi. All’inizio non li avevo presi sul serio. Recentemente hanno iniziato a fare sul serio. Mi hanno picchiato. Il più violento era Gennarelli. Ho dato loro quanto volevano. Sono tornati. Millantavano di essere affiliati ai Fiandaca “. Dopo le parole i malviventi sono passati subito ai fatti. “ Stavano parlando, volevano altri soldi oltre a quelli che mi avvano già estorto alla fine di aprile- aveva aggiunto l’uomo- Improvvisamente mi hanno colpito. Io ho perso i sensi e la polizia è intervenuta “.




IL SECOLO XIX – 30 maggio 2006
QUEZZI – Arrestato il quarto bandito che taglieggiava un carrozziere

Presa la gang del pizzo


Non c’è il tre senza il quattro. Dopo nemmeno un mese di indagini è finito in carcere, nei giorni scorsi, il quarto componente della banda che il 5 maggio aveva tentato di taglieggiare, per l’ennesima volta, un carrozziere di Quezzi. E’ Paolo Bocchi, genovese di 46 anni, residente in via Napoli 15/4, nel quartiere di Oregina. Ha raggiunto nel penitenziario di Marassi Salvatore Marino, Angelo Scaglione e Paolo Gennarelli.
Il quarantaseienne è stato riconosciuto attraverso le telecamere di sorveglianza dell’officina. Puntate per l’occasione, venticinque giorni fa, in direzione dell’entrata. Due agenti della squadra mobili infatti erano riusciti a prendere il flagrante i tre compagni perché il carrozziere aveva deciso di denunciarli. Dopo diverse estorsioni, concesse per paura, ogni sua remora si era volatilizzata. Un coraggio che i poliziotti avevano premiato organizzando proprio quell’imboscata.
Due si erano nascosti dentro al locale. E quando il gruppo di delinquenti aveva fatto la sua comparsa, erano rimasti in attesa della richiesta. Arrivata immediatamente: “Ci devi dare diecimila euro”. Con tanto di “timbratura”: un violento pugno sul volto del meccanico quarantacinquenne.
E’ in quel momento che gli agenti erano intervenuti fermando tre aggressori. Bocchi invece era riuscito a dileguarsi.
Ma la sua presenza è rimasta impressa nei nastri. Da quelli la sezione criminalità organizzata della squadra mobile, diretta da Claudio Sanfilippo, è partita. Arrivando nei giorni scorsi al pluripregiudicato di Oregina.
Il giudice per le indagini preliminari, visionate le prove schiaccianti fornite dagli inquirenti, non ha potuto fare altro che emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il quarantaseienne. Tentata estorsione e lesioni personali sono i reati contestati.
Si aggiunge così un altro tassello all’attività degli uomini di via Diaz. Che da tempo cercavano di convincere le vittime del pizzo a vincere i timori di ritorsioni e farsi vivi nei loro uffici.





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