Il gruppo "la Gurfata" nasce nel 1999 a seguito di un progetto finanziato dalla Legge 285.
La finalità del progetto è quello di portare le attività del centro sociale della Cooperativa sociale Mistya, che dal 1988 è presente sul territorio della Locride, fuori dal centro stesso, per le strade, lì dove i ragazzi si aggregano e dove è più facile finire nelle mani di gente con pochi scrupoli.
Il nome viene scelto da un termine dialettale che indica come "URFO" il vento di libeccio e come GURFATE gli sbuffi, molto violenti, dello stesso e vuole significare la possibilità di un vento nuovo nelle strade della Locride.
In un territorio dove la disoccupazione è la sacca più grande di ingaggio di manovalanza mafiosa, ci si propone con un'esperienza lavorativa "pulita" anche se "strana": la giocoleria.
Questo in virtù anche del fatto che sono gli anni in cui la Calabria rilancia il territorio dal punto di vista turistico, facendo rivivere interi borghi dei paesi interni con iniziative che vedono arrivare, da altre
regioni, artisti di strada.
Con enormi difficoltà si inizia a "formare" i primi ragazzi che aderiscono al progetto, ci si costruisce da soli i primi "attrezzi" di lavoro e si inizia a proporsi sul territorio.
In 6 anni di attività il gruppo ha visto "passare" diversi ragazzi che vengono "reclutati" durante gli spettacoli ed ai quali si propone la possibilità di guadagni puliti, fatti di impegno personale, di vita di gruppo, di cooperazione, di voglia di cambiamento.
Nel 2001 il gruppo vince il premio "Le Chiavi del Sorriso" un riconoscimento che viene dato a 8 associazioni su tutto il territorio Italiano che si distinguono per progetti a favore di minori.
Sempre nello stesso anno, l'Università di Studi di Urbino, in un dottorato di ricerca, chiede ed ottiene di poter monitorare il gruppo come uno dei progetti della 285 con maggiore "ricaduta positiva" sul territorio di attuazione.
Dal 2004 il gruppo di ragazzi, in previsione della scadenza del finanziamento, decide di diventare una vera e propria "imprenditoria", chiedendo di non essere più fruitori di "leggi speciale" ma di poter continuare a vivere nel proprio territorio costruendosi da soli un attività economica redditizia e dignitosa.
Nel frattempo il gruppo "cresce" continuando ad aggregare sia ragazzi che giungono in modo spontaneo sia segnalati dai servizi sociali, con i quali si continua a collaborare.
Ma, nel momento in cui ci libera delle "leggi speciali" iniziano i problemi economici. Le amministrazioni comunali che tramite la legge 285 hanno usufruito dell'attività del gruppo per circa 2 anni (con animazioni mensili in 8 comuni del polo 4 della zona Jonica) improvvisamente "dimenticano" l'esistenza dello stesso.
Parte nella primavera del 2005 una campagna di informazione con volantini inviati a tutti i comuni della zona, ma non si riceve alcuna risposta.
Nel Giugno del 2005 Don Vinicio Albanese ospita il gruppo per la "festa della Comunità di Capodarco di Fermo" prima esperienza fuori regione per i ragazzi.
Nell'estate del 2005 solo 2 sono i comuni della zona che rispondono all'appello dei ragazzi di poter lavorare: Stilo e Riace.
Il resto del lavoro svolto viene da associazioni private che si avvalgono del gruppo per loro iniziative. Nonostante questo, con grande soddisfazione da parte di tutti, iniziamo a "fatturare".
Si decide di cominciare a porre delle domande ad amministratori e istituzioni che dovrebbero essere non solo vicini al gruppo, ma anzi, considerando la storia, le motivazioni, l'impegno, dovrebbe essere il "fiore all'occhiello" di un'intera zona che grida "no" all'emarginazione, alla mancanza di lavoro, alla delinquenza organizzata.
Le risposte non arrivano. Il gruppo continua ad essere ignorato e si preferisce ancora continuare a chiamare artisti di strada che provengono da altre regioni, molti dei quali, con le stesse competenze acquisite dai ragazzi della gurfata.
Veniamo convocati per partecipare alla "settimana del fanciullo" iniziativa annuale che vede coinvolti tutti i comuni della zona in iniziative (convegni, manifestazioni, e tanto altro ancora) rivolte ai giovani della Locride.
Diciamo NO: ci offende il ricordarsi di noi nel momento in cui la nostra prestazione è gratis, ci offende che, pur essendo stati i primi ad offrire la nostra collaborazione per l'organizzazione, il nostro nome non compaia da nessuna parte, in nessun manifesto, riferito a nessuna iniziativa.
Visto che il "fuori regione" pare funzioni, decidiamo di sfogarci con don Luigi Ciotti che viene a Locri in occasione della marcia per la pace a novembre.
A lui scriviamo una lettera, raccontandoci e chiedendogli di essere lui a chiedere da parte nostra agli amministratori (visto che ha maggiore possibilità di incontrarli nei numerosi convegni dove si parla benissimo davanti alle telecamere) il perchè della nostra situazione di "esclusione".
Don Luigi accoglie il nostro appello, intanto che chiede, il gruppo viene invitato a partecipare il 21 marzo a Torino in occasione della manifestazione di Libera.
Non solo viene invitato, ma considerando le scarse risorse finanziare viene offerto a tutto il gruppo anche il rimborso totale di tutte le spese... e oltre...
La Casa della Legalità di Genova, approfittando della nostra trasferta a Torino, ci accoglierà il 22 marzo, organizzando un “cammino” insieme che ci vede protagonisti, insieme a nomi importanti che lottano contro la mafia al sud come al nord.
A Firenze don Paolo accoglierà i ragazzi della Gurfata, regalandogli anche i sacchi a pelo, come augurio di poter continuare a sognare tutti insieme.
Cosa scrivere ancora?
Questo viaggio del Gruppo attraverso l'Italia, in coerenza al “viaggio” di Antonino Caponnetto, vuole essere un messaggio importante per tutti. Per i ragazzi, che in questi anni si sono impegnati, sono cresciuti, hanno imparato a condividere, ad impegnarsi per cambiare le loro vite, le loro situazioni è un riconoscimento che và oltre ogni dire, è un messaggio che dà forza che dice: "crediamo in voi, coraggio...." che ripaga dell'indifferenza e che dona la voglia di continuare e la consapevolezza di non essere soli, di credere che insieme si può.
Per il nostro territorio sano, l'orgoglio di un gruppo di ragazzi che porta fuori regione un'immagine positiva, di sorriso e non di lacrime, di unione e non di disgregazione, di impegno e non di scoraggiamento.
Per i nostri amministratori la consapevolezza che ora tutta Italia sa che noi esistiamo, con i nostri limiti, con la nostra possibilità di continuare a crescere, con la nostra voglia di farlo in modo pulito e che è giunto il momento di dare ai ragazzi delle risposte che chiedono da tempo e si ha il dovere di dare.
I ragazzi del Gruppo la Gurfata ringraziano di vero cuore tutti le persone che si sono impegnate senza risparmiarsi in nulla, in questo viaggio, in questo cammino che ci consente di alzare ancora una volta la testa e pretendere il nostro diritto di crescere e vivere in una terra Libera.
Contatti con la Gurfata presso:
Cooperativa Sociale Mistya
Via Marconi 2 - Locri (RC)
tel. 0964.232005
fax 0964.22243