Rita Borsellino
Il sorriso di Paolo





Prefazione di don Luigi Ciotti

La vita di ciascuno di noi è segnata da incontri che, più di altri, plasmano e forgiano la nostra esistenza.
L’incontro con Rita Borsellino è uno di questi. La sua “forza (anche se apparentemente Rita si presenta come fragile) e la sua composta, educata e determinata “rabbia” ci fanno bene. Ci aiutano ad entrare non solo con la ragione, ma anche con il cuore in quella “fame e sete di giustizia” senza la quale non c’è legalità. Rita parla e scrive sottovoce. Con un filo di voce. Ma per “gridare” il suo profondo desiderio di servizio e di impegno perché la morte di Paolo e i ragazzi della scorta non diventi inutile sacrificio. Del “suo” Paolo, ma anche del “nostro” Paolo: perché Paolo – ha ragione Rita, la sorella – appartiene a tutti, a ciascuno di noi.
Ed è perché il servizio di Paolo continui a generare frutti di legalità che anche questo libro è stato pensato, scritto e stampato.
Gli antichi ci ricordano che il principio della giustizia sta nel sentirsi offesi per un torto subito da un altro, da un debole. Questo era Paolo. E questo ha fatto Paolo: ha speso la sua vita per difendere quanti  erano oppressi da quella illegalità mafiosa che nega diritto, che soffoca speranza e che calpesta la giustizia. Di questa legalità e di questa giustizia abbiamo bisogno – noi – ma anche, soprattutto, i nostri giovani.
Paolo è morto perché nessuna persona  venga mai ridotta a solo “cliente” (e proprio per questo non riconosciuto come cittadino). Paolo è morto perché nessun diritto debba mai essere soddisfatto come merce da acquistare o, peggio ancora, come favore da supplicare. Intercettare il bisogno del cittadino prima che questo venga erogato come diritto ed offrirlo come favore è la precisa strategia delle organizzazioni mafiose.
Rita sa, conosce e capisce questi pericolosi linguaggi. Li ha imparati dalla passione e  dal servizio di suo fratello Paolo. Oggi che il magistrato non è più fisicamente con noi, Rita presta a lui la sua vita, la sua voce e l’inchiostro perché quel grido e quel servizio continui a raggiungerci.
Pagine dense, scorrevoli, intense.
Pagine che parlano oltre l’inchiostro. Che raccontano quella voglia di futuro che ci fanno Italia, mondo, ma anche capaci di giustizia e legalità.
Pagine che ci obbligano ad una profonda riconoscenza: perché Rita ha saputo  trasformare il suo “lutto”, la sua offesa ed il suo dolore in risorsa per tutti. Per il nostro futuro.

Grazie e……buona lettura.






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