breve storia della musica afro-americana nel novecento

THIS LAND IS YOUR LAND


This land is your land

This Land Was Made For You And Me

This land is your land this land is my land
From California to the New York Island ,
From the Redwood forest, to the Gulf Stream waters,
This land was made for you and me.

As I went walking that ribbon of highway
And saw above me that endless skyway,
And saw below me that golden valley, I said:
This land was made for you and me

I roamed and rambled, and followed my footsteps
To the sparkling sands of her diamond deserts,
And all around me, a voice was sounding:
This land was made for you and me

Was a big high wall there that tried to stop me
A sign was painted said: Private Property.
But on the back side it didn't said nothing -
This land was made for you and me

When the sun come shining then I was strolling
In wheat fields waving, and dust clouds rolling;
The voice was chanting as the fog was lifting:
This land was made for you and me

One bright sunny morning by the shadow of the steaple
By the Relief office I saw my people -
As they stood hungry, I stood there wondering if
This land was made for you and me



* All you can write is what you see.


Questa terra è la tua terra

Questa terra è stata creata per te e per me

Questa terra è la tua terra, questa terra è la mia terra
dalla California fino all'isola di New York,
dalla foresta di sequoie, fino alla corrente del golfo,
questa terra è stata creata per te e per me.

Percorrendo quel nastro di strada
vedendo sopra di me quell'infinita strada nel cielo,
vedendo sotto di me quella valle tutta d'oro, dissi:
questa terra è stata creata per te e per me.

Ho vagato e girovagato e sono tornato sui miei passi
alle spiagge scintillanti dei suoi deserti di diamanti,
tutt'intorno a me risuonava una voce:
questa terra è stata creata per te e per me.

C'era un grande muro alto che cercava di fermarmi
un cartello dipinto diceva: Proprietà Privata.
Ma dall'altra parte non c'era scritto niente -
questa terra è stata creata per te e per me.

Mentre il sole splendeva io giravo senza meta
i campi di grano ondeggiavano e le nuvole di polvere rotolavano;
una voce cantava mentre saliva la nebbia:
questa terra è stata creata per te e per me.

Una bella mattina di sole all'ombra del campanile
vidi la mia gente davanti all'Ufficio Assistenza
loro erano lì affamati, io ero lì che mi chiedevo se
questa terra è stata creata per te e per me.


* Tutto quello che puoi scrivere è quello che vedi.



La gente a cui devo qualcosa
Ripenso... a tutta la mia vita e a tutti coloro a cui devo qualcosa, voglio dire quelli che ricordo personalmente. Naturalmente so che questa gente di cui sono debitore deve qualcosa a dell'altra gente, che a sua volta deve qualcosa a qualcun altro, e insomma tutti noi siamo debitori nei confronti degli altri. E ciò che possediamo non è altro che la somma di tutto ciò di cui siamo debitori.
E l'unico modo che ho per ripagarvi, amici che andate e venite e parlate, è lavorare, e fare in modo che il mio lavoro vi aiuti a trovare lavoro, il genere di lavoro che più vi piace e più vi si adatta. Il vostro lavoro mi ha giù aiutato, e continua ad aiutarmi, ma ho bisogno di sapere concretamente se il mio lavoro aiuta voi.
In questo periodo il mio lavoro consiste soprattutto nello scrivere. Scrivo canzoni, ballate, storie in musica e racconti senza melodia, e versi scatenati con battute libere e ritmi ancora più liberi. Questi ritmi da soli sono belli come la vernice del vostro trattore, come l'olio della vostra ruota, ma sono io che ho verniciato il vostro trattore, e ho zappato filari e filari di terra piena di erbacce nei vostri campi di cotone e di granturco. Non ho mai avuto tempo di imparare tutto quello che bisogna sapere sul verso sciolto e sul ritmo. Non sono mai stato molto brillante a leggere le note musicali, e neppure a scriverle. Non ho mai imparato le leggi superiori della matematica, e neppure il parlare ricercato.
Però vi ho sempre osservato attentamente, e ho tenuto le orecchie
ben aperte quando mi passavate vicino. Ho visto le rughe scavate nei vostri volti dalle preoccupazioni, dal tempo e dallo spazio. Ho visto il vento modellare i vostri volti in modo che il sole potesse illuminarli con pensieri e chiaroscuri. Mi ricordo com'era la vostra faccia la prima volta che vi ho visto, e ricordo la vostra voce e le parole strascicate che pronunciò la prima volta che l'udii, e notai i diversi modi in cui gli occhi vi si facevano chiari e scuri mentre parlavate e a volte, mentre tacevate, vidi le speranze che si riaffacciavano nel vostro sguardo.
E anche quando non dicevate niente sapevo leggervi in viso le vostre esigenze, perché me le avevate raccontate e io le avevo fatte mie. E io vi aveva raccontato i miei affanni e voi li avevate fatti vostri. Mi avete parlato delle cose che sapevate e ho imparato a farvi partecipi di ciò che sapevo. Mi avete battuto le mani quando ballavo e mi avete tenuto la testa in grembo quando piangevo. Ma ora ho trentaquattro anni, e nel corso degli ultimi anni non ho pianto molto.
Immagino di essere arrivato al punto in cui l'unico modo in cui potrei piangere è su un foglio di carta pieno di parole come questo. Ho sentito in me una tempesta di parole, abbastanza da scrivere centinaia di canzoni ed altrettanti libri. Ma so che queste parole che sento non sono mia proprietà privata.
Le ho prese in prestito da voi, cosi come ho camminato in mezzo al vento prendendo in prestito l'aria sufficiente per continuare a muovermi, e ho preso in prestito da mangiare e da bere per mantenermi in vita. Ho preso in prestito la camicia che voi avete cucito, il cappotto che avete filato, la biancheria che avete rammendato e i calzini che avete tessuto. Sono andato avanti, seguendo la mia strada, e voi siete andati avanti lungo il vostro cammino. E le intemperie, la neve, le bufere, il ghiaccio e la grandine si sono abbattuti sul campo di avena, hanno martellato il tetto dell'auto, hanno bucato le tettoie e strappato tendoni, hanno infranto i vetri alle finestre, ma non hanno mai separato il nostro lavoro. Il vostro lavoro ed il mio si sono tenuti per mano e non si sono mai separati. Ed io ho preso in prestito la mia vita dalle opere della vostra vita. Ho sentito in me la vostra energia, ed ho visto la mia muovere voi.
Forse vi hanno detto di chiamarmi poeta, ma io sono poeta non più di quanto lo siete voi. Sono un autore di canzoni e un bravo cantante non più di quanto lo siete voi. L'unica storia che ho sempre cercato di scrivere siete voi. E non sono mai riuscito a scrivere una ballata o un racconto che dicessero tutto quello che c'è da dire su di voi. Voi siete i poeti, e la vostra lingua di tutti i giorni è la nostra migliore poesia scritta dal migliore poeta. Io non sono altro che una specie di scrivano, di meteorologo; il mio laboratorio è il marciapiede, la strada, il campo, l'autostrada e gli edifici. Io non sono né più né meno che un fotografo senza macchina fotografica. Perciò lasciate che sia io a chiamare voi poeti e cantanti, perché voi saprete leggere tutto questo con più canto nella voce di quanto non possa fare io.
Mia moglie e i miei amici, che leggono queste pagine man mano che le scrivo, infondono nelle parole lo spirito della poesia più di quanto non potrò mai fare io. Sei tu, lettore di queste pagine, che sai cogliere il respiro del cannone e il ritmo del tamburo dalla pagina scritta. Io non sono né più né meno che il tuo segretario che la trascrive, come un eterno debito mai completamente saldato. Questo è un libro di debiti e di parziali acconti.

13 Marzo 1946
Coney Island




La parola che voglio dire
La parola che voglio dire è facile a dirsi, eppure è la parola più difficile che io abbia mai cercato di dire.
È quella che vorrebbe spiegare tutti i miei sentimenti.
Ma come posso con una sola parola esprimerli tutti?
Tutte le volte che cerco di dirla non mi viene mai e quando cerco di pianificarla essa sfugge sempre ai miei piani e alla mia lingua.
Io cerco di essere un cantante che canta senza vocabolario, e un poeta non appesantito da scaffali di libri. Eppure la mia biblioteca è già abbastanza affollata, e molte altre parole estranee, provenienti da altre bocche, sono qui, pronte per me per andarci a letto e per giocarci, ma per quanto mi è possibile cerco di evitare questi libri e di dire le mie parole con le mie due mani libere.
La parola che voglio dire è qui, vicina, sciolta e pronta sulle mie labbra e sulla punta della lingua, ma raramente viene fuori, è una specie di anguilla che sguscia tra le maglie della rete prima che io possa stringerla e tirarla su. So ciò che la mia parola significa. So ciò che dice. Conosco il suo peso e le sue misure, il suo nome, l’etichetta e il marchio di fabbrica. Conosco la sua forma e la sua superficie, la sua casa, la sua famiglia, il suo gusto, il suo odore e il tocco della sua pelle. Conosco la mia parola non detta meglio di quanto lei conosca me, nella stessa maniera in cui conosco voi meglio di quanto voi non possiate mai conoscere me.
Questa semplice parola che io vorrei dire chiarirebbe ogni cosa tra me e mia moglie, o meglio renderebbe me chiaro quanto mia moglie. Lei è sempre la più chiara tra noi due. Io sono sempre quello anneb­biato e confuso, e lei è sempre quella che parla e pensa con lucidità. Ma se io riuscissi a dire questa mia unica, inespressa, non detta parola, il nostro rapporto sarebbe quella flessuosa danza mai danzata che do­vrebbe essere. Ora la nostra casa e la nostra famiglia soffre e si strugge dal dolore proprio per questa parola che non riesco a dire né a esprimere.
Questa semplice parola farebbe conoscere i miei figli a me e me ai miei figli. Se soltanto riuscissi a tirarla fuori i figli dei miei figli capirebbero che siamo fatti nella stessa maniera, che tra noi non c'è una differenza tanto grande da separarci e strapparci gli uni agli altri. Io credo che col pensiero tutti potremmo andare in giro per il mondo e conoscere tutta la gente, se soltanto riuscissimo a trovare e a pronun­ciare questa unica comune parola.

Non si tratta di una parola segreta o di una formula magica. Nessuna parola è un segreto. Nessuna parola è magia. Nessuna parola è nasco­sta. Io questa parola la seguo da tanti anni, l’ho seguita intorno alla casa dove sono nato. Ho lasciato che lei mi prendesse per un dito e mi conducesse fuori dove i fiocchi di neve soffiavano tra i cespugli. Mi sono arrampicato su per le scalette dei vagoni merci, sulle fiancate delle navi, nelle cabine di guida di camion, sulle porte, sulle scale antincendio, sui carri e sui granai. L’ho detta a poliziotti, ad agenti, a vigilantes, a soldati e marinai, a donne e ragazze di campagna, a donne e ragazze di casa, a donne e ragazze di strada, a uomini e a ragazzi che aggiustavano i tetti negli Stati del Sud, che piantavano chiodi nelle montagne dell’Ovest, che spalavano letame nei villaggi dell’Est, che verniciavano e fondevano metalli in ogni Stato dell’Unione. Ho detto questa parola in ogni lingua e dialetto, a facce e labbra, orecchie e capelli di ogni colore. Ai mori, ai rossi, ai gialli, ai neri e a quelli con la pelle nera. Questa parola la riconoscereste, se la sentiste dire, cantare, muovere, indicare o ballare.
Quello che è buffo è che non è una parola ben precisa, ma si adatta al suono e al tono di ogni altra parola. E la parola che sta dentro a tutte le nostre parole, quella che dà loro forma e consistenza, e un senso più chiaro. E la parola libera che nessuna prigione può imprigionare, che nessuna cella può contenere, che nessuna catena può trascinare, e nessun cappio linciare, che nessun’arma può ferire o minacciare. Io dico che questa è la parola che rende la democrazia una cosa limpida e trasparente, che mantiene viva la democrazia, nello stesso modo in cui la democrazia mantiene vivo me e io mantengo viva questa parola. Darei subito volentieri la mia vita per tenere in vita questa unica parola, perché è grazie a lei che l’intera razza di tutta la mia gente vive, lavora, ama, e cresce per sapere di più e capire di più.

Questa è la parola che voglio dire.




Il mio segreto
...
Dio è amore.
Dio è veramente amore.
L'amore può e senz'altro si muove in tutte le cose, in tutti i luoghi, in tutte le forme di vita, in un unico battere di ciglia.
L'amore ha in sé il potere di una forza magnetica di attrazione e repulsione, che fa si che ogni forma e ogni genere di vita concorra in un punto chiave ad incontrare il proprio compagno.
Dunque l'amore provoca questa meraviglia in cinquantamila miliardi di infiniti triiardi di forme, modelli, disegni di vita, ad ogni passo e ad ogni stadio della vita, in quella delle cellule viventi, degli scarafaggi viventi, degli insetti viventi, dei rettili viventi, degli animali viventi e nel sangue di tutte le specie di uccelli viventi, e allo stesso modo, in ogni singolo movimento e azione, in ogni pensiero stesso di ogni essere umano che ci passa qui davanti agli occhi.
L'amore è quello che li fa muovere tutti.
Ed è quello che in loro si muove.
Dovunque io volga lo sguardo per vedere una mossa o una smossa, o una qualsiasi forma umana, so che non vi troverò in nessun modo nulla da odiare, né per nessun motivo nulla da disprezzare o da temere o da circondare di fredde ombre, di assurdi sospetti, bensì qualcosa su cui verificare una volta per tutte fino alla fine dei miei giorni ed anche di tutte le mie notti la mia capacità di amore (voglio dire con questo) la mia propria capacità di amare.
...

...
L'amore è l'unica cosa che ora ti può aiutare.
L'amore è il tuo unico vero raggio di sole.
L'amore ti restituirà il tuo autocontrollo.
E l'amore rimetterà la padronanza dite stesso tra le tue stesse mani.
E quanto a te, con la tua droga mortale, col tuo ago suicida, con l'acido, con l'erba, col cucchiaio riscaldato, con la pipa oppiata, il materasso morto, l'alcool evaporato, la vita sprecata, con il tuo violento mal di testa, le tempie che scoppiano, gli occhi velati, le labbra schiumanti, gli urli acuti del malessere che soffoca; e poi la pistola, il "gingillo", la rapina, la sparatoria, la corsa ad altra droga, ad altre pistole e ad altre rapine; le tue paure e il tuo odio potranno essere curati e guariti da un unico tipo di lozione d'amore, e soltanto da quello. L'amore ti prenderà per mano e ti ricondurrà a un lavoro alla luce del sole.
...



I testi tratti dal libro di Woody e la traduzione
sono tratti da un sito da visitare!
http://web.infinito.it/utenti/v/vallarsa/woody/indice.htm



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