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breve storia della musica afro-americana nel novecento
IL SOUL
Egemonia del Soul
Tutte le tendenze della musica leggera nera che erano venute maturando dal gospel revival degli anni Quaranta al doo-wop dei Cinquanta confluirono nella grande stagione del Soul, il genere che ha dominato per vent'anni le classifiche di vendita statunitensi.
Frutto della nuova mentalità commerciale degli artisti neri, di un adeguato staff dirigenziale nero, della completa schiacciante vittoria sulla musica leggera bianca e di una più liberale mentalità dell'etnia dominante, il soul rappresentò negli anni Sessanta la musica del disimpegno giovanile, dell’ottimismo ad oltranza, contrapposta al rock politicamente e artisticamente impegnato, e negli anni Settanta la musica da ballo per eccellenza prima del funky e della disco music (dance ‘70, ndr).
Alla base della nascita del soul si devono porre la secolarizzazione del gospel e l’avvento di una generazione di sofisticati tecnici del suono: la storia del soul è innanzitutto una storia di produttori/arrangiatori, poi dei suoi compositori e infine dei suoi interpreti.
Durante i tormentati anni Sessanta il soul divenne qualcosa di più di un semplice sottofondo per party di teenager.
Divenne a poco a poco un simbolo dell’identità nera, e assunse il ruolo di bandiera dietro cui si pose l’intero movimento nero. Benché il soul non sia mai stata una musica politica, la sua ascesa nelle classifiche rappresentò in qualche modo il corrispettivo di una vittoria del "black power", se non altro per l'orgoglio del nero medio.
L'evoluzione del soul seguì di fatto il processo di integrazione dei neri compiutosi durante gli anni Sessanta. Il processo di integrazione dei neri iniziò, anzi, proprio così: ad alcuni esponenti della minoranza nera (gli artisti soul, appunto) vennero garantiti i privilegi goduti dal resto della società a patto che essi rompessero ogni legame con il gruppo e adottassero gli standard dell'Establishment.
Questa ultima clausola evitò per anni che l'emergere prepotente dei musicisti di colore diventasse un vessillo insurrezionale. In un bianco la stima di un certo cantante di colore e il disprezzo per la sua razza potevano ancora coesistere senza problemi.
La generazione dei Sessanta
I grandi innovatori del rhythm’n’blues, quelli che diedero inizio alla rivoluzione che ne avrebbe fatto un prodotto di massa e un prodotto interrazziale, furono quattro.
Ray Charles e James Brown rappresentano le due opposti ali del sound soffice e del sound duro, che sarebbero sfociate, rispettivamente nel soul e nel funky. Gli altri due, Sam Cooke e Jackie Wilson, sono invece dei talenti naturali del canto, i primi grandi vocalist della nuova corrente, e due degli artisti che, con Charles, contribuirono a secolarizzare il gospel.
Sam Cooke era un tenore di Chicago che si era rivelato nelle chiese battiste e aveva esordito nel gruppo gospel dei Soul Stirrers. A cavallo fra i due decenni impose il suo crooning chiaro e soave in canzoni versatili come You Send Me (1957), Chain Gang (1960), Twistin' The Night Away (1962), Another Saturday Night (1963), la profezia di A Change Is Gonna Come (1964), prima di essere assassinato (nel dicembre 1964) da una donna in un motel. Da lui ha origine tutto il canto nero soffice e sentimentale.
Jackie Wilson, di Detroit, il sostituto di Mc Phatter nei Dominoes, divenne celebre nel 1957-58 con tre canzoni, Reet Pitite, To Be Loved e Lonely Teardrops, scritte dall'amico Barry Gordy, e in seguito si aprì la strada con uno show atletico e un carisma sessuale alla Brown, anche se su disco registrava principalmente canzoni melodrammatiche come Night (1960) e Baby Workout (1963), fino all'ultimo successo, scritto per lui da Carl Davis, Higher And Higher (1967).
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Alla rivoluzione del soul contribuiorono anche tanti altri cantanti che si situarono per un vero o per l'altro al di fuori dei canoni del rhythm & blues. Ben E. King, la prima voce degli ultimi Drifters, continuò sulla fortunata strada del soul latineggiante con Spanish Harlem (1961) e Stand By Me (1961). Nina Simone, la "sacerdotessa del soul", fu interprete eclettica dei classici blues, oltre che provocatoria intellettiale di sinistra (Mississippi Goddam, 1964; Four Women, 1966) e compositrice di cerebrali armonie pop-jazz: fu una delle personalità cruciali per l'evoluzione del soul verso lidi più sperimentali e verso la militanza razziale. Etta James e Tina Turner, due delle regine del rhythm & blues, adottarono lo stile cry conferendogli una forza melodrammatica che il gospel non aveva mai avuto.
Il Soul ebbe quattro epicentri: Chicago, Memphis, Detroit e Philadelphia. La sua fortuna fu quella delle piccole, coraggiose etichette indipendenti locali: l’Atlantic, la Stax, la Motown e la Philadelphia International.
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La Atlantic diede il suo contributo creativo alla nascita del soul fra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. L’etichetta era stata fondata nel 1947 da Ahmet Ertegun, un valido scrittore di canzoni che incentò un sound all’incrocio fra R’n’B, jazz orchestrale e musica leggera bianca. Le prime star dell’Atlantic furono in effetti personaggi ancora legati al mondo race record, ma il loro ruolo fu determinante nell’avvicinare questa musica ai bianchi. La prima diva fu Ruth Brown, e poi Chuck Wills. Al principio degli anni sessanta diversi artisti soul si riunivano intorno all’etichetta ed al suo nuovo conduttore, Jerry Wexler, per dare origine a un movimento soul di chiara origine Gospel, come ben dimostra la principale star, Aretha Franklin, e ben distinto dalla musica commerciale degli anni cinquanta. Con questi fuoriclasse del soul, a cui si aggiunge Ray Charles e Percy Sledge, la Atlantic riuscì a compiere un gran balzo da fenomeno locale a nazionale, e , di conseguenza, legittimò il soul fra i grandi generi musicali popolari.
La Stax (distribuita dall’Atlantic), di Menphis, popose un’elegante contaminazione del rhythm and blues con il country and western, facendo leva su arrangiamenti semplici e ritmica contenuta. La Stax era organizzata con mezzi piuttosto di fortuna, ma in maniera efficiente: disponeva di uno staff di autori stagionati, fra cui Isaac Hayes e Davis Porter, di sessionmen di prim’ordine, come i Mar-Keys e gli MG’s, e di un pugno di star affermate come Wddie Floyd, Wilson Pickett (entrambi ex membri dei Falcons) e di qualche giovane promettente, come Otis Redding. Proprio grazie a questa struttura rozza e improvvisata il soul della Stax fu il più genuino, affidato ad accompagnamenti strumentali scarni e pertanto privo di quegli abbellimenti orchestrali che ne avrebbero altimenti limitato l’emotività. Quello della Stax fu il vero erede del R’n’B, più dolce di questo, ma non meno ricco di vocalizzi rochi e grintosi, di batterie tribali, di organi epilettici, di fiati funky. Per la Stax incisero anche i Thomas, Rufus e Carla, regina del Soul prima dell’avvento di Aretha Franklin, Sam (Moore) and Dave (Prater), i favoriti di Hayes, melodici e ballabili.
La Tamla Motown nacque a Detroit nel 1959 per iniziativa di Barry Gordy, un autore di canzoni che faceva l’operaio in una fabbrica di automobili. L’ascesa dell’etichetta fu impressionante. Il primo vero hit venne soltanto nel 1961. ma bel 1964 la Motown era già un fenomeno nazionale tanto dirompente da mettere in crisi Billboard che, non sapendo più se classificare gli hit di Gordy sotto pop p rhythm’n’blues, decise di unificare le classifiche. In breve la Motown divenne prima la più importante casa discografica indipendente e poi la più grande corporation retta da un nero. Il Motown sound fu il soul meno gospel e più bianco, i suoi hit furono più semplici e immediati, peraltro efficacemente ritmati e molto arrangiati, lirici e melodici. Un altro motivo del successo fu l’aver identificato il suo pubblico nella massa, ancora amorfa, dei minorenni e non, come l’Atlantic e la Stax, in un pubblico musicalmente maturo.
La Philadelphia International, fondata nel 1971, dal duo di attori-produttori Kenny Gamble e Leon Huff, arricchì con orchestrazioni lussureggianti e un ritmo quasi disco il suono soffice di Detroit, coniando di conseguenza uno stile molto più raffinato e controllato. L’anno d’oro della Philadelphia fu il 1974 con Archie Bell che conquista 11 hit ed i 10 di Gamble & Huff.
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Soul-Rock
A parte fenomeni come il reggae, che comunque avrebbe sfondato soltanto più tardi, alla fine degli anni Settanta, il soul dominava incontrastato la scena della musica leggera nera. L'influenza del rock era assai ridotta, limitata soltanto a casi isolati, come Ike e Tina Turner, oppure gli Isley Brothers esplosivi di Twist And Shout (1962), un classico gospel "call-and-response", rimasti sempre al confine fra le tradizionali armonie vocali nere e gli arrangiamenti elettrici del rock (This Old Heart Of Mine, 1966), aprendo così le porte al sound sincopato del funk (It's Our Thing, 1969; That Lady, 1973).
Il primo serio fattore di destabilizzazione all'interno della nazione soul fu rappresentato dal rock psichedelico, il cui massimo esponente fu proprio un chitarrista di colore: Jimi Hendrix, mediata attraverso uno psichedelica da balera come Sly Stone, si fece sentire soprattutto nell'accompagnamento. Nacque il soul progressivo, di cui furono testimoni complessi come i War (...), e nacquero i primi complessi rock di colore, come i Chambers Brothers (l'effervescente afro-rock di Time Has Come Today, 1968) e i Bloodstone (...). L'organista Billy Preston, aiutante in campo di Little Richard e Sam Cooke, ma anche dei Beatles e dei Rolling Stones, fu forse l'ideale elemento di raccordo fra soul e rock con i suoi strumentali (Outa Space, 1972 e Space Race, 1973) e le sue canzoni (Will It Go In Circle, 1973 e Nothing From Nothing, 1974). Il rock non fu mai popolare come il presso la popolazione nera, per cio i musicisti rock di colore continuarono a essere una minoranza (...). Il Soul-rock fece decisamente più vittime fra i musicisti bianchi (soprattutto in Inghilterra) che fra quelli neri.
Un'altro complesso rock di neri, i Graham Central Station, una dance band di transizione fra Sly Stone e George Clinton, ebbe un'importanza storica: Larry Graham, che era stato il bassista di Stone, fu l'inventore delle linee di basso chiamate funk, che sarebbero divenute uno standard del decennio.
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Selezioni dimostrative del "Red Fire - blackmusic team"
Stax - (rgs)
J.B. Godfather of Soul & Funky
Stax
Soul & Blues - (rgs)
rock'n'roll - soul - funky
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