breve storia della musica afro-americana nel novecento
IL ROCK'N'ROLL
Origini del Rock and Roll
Quando (nel 1934) John Lomax e suo figlio Alan cominciarono a registrare la musica popolare dei neri del Sud, rimasero allibiti nello scoprire che in parecchie chiese cristiane si celebrava la messa con accompagnamento di chitarra, batteria e tromba (strumenti più facili da comprare rispetto a un costoso organo a canne). Per di più il pubblico si dava a danze sfrenate, battendo il tempo con le mani, e rispondeva con fragore ai versi sacri urlati dal predicatore.
Questi si metteva presto ad improvvisare frasi e finiva per lasciarsi trasportare del tutto limitandosi ad emettere monosillabi senza senso. In realtà i Lomax erano testimoni della transazione compiuta dal canto spiritual in una nuova forma, il rocking and reeling, che recuperava gli arcaici ring shouts di origine tribale, e con essi tutto il rituale canoro e ritmico (l'improvvisazione, il tempo aggressivo, la melodia bluesy).
Nello stesso periodo a Chicago nasceva il blues ritmico con strumentazione completa e ad Ovest le jump band facevano ballare con i loro riff strumentali, gli assoli di sax tenore e il ritmo walking.
Durante gli anni Trenta (il primo periodo del folk nero seriamente documentato su disco) si possono quindi trovare tracce di proto-rock and roll in diverse zone d'America. Ciò prova che in effetti il rock and roll era già implicito nella musica dei primissimi neri deportati dall'Africa e si affermò non appena lo schiavo nero riuscì a liberarsi delle pastoie che avevano fino ad allora represso la sua civiltà. L'apporto della società bianca fu più che altro di carattere commerciale: fece del nuovo genere un "prodotto", trovando per esso un mercato (i giovani ribelli) e trasferendolo sul piano del costume sociale.
Il merito musicale va però interamente ai neri, che inventarono ciò che doveva essere inventato affinché Elvis Presley potesse vendere i suoi cento milioni di dischi: nel 1938 Joe Turner e il suo pianista Pete Johnson scossero
la Carnegie Hall
con il loro possente boogie, nel 1939 Charlie Christian registrò per la prima volta con una chitarra elettrica, e così via. Man mano le classifiche di rhythm & blues si riempivano di hit sempre più roboanti: Good Rocking Tonight di Roy Brown nel 1948 da New Orleans, Rocket 88 di Ike Turner nel 1951 da Memphis, eccetera. Sam Cooke e Chuck Berry sono, forse, la vera origine, l’evoluzione del Soul e R’n’B, in questo nuovo genere. Grazie a queste canzoni, a questi artisti, il termine rock entrò nell'uso comune dei neri per identificare sia l'atto sessuale sia il ballare fino a sfiancarsi.
Disc-jockey e Top 40
Tra le due guerre la canzone nera e la canzone contry non avevano diffusione nazionale, ma erano invece lanciate dai musical, o magari dagli spettacoli dei più prestigiosi locali metropolitani, dopodiché radio e dischi, diffusi in modo capillare nella borghesia americana, divulgavano le loro canzoni in tutta la nazione.
I neri cominciavano peraltro a guadagnare a sufficienza per potersi permettere un mercato discografico ritagliato su misura per i loro gusti. Questo mercato, che vendeva ritmo eccitante, testi intelligenti (erotici o sociali, mediati dal blues), interpretazioni magistrali (convulsioni epilettiche e vocalizzi aspri,
mediati entrambi dalle messe gospel), divenne, contrapposto a quello della musica leggera orchestrale, un mercato di qualità, sebbene ghettizzato, e pur se le sue orchestre erano complessi muniti soltanto di chitarra, batteria, piano e voce. Aggiungendo le limitazioni di una produzione e registrazione artigianali, questo sound contraddiceva quasi tutte le convenzioni del pop bianco.
L'esistenza di un mercato discografico, per quanto emarginato, fu sufficiente a far conoscere ai giovani bianchi il sound dei neri. In questa fase un ruolo determinante fu quello dei disc-jockey, coloro che avevano di fatto il potere di condizionare i gusti del pubblico. Ancora prima dei divi, furono loro a coniare il gergo degli adolescenti, ad imporre un atteggiamento più disincantato, sarcastico e provocatorio. Furono loro i primi ad esaltare la civiltà giovanile, fatta di picnic, serate danzanti, gite in auto, cinema, eccetera.
Il merito storico di aver diffuso i race record presso il pubblico bianco spetta ad Alan Freed, disc-jockey di Cleveland che teneva una trasmissione intitolata "Moondog rock'n'roll party", e che, quando tutte le radio cominciarono a trasmettere cover bianche di quella musica, continuò a programmare soltanto gli originali. In questo modo Freed inventò il rock and roll: mentre il r'n'b era la musica nera per neri, venne battezzata rock'n'roll la musica nera per bianchi. In breve Freed si trovò al centro della polemica contro la nuova musica giovanile, volgare e violenta, accusato di incitamento alla delinquenza giovanile e attaccato dal Sistema come il simbolo vivente della rivoluzione in corso. Non gli diedero tregua fino alla morte (1963), prima accusandolo di essere un bieco speculatore che trasmetteva dischi dietro compensi delle case discografiche (il famoso processo "Payola") e poi citandolo per evasione fiscale. Free fu il primo martire del rock and roll, perseguitato (e mitizzato) come suo divulgatore.
Con lui vi furono altri eroi radiofonici a creare il pubblico del rock'n'roll. Il più leggendario Dj dell'epoca fu Bob Smith, meglio noto in Texas come "Wolfman Jack", che trasmetteva tutta la notte da una stazione pirata al di là del confine messicano. La sua identità era ignota, e i suoi ripetitori arrivavano fino in California.
La figura del Dj assunse presto una parte di rilievo nella vita sociale degli adolescenti, che in lui vedevano un misterioso e potentissimo protettore, il quale li intratteneva fino alle ore piccole con le sue gag. Presto si instaurò anche la pratica dei brani a richiesta, la cui logica conseguenza fu la prassi dei "Top 40": trasmettere a ripetizione i brani più venduti, dando quindi più importanza ai gusti del pubblico che a quelli del Dj. I Top 40 riuscirono in meno di quattro anni a far fallire "Your Hit Parade", che era dal 1935 la trasmissione del sabato sera più amata dal pubblico.
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Il pubblico del rock and roll
In genere, il giovane che ascolta rock and roll è un ragazzo normale che cerca l'evasione, vuole ballare e divertirsi. I problemi del mondo sono più grossi di lui, lo stato che li controlla è più forte di lui, ed egli istintivamente si chiude in se stesso, o meglio nel gruppo. Il rock and roll svolge per lui una dublice funzione: quella di ambasciatore dell'insofferenza del proprio gruppo, e quella di momento in cui si esprime, all'interno del gruppo, la sua personalità.
Un ruolo importante nell'imporre gli idoli del rock and roll spetta al cinema, che li proposte agli adolescenti come modelli delle loro stesse ambizioni (diventare famoso, conquistare ragazze sulle spiagge, correre su una moto).
Il pubblico del rock and roll è composto da teen age che negli anni Cinquanta conquistano un'indipendenza economica e morale, e appartenenti a tutte le razze e a tutti i ceti. Da un lato cioè comincia il processo di ricerca d'identità da parte dei giovani e dall'altro si realizza una forte integrazione etnica e sociale. Questi due fatti allargano la massa dei consumatori normalmente a disposizione di un genere musicale. Se da un lato il rock and roll saccheggia ancora il repertorio nero a favore di un pubblico prevalentemente bianco, dall'altro canto favorisce l'avvento degli interpreti di colore che, sebbene osteggiati da un Sistema che non vuole riconoscere in un nero un protagonista, raggiungono in alcuni casi fama nazionale. La vera rivoluzione consiste in questo: sia nero o sia un bianco che fa le veci del nero, il cantante di rock and roll usa il linguaggio provocatorio, musica e gestuale, della civiltà americana nera.
Il fatto che gli adolescenti entrassero a far parte del pubblico ebbe un'importanza fondamentale per il progresso della musica di massa, che da quel momento sarebbe diventato inevitabilmente frenetico. L'adolescente introdusse infatti la sua tipica psicologia nei delicati meccanismi riproduttivi del business discografico.
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Il nuovo rock’n’roll
Il maggior interprete della fusione di suoni, ritimiche, propria del rock’n’roll, è senza dubbio Joe Strummer. Prima con i 101’ers, i Clash e poi con i Mescaleros.
Altro pilastro del rock’n’roll, nella sua riproposizione anche in chiave acustica e solista, oltre che nella sua massima espressione con la “band” è Bruce Springsteen con
la E-Street
Band.
I
n entrambi i casi ispirazione prima è in Woody Guthrie. Nell’andare oltre gli schemi prefissati, tenere il legame alle radici, quelle ideali come quelle di una
terra vissuta come martoriata.
Il Rock’n’Roll di “protesta” vede come massimo esponente Billy Bragg, anch’egli, “debitore” di Guthrie.
Da Strummer e Guthrie sono nate non solo nuove stade e "ancoraggi", ma anche due importanti Fondazioni che promuovono la musica e la sua evoluzione: The Woody Guthrie Fondation e The Strummerville - Fondazione per la Nuova Musica.
vai alla pagina dedicata a Woody Guthrie
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Selezioni dimostrative del "Red Fire - blackmusic team"
the original Rock'n'Roll
rock'n'roll, soul, funky
tributo a Joe Strummer 1
tributo a Joe Strummer 2 - (rgs)
tributo a Joe Strummer 3
tributo a Joe Strummer 4
we are the clash - (rgs)
rock - (rgs)
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