breve storia della musica afro-americana nel novecento

IL RHYTHM 'N' BLUES


Nel dopoguerra, (per effetto degli sconvolgimenti sociali, ndr), il blues si arricchisce in diverse direzioni: le trentadue battute della canzone bianca; la drammaticità del cantante gospel; il pesante tempo jump e i serrati riff ance/ottoni delle orchestre swing; il senso dello show derivato dai minstrel e dal music hall. Energico il sound ed esuberante la presenza scenica, il blues muta anche ambiente trasferendosi nelle balere, nelle bettole e nei teatri popolari dei ghetti urbani. Nel dopoguerra tanto il blues commerciale quanto quello autentico conferiscono più importanza allo stile, cioè al ritmo, alla strumentazione, e al canto, che all'emozione da comunicare, capovolgendo i due ruoli tradizionali. I testi ripetono i soli temi arcaici, ormai anacronistici, oppure adottano il linguaggio disimpegnato della canzone bianca. Il bianco a così finalmente imposto la sua estetica la nero.
Chicago è il centro per eccelenza dell'emigrazione nera durante il boom industriale del dopoguerra. I neri vi portano le loro tradizioni musicali e vi apprendono le ultime novità in fatto di strumentazione e un nuovo modo di vivere, urbano e indietriale. La maniera "coloniale" di reclutare talenti nel Delta e trascinarli negli studi discografici della città si capovolge: ora sono i neri ad arrivare in massa a Chicago, attratti dalle prospettive di trovare un contratto discografico, e quindi un lavoro. E a Chicago nascono alcune delle prime etichette indipendenti dedite unicamente alla musica nera, come quelle dei fratelli Chess.
Lo stile di Chicago negli anni Cinquanta ha un ritmo più nervoso, con la chitarra elettrica e i fiati, ma conserva i tratti tipici del Sud. E' semplicemente più sostanzioso rispetto al tadizionale scarno stile acustico. La generazione del dopoguerra è capitanata da Muddy Waters, Elmore James, Ej. B. Lenoir. Quest'ultimo è il bluesman più politico di tutti, autore di brani come Korea blues e Eisenhower blues. Ma il ruolo fondamentale lo svolge il complesso di Waters, nel quale compaiono molti degli strumentisti più importanti, a partire da Willie Dixon.
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A Detroit imperò invece John Lee Hooker.
Questi personaggi si imposero con uno stile peculiare al loro strumento, che fu più o meno influente sui musicisti degli anni Sessanta. Tutti ebbero in comune il fatto di essere nati al Sud ed emigrati in seguito a Chicago, pedigree indispensabile per ogni bluesman che si rispettasse. Con l'aumentare del tenore di vita dei neri il R&B verrà sempre più connotandosi come musica leggera per i neri.

Race music
La musica leggera fatta dai neri per i neri (la race music) ebbe inizio quando la massa nera ormai emancipata sia dal punto di vista civile sia dal punto di vista economico, entrò a far parte del pubblico (e quindi degli interessi) delle grandi case discografiche. Se negli anni Venti il blues classico era in realtà una musica nera per bianchi, e comunque non raggiungeva ancora i neri, negli anni Trenta, con l'incremento costante del tenore di vita della masse nere dovuto al New Deal e alla ripresa economica, si verificò la prima vera esplosione di generi derivati dalla musica di colore.
Gli sviluppi della musica nera contribuirono a cambiare i gusti del pubblico bianco, soprattutto giovane, il quale, man mano che veniva sedotto dai ritmi e dai vocalizzi dei neri, si staccava dalle antiquate orchestrazioni del musical. Il pubblico bianco era quello che decideva il successo dei dischi, e negli anni Cinquanta le classifiche R&B (innaugurate il 25 giugno del '49) venivano sempre più seguite.
Il nero che viveva in città aveva coniato uno stile urbano al confine fra blues classico e jazz, fondendo i suoi ritmi e il suo canto con la strumentazione dei bianchi. Così nell'era dello swing erano nate le orchestre (peraltro in gran parte composte e dirette da bianchi) che avevano commercializzato il jazz come musica da ballo o di intrattenimento; così, durante la guerra, avevano dominato i grandi cantanti di R&B contaminati dal jazz e dal Musical.
Il termine R&B viene usato impropriamente per indicare la musica leggera nera di questo periodo, fusione di fiati e ritmo swing con vocalizzi blues e gospel in uno stile urbano molto popolare. Identificato come il contraltare frivolo del Bebop, il R&B non fu però un genere unico ma, piuttosto un grappolo di stili, ciascuno tipico di una certa zona. La musica leggera si stava sviluppando lungo la linea Kansans City (Joe Turner) - Chicago (Moody Waters, Howlin' Wolf) - Menphis (Ike Turner, B.B. King, Bobby Bland) - Los Angeles (Johnny Otis, T-Bone Walker) - New Orleans (Fats Domino, Roy Brown).
In tutti i casi il R&B era concepito fondamentalmente come good time music, musica per divertirsi, fatta per persone che erano ancora escluse dai club, dai teatri, dai cinema di prima visione. Il primo boom del genere si verificò durante la guerra, e alcune piccole case discografiche trovarono uno spazio nel mercato proprio grazie alla carenza di dischi dovuta al conflitto. Il merito del suo successo va equamente ripartito fra le piccole attivissime etichette indiependenti e le stazioni radiofoniche che martellarono la gioventù americana (bianca e nera) col ritmo e le urla dei cantanti di colore.

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Twist
Quando il R&B ebbe compiuto la sua metamorfosi in Rock'n'Roll (con Chuk Barry a Chicago e con Little Richard a New Orleans), le barriere fra pop e r&b caddero definitivamente, soprattutto perchè i cantanti bianchi non facevano altro che interpretare le canzone dei neri.
Il primo frutto di questa promisquità fu il Twist, il ballo con chiari riferimenti erotici che furoreggiò per due anni in tutto il mondo, inventato nel 1959 (non a caso) da Hank Ballard [...], ma lanciato due anni più tardi da Chubby Checker come la più rovente follia danzante del secolo. Checker ebbe una mezza dozzina di hit con il pretesto del twist: Let's twist again (1961) e Limbo Rock (1962)...

Selezioni dimostrative del "Red Fire - blackmusic team"

Stax - (Rgs)
Stax
Soul & Blues - (Rgs)
Rock'n'roll - Soul - Funky
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