breve storia della musica afro-americana nel novecento

IL 
REGGAE, IL ROCK STEADY E LO SKA
(dab e raggamuffin)



Mentre negli States il r&b completava la sua trasformazione in soul, nelle colonie inglesi nasceva il reggae, per molti versi suo genere parallelo.
La Giamaica è un'isola delle Antille, colonia britannica tra le più salubri, importatrice di cultura dagli Stati Uniti ed esportatrice di altra cultura verso il Regno Unito (dove emigrano molti suoi figli).
Il primo genere locale, suonato agli ancoli delle strade, è il mento, un misto di folk africano, calypso, rhumba, spiritual e canti di lavoro locali.
Nel dopoguerra l'isola fu invasa dai dischi di jump-blues importati dai cosidetti sound system, le pittoresche discoteche ambulanti di non meno pittoreschi disc-jockey come Clement Dodd (titolare della Downbeat) e Duke Reid (Trojan). Verso la fine degli anni Cinquanta si diffusero le bande dilettantistiche che forgiarono una nuova musica attingendo a diverse fonti: i ritmi caraibici, il boogie depravato dei pianisti di New Orleans, e ovviamente il mento. L'influsso di New Orleans fu il più sensibile e il più fecondo.
L'industria discografica giamaicana nacque con i complessi bluebeat, che era appunto la versione locale del r&b di New Orleans: sassofoni, trombe, tromboni, pianoforte e basso. Il basso prese a poco a poco il sopravvento e nel 1961 il nuovo suono che ne derivò venne battezzato Ska. Si distingueva per un caratteristico tempo in levare, una sezione di fiati, armonie vocali derivate dai gruppi di colore, riff jazzati, e il cosidetto ritmo chug-a-lug. Quando la giamaicana Millie Small portò al successo My boy Lollipop (1964), lo Ska dilagò dall'Europa all'America. Il vero inventore era stato Don Drummond, il trobettista leader della big band degli Skatalites (Ball O' Fire, 1963; Guns of Navarone, 1967), ma le star furono Desmond Dekker e Prince Buster. Lo Ska era una musica serena e ottimista, che rappresentava il clima di benessere in analogia con ciò che stava succedendo nella swinging London.
Assumendo connotazioni sociali, elettrizzandosi, sostituendo i fiati con le chitarre, e portando il basso in primo piano a fare da strumento guida e non solo ritmico, il frenetico ska si sviluppò nel più languido e ritmato rock steady (dal nome dell'hit di Alton Ellis del 1966), la musica della locale delinquenza giovanile, il corrispondente giamaicano del beat inglese e del soul americano; un genere che produsse classici come The Tide Is High (1968) dei Paragons, Giudge Dread di Prince Buster, e Rivers Of Babilon dei Melodians. Il Rock Steady sancì la supremazia dei gruppi melodici vocali: Wailers, Paragons, Maytals, Pioneers, e Melodians. I più tipici furono gli Heptones, eroi del famigerato slum di Trencktown che adottarono le armonie del soul (Fatty Fatty, 1966) e che poi si sarebbero convertiti al Reggae politicizzato di Freedom To The People (1972) e Book Of Rules (1973).
Poi venne il Poppa-Top, ancora più in levare come per esempio Israelites (1968) di Desmond Dekker, mentre produttori come Lee Perri acceleravano il battito e ripescavano i fiati. E infine si giunse al reggae, la musica sincopata dal canto lamentoso, la musica delle bidonvilles e dei rastafarians (gli adepti di una locale fede religiosa-rivoluzionaria filoafricana). Do The Reggay (1968) di Toots & The Maytals fu la canzone che diede il nome al genere. Il loro leader, Frederick Toots Hibbert, fu uno dei primi a conquistarsi un prestigio all'estero, grazie ad uno stile di canto fervido che ricordava quello del gospel...
Le origini del Reggae si perdono nel dedalo dei retaggi ancestrali della popolazione nera. Esistono rapporti di discendenza persino con il Nyah-Bingi africano, uno stile di drumming che imita la pulsazione del cuore umano ("thump-thump", pausa, "thump-thump"). Per effetto del Rock Steady e dello Ska, il Reggae invertì i ruoli tradizionali di basso e chitarra: il primo a guidare la melodia, la seconda a ritmare la tipica cadenza "chukka-chukka".
Il rapporto con l'Africa è lo spirito stesso del reggae. La Giamaica fu l'oasi di salvezza per gli schiavi ribelli, i cosidetti "maroon", i quali conservarono un profondo legame affettivo verso il loro continente d'origine e in particolare verso l'Etiopia, unica nazione nera e non cadere sotto il dominio occidentale e patria della civiltà africana. Il culto, Rastafarian divenne sempre più influente sulla musica che adottò il percussionismo rituale burra e infarcì i testi di citazioni dalle sacre scritture, conferendole nell'insieme un suono più etereo e africano.
In Inghilterra, dopo il pionierismo di Jimmy Cliff (esponente invece dei mussulmani: Vietnam, 1968; Wonderful Woeld Beautiful People, 1969) e Johnny Nash (I Can See Cleary Now, 1972), il reggae esplose presso le classi inferiori dei sobborghi londinesi (persino i razzisti skinheads ne fecero la loro bandiera).
Il reggae introdusse anche la tecnica del
dub, in generale ogni variazione (eseguita in studio di registrazione) delle tracce originali, una tecnica derivata dall'usanza di sovraincidere i monologhi improvvisati dei disc-jockey su una base strumentale (detta più propriamente toasting), e divenuta uno dei segni distintivi del sound degli anni Settanta. A inventare il dub fu probabilmente King Tubby (alias Osbourne Ruddock) intorno al 1970. La tradizione del "talk-over" ha origini assai umili: i disc-jockey dei sound system avevano l'abitudine di accompagnare i brani dei dischi con improvvisazioni melodiche ed esclamazioni di incitamento al ballo. U Roy fu il primo grande artista talk-over, l'uomo che fece del dub un mezzo di espressione di grande effetto: laddove gli altri sovrapponevano barzellette o imitazioni o parodie, lui ne fece un veicolo agit-prop (Runaway Girl, 1976). Gli altri pionieri del genere furono Dennis Al Capone, Prince Jazzbo e I Roy, con i quali nacque il termine rapper. Big Youth (Manley Buchanan) li spodestò verso la metà del decennio con rap selvaggi e più direttamente collegati alla realtà sociale (S-90 Skank, 1972; The Killer, 1973; House Of Dread Locks, 1975;...). Questi "toaster" svilupparono all'inizio una tecnica che consisteva nel remixare canzoni di altri musicisti, togliendo il canto originale e dando più prominenza alla sezione ritmica, e nel recitare in rima sulla base musicale così ottenuta.
Lee Perry, inventore dei Wailers e autore di temi strumentali languidi e lisergici, talvolta simili alle colonne sonore di Morricone (People Funny Boy, 1968; Return Of Django, 1969;...), e Augustus Pablo, alias Horace Swaby (il Milton Jackson del reggae con lo strumento "melodica", come in Java, 1971; e Pipers of Zion, 1986), inventarono il disco strumentale basato sul dubbing e trasferirono la tecnica nell'era del sintetizzatore, del computer e della drum-machine.
Soltanto negli anni Settanta il reggae divenne un fenomeno di massa, grazie a Bob Marley (Robert Nasta, ndr), leader dei Wailers, e ad altri divulgatori itineranti come Pablo Moses. I Burning Spear, titolari di un sound poliritmico e ipnotico che si avvale del canto sinistro di Winston Rodney (...) furono i più politicizzati rastafarian. Peter Tosh (il baritono dei Wailers), autentico prodotto dei ghetti, fu forse il più puro e rabbioso, con una storia mitica ed emblematica: protetto dai Rolling Stones, perseguitato dalla polizia per i suoi traffici di ganja (la marijuana), venne assassinato da teppisti del 1987 (suoi calssici I'm The Toughest, 1966, e Steppun' Razor, 1977). I Third World furono i più esuberanti, scalmanati e disimpegnati (Now That We Found Love, 1978). Two Seven Clash (1977) dei Culture di Joseph Hill fu l'anno dei rasta-punk... Il capolavoro di questa generazione è Police And Thieves di Junior Marvin (1976).
Nella seconda metà degli anni Settante si diffuse il trio vocale, come quello dei Black Uhuru, notabili del canto afro-arabo di Michael Rose e delle cantinelle pseudoebraiche di Puma Jones, che spinsero il reggae verso sonorità più dure appoggiandosi alla sezione ritmica di Sly Dunbar e Robbie Shakespeare (...). Al tempo stesso cantanti come Gregory Isaacs, stilista paragonabile ai grandi del soul "dolce" (Love Is Overdue, 1975), si avvicinarono ai toni melodici dei vecchi crooner. Judy Mowatt venne innalzata a "regina del reggae" per la sua voce degna delle grandi cantanti nere del r&b. Ziggy Marley, essendo figlio del profeta, sfondò facilmente in classifica (Tumblin' Down, 1987).
L'arte continuò a raffinarsi grazie a contributi sempre più originali di artisti creativi. In Linton Kwesi Johnson, il poeta e sociologo di Brixton che trasferì la moderna realtà sociale inglese (il dialetto dei quartieri poveri e le istanze dei sottoproletari) nell'antico ritmo giamaicano, e in Mutabaruka si sublimò la tradizione dei poeti che recitano su base reggae...
Grazie a toaestr come Yellowman (Winston Foster) negli anni Ottanta il reggae si è modernizzato di pari passo alla disco music e grazie a Mikey Dread e alle sue prodizioni ultra-heavy ha sedotto anche la generazione punk.
[...]
Il reggae ha contribuito all'evoluzione del rock in più direzioni. Il fatto strettamente musicale, l'assorbimento da parte del rock delle frasi ritmiche giamaicane, è in realtà secondario rispetto al fatto tecnico: i disc-jockey e i produttori del reggae hanno esportato in America nuovi metodi di produzione e distribuzione della musica e, in definitiva, un nuovo concetto di far musica.

Rocksteady
Stile musicale nato in Giamaica, nasce come variante dello Ska. Esso attinge elementi dal patrimonio afro-americano e da quello caraibico. Genere prevalentemente suonato da Orchestre, oltre che da gruppi.
Consta di un ritmo simile allo Ska ma rallentato, in levare.
E' nel 1967, che si colloca la nascita, poiché quell'anno in Giamaica ed in tutti i Caraibi, ci fu un'ondata di caldo, con punte sopra i quaranta gradi, e lo Ska era diventato troppo faticoso da ballare. Si decise così di rallentare un po' lo Ska, per renderlo più ballabile nei Sound System delle discoteche ambulanti, dove hanno fatto gavetta grandi Dj dello Ska, Reggae e Rocksteady poi, su tutti, Lee Scratch Perry. Gli artisti piu noti sono Desmond Dekker, gli Wailers; all'inizio (ricordiamo che Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Wailer avevano tutti e tre il taglio di capelli molto corto, in gergo il "crop" che venne usato prima dai rude boy e poi dagli skinhead), Alton Ellis, e molti altri nomi. Case discografiche: su tutte, la Trojan Records , l'etichetta riferimento della musica giamaicana che ha composto molte raccolte/compilation di questo genere. Assieme allo Ska era la musica prediletta dai rude boy.

Ska
Nasce in Giamaica verso la fine degli anni '50: è una sorta di miscuglio tra Rhythm and Blues, Mento, Calypso e Soul. Fu il precursore del reggae, e come esso caratterizzato da un ritmo con accenti sul levare della battuta musicale.
Il nome di questo genere fu coniato da Clue J (Cluett Johnson), bassista dei Blues Blasters, che consigliava ai chitarristi del gruppo di far fare alle loro chitarre uno "ska-ska-ska"; secondo Clue J, infatti, "ska" è l'onomatopea del rumore che fa la chitarra quando le si leva l'operato. In poche parole, a differenza del rock, lo Ska Original predilige le note semplici della chitarra rispetto alle sue svariate distorsioni, questa fase venne chiamata First Wave Of Ska. Per via delle caldissime estati giamaicane, secondo alcune ipotesi, il ritmo dello ska fu in seguito rallentato e trasformato in rocksteady e reggae. Lo ska dopo questa trasformazione ebbe un momento di declino, ma alla fine degli anni '70 tornò ad essere molto ascoltato (2 Tone Ska), e durante questo periodo fu contaminato dal Rock, e Punk rock, questa fase viene detta Second Wave of Ska. Seguirono poi altre versioni pi recenti, come lo Ska Punk, o Ska contaminato da forme di rock piu pesanti, queste forme sono invece comprese nella Third Wave of Ska.Dopo i vari revival e le evoluzioni del genere che sono avvenute negli anni, si possono elencare varie forme di ska:
-  First Wave Of Ska: Ska Original con gruppi come Skatalites, Bob Marley, Don Drummond. Verso la fine degli anni '70, venne a formarsi in Inghilterra il Revival che comprende:
- Second Wave of Ska: 2 Tone Ska come gruppi come Bad Manners, The Specials, Madness
- Third Wave of Ska: esiste in molte forme ed unisce molti stili differenti del rock, con i ritmi e la strumentazione dello ska come ad esempio lo Ska Punk. I gruppi più rappresentativi del genere sono The Toasters, Bim Skala Bim, Let's Go Bowling, Rancid, Reel Big Fish.

Raggamuffin
Un incrocio dei generi Reggae e Rap. Scandito da giri di basso e percussioni. E' prevalentemente suonato con Dj che propongono basi a chi canta. Il Sound System è la formazione più diffusa con cui viene proposto questo genere.

Selezioni dimostrative del "Red Fire - blackmusic team"

Ska & RockSteady - (Rgs)
Ska & Reggae
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RockSteady - Ska
Ska
Raggamuffin

Afro beat - e incursioni reggae - (Rgs)






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