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breve storia della musica afro-americana nel novecento
IL RAP e HIP-HOP
Storia moderna del Rap
I primi Dj facevano ballare la gente ai party, nei giardini pubblici o lungo le spiagge semplicemente esibendosi con due piatti e mixando basi e dischi; poi in seguito si aggiunse la figura dell'MC (Master of Ceremonies), dotato di una rima facile e della capacità di seguire il dj anche durante i passaggi piu' impegnativi, utilizzando le proprie abilità liriche sulle parti non cantate dei dischi. Tutto ciò non aveva però il benché minimo peso discografico, trattandosi di improvvisazioni e non di prodotti confezionati in studio.
L'uscita del disco della Sugarhill Gang è quindi significativa perché contribuì a diffondere questo genere, relativamente nuovo, presso una vasta schiera di persone che non erano direttamente coinvolte nel clima culturale newyorkese e delle zone limitrofe, ovvero la patria del genere; da lì in poi fu molto più facile far conoscere questo modo di fare musica e nel 1980 arrivò al successo un altro grande nome, Kurtis Blow, a cui seguì Grandmaster Flash con i suoi Furious Five, nel 1982, che aprirono la strada al rap impegnato a partire da The Message, brano scritto da Melle Mel.
Fino ai primi anni 1980 il modo di fare rap era ampiamente basato sulla mescolanza di breaks e musica elettronica. L'arrivo sulla scena dei Run-DMC rivoluzionò il genere: il loro stile fatto di un suono scarno ed essenziale ma potente ed infarcito di riff di chitarra, diviene ben presto un nuovo punto di riferimento. I Run-DMC segneranno l'inizio dell'Età dell'oro dell'hip hop, divenendo il primo gruppo a salire alla ribalta del mainstream musicale cavalcando il crescente successo di un genere che avevano contribuito a rendere efficace. Il rap diviene così un genere magmatico ed in velocissima evoluzione, anche i contenuti cambiano: riprendendo modelli giamaicani, i testi divengono più espliciti, con molte oscenità, ma spaziando fino alla denuncia sociale, a volte caricata di violenza tanto da dare luogo a quello che verrà chiamato gangsta rap.
Fino alla prima metà degli anni '80, il rap è terra di conquista per afro-americani. Il 1986, oltre a vedere il successo dei Run-DMC porta alla ribalta il primo gruppo rap formato da bianchi: i Beastie Boys, provenienti da esperienze hardcore punk, il cui primo album Licensed To Ill diviene vendutissimo in breve tempo, dimostrando così che il rap (come altri generi prima di lui, ad esempio il Jazz o il Rock) può diventare linguaggio universale.
Quello che invece rimane difficile da estirpare nel genere è una sorta di machismo, unito ad una sostanziale ostilità verso le donne: sono poche quelle che riescono ad affermarsi in un ambiente dove effettivamente vengono spesso prese in considerazione solo dal punto di vista sessuale, Ice-T disse "Fin dall'inizio della mia carriera mi hanno accusato di sessismo perché sono sincero e dico apertamente com'e' che gli uomini vedono le donne. Un sessista vede le donne semplicemente come pezzi di carne. Il fatto e' che gli uomini guardano le sporgenze delle donne, e le donne guardano le sporgenze degli uomini. Questo e' sessismo?". La presenza femminile comunque non si scoraggiò arrivando al successo ugualmente: grazie a Queen Latifah e, più recentemente, Lil'Kim e Missy Elliott
Nel 1987, solo un anno dopo il successo di Beastie Boys e Run-DMC, il mondo del rap fu nuovamente scosso da un vero e proprio terremoto come i Public Enemy (nome mutuato da una canzone di James Brown, Public Enemy n.1, dedicata all'eroina). In un periodo in cui l'ascesa del rap creava figure inconsistenti fatte di immagini ricorrenti (catene d'oro, medaglioni, borchie) e molti rappers erano ormai delle parodie di se stessi, i Public Enemy si fecero avanti armati di sveglie al collo e delle tesi e le ideologie di Malcolm X e dell'Islam, sfornando rime politiche e ricche di figure retoriche. E proprio i Public Enemy, insieme a NWA, Ice Cube, Ice-T, sono responsabili della trasformazione del rap nella Black CNN (termine coniato da Chuck D), sistema di informazione della gente di colore: nei dischi i testi si fanno polemici e politicizzati, compaiono testi di denuncia, i video diventano un incitamento alla rivolta, spesso scontrandosi con la rigida censura americana. Questo sancisce inevitabilmente l'esplosione della violenza nei ghetti neri, e questo finisce inevitabilmente per interessare anche il dorato mondo di Hollywood, che approfitta dando vita a varie pellicole fra cui ricordiamo "Colors", "New Jack City", "Boyz'n The Hood", "Juice".
Tramontata l'epoca dei Public Enemy, il cui Greatest Misses si rivela un vero e proprio buco nell'acqua, sono già pronti a salire sul palco nuovi artisti fra cui spiccano De
La Soul
e Jungle Brothers, che fissano nuove tendenze sia nei testi che nell'aspetto, e si fanno largo nuove filosofie basate su simboli di pace, a tal punto che alcuni rappers come per esempio KRS-One si trasformano da gangster in sostenitori di movimenti che mirano a fermare la violenza. Sulla sponda opposta però nasce la rivalità East Coast-West Coast che vedrà crescere i toni polemici tra i rapper della costa di New York e quelli della costa pacifica, fino a degenerare in una spirale di violenza che vedrà tra le vittime Tupac Shakur e Notorious B.I.G..
All'inizio degli anni 1990 si intravedono anche i primi palesi tentativi di commercializzazione del genere rap, da qualcuno definito entertainment (intrattenimento): ne sono responsabili personaggi come MC Hammer e Vanilla Ice, il fenomeno ha vita breve nelle forme in cui era stato concepito, e l'hip hop inizia a tornare alle origini, riscoprendo le sonorità dei generi che l'hanno "creato" come il jazz e il R&B, dando origine a gruppi interessanti come i Common, Mos Def, Roots, Dream Warriors, gli US3, o i Gang Starr di Guru (autore fra l'altro del progetto Jazzmatazz), e a collaborazioni con artisti del calibro di Herbie Hancock e Ronnie Jordan.
Il rap negli Stati Uniti, paese dove è nato, è oggi diventato a tutti gli effetti un genere affermato come gli altri, la sua versione più commerciale ha un'ampia fetta di mercato musicale e quindi sottostà alle regole che governano il mondo discografico: la vivacità lirica e la profondità dei testi lasciano più spazio a produzioni orecchiabili, hits capaci di vendere molto, essere ballate nei club, tirare la volata ad interi dischi. Nonostante questo, la versione più prettamente underground di questo genere continua ad essere veicolo di idee, oltre ad avere grandi capacità di denuncia sociale. È quindi sempre più evidente la frattura tra il rap commerciale ed il rap underground, ne è una riprova la diversa carriera fatta da due tra gli MC più importanti di New York: Nas e Cormega..
Rap
E' un genere musicale di derivazione
afro-americana. Nato negli anni Settanta nel contesto della cultura hip hop, si diffuse soprattutto negli anni Ottanta, diventando uno dei generi musicali preferiti dai giovani di tutto il mondo. Discendente del funk (James Brown e i suoi rappin'-sermoni), in un certo senso, del gospel, del soul, del blues e, più direttamente, del talking blues, il rap è caratterizzato soprattutto dal canto su un ritmo battente di versi in rima, centrati su tematiche per lo più a sfondo sociale.
Questo genere - qui esaminato sotto l'aspetto del mercato musicale americano, trascurando quello praticato in altri paesi fra cui l'Italia, che ha avuto in Jovanotti uno dei suoi maggiori epigoni - si divide in varie correnti, tra queste il gangsta rap, il christian rap, il g-funk, il funky, il christian gangsta, l'old school rap, l'hardcore hip hop ed altri sottogeneri ancora.
Le prime incisioni di questo genere furono King Tim III della Fatback Band, e Rapper's Delight della Sugarhill Gang, anche se si parlava di rap già prima di allora, tant'è che sia le strutture musicali che la maggior parte delle tematiche derivavano direttamente dalla tradizione africana a giamaicana, differenziato dal successivo rap per una minor diffusione e per uno stato ancora embrionale, grezzo. I primi tentativi di rap infatti risalgono al 1973 ed avevano come fulcro New York, Brooklin, Harlem e South Bronx, dove era nata una gang chiamata Organization, ben presto conosciuta come Zulu Nation.
Sebbene questo genere musicale abbia varcato i confini delle produzioni underground per diventare di forte successo commerciale con artisti come (Eminem, Snoop Dogg, 50 Cent per citarne alcuni, negli Stati Uniti rimane vasta e fortissima la presenza di produzioni indipendenti, a dimostrare come il rap sia si un fenomeno musicale, ma soprattutto una componente di una cultura oramai radicata all'interno del territorio statunitense.
In principio era l'Hip Hop Ma per produrre un po' di storia del rap occorre parlare prima dell'hip hop, che non è affatto un genere musicale ne tantomeno un tipo di ballo, la forma di danza canonicamente riconosciuta nella cultura hiphop è il b-boying comunemente conosciuto come Break-Dance. In totale, sono quattro gli elementi che compongono la cultura Hip Hop : MC (Master of Ceremonies), DJ, writer, breaker. L'hip hop è uno stile di vita un po' come lo è stato il punk. E per identificarne la natura, bisogna dividerlo in due periodi.
Hip hop
Movimento culturale nato in prevalenza nelle comunità afroamericane e latine del Bronx, sobborgo di New York alla fine degli anni 1960. Il movimento ha probabilmente mosso i primi passi con il lavoro di DJ Kool Herc che, competendo con DJ Afrika Bambaataa si dice abbia inventato il termine "hip hop" per descrivere la propria cultura. Cuore del movimento è stato il fenomeno dei Block Party: feste di strada, in cui i giovani afroamericani e portoricani interagivano suonando, ballando e cantando. Parallelamente il fenomeno dei "Graffiti" contribuì a creare un identità comune in questi giovani che vedevano la città sia come spazio di vita sia come spazio espressione. Negli anni 1980, gli aspetti di questa cultura hanno subito una forte esposizione mediatica varcandoo i confini americani ed espandendosi in tutto il mondo. Il riflesso di questa cultura "urbana", ha generato oggi un imponente fenomeno commericale e sociale, rivoluzionando il mondo della musica, della danza, dell'abbigliamento e del design.
L'Mc (Master of Cerimonies)
E’ questi che intrattiene il pubblico con il suo rap (espressione ritmica di rime), riprendendo le radici giamaicane del toasting, e crescendo grazie all'introduzione nella cultura hip hop da parte di Kool DJ Herc e DJ Hollywood nei primi anni 1970. Il primo vero MC nella cultura hip hop si può definire Coke
La Rock. Il
rapping e l'arte dell'MCing si sono sviluppati attraverso gli anni grazie alle conquiste di artisti quali Melle Mel, Kool Moe Dee, Schooly D, Run DMC, e Rakim.
Uno dei più importanti aspetti dell'MCing è il concetto di battle (battaglia). Le battaglie sono in buona sostanza competizioni tra due Mc a colpi di rime rap, pratica datata nei primi anni della cultura hip hop. Lo scopo di tali battaglie è di svalutare il proprio avversario e le proprie qualità liriche o personali, oltre a ricercare il favore del pubblico per la propria performance. Il livello di impressione destato nel pubblico dai competitori di tali sfide è determinato da varie forme di espressione, dall'abilità, dagli insulti utilizzati e dalla capacità di "muovere la folla". La reazione del pubblico determina la vittoria, riconoscendo il migliore "poeta".
La maggior parte dei veri battles si svolgono nei club hip hop underground e negli eventi similari, sebbene altri si svolgano informalmente negli angoli delle strade. Questi eventi sono usualmente appuntamenti fissi, molti dei più conosciuti MC esperti in questo tipo di sfide sono saliti alla ribalta grazie a battle svolti in radio più o meno locali, o producendo dischi di dissing in cui dichiarano i propri nemici. La maggior parte dei battles sono eventi pubblicitari usati per dare esposizione ai partecipanti ed acquisire quindi più fan.
Sono invece meno comuni delle sfide tra MC, corrispondenti battles per DJ, breakers, beatboxers. Come per le sfide a colpi di rap, la risposta del pubblico ed il grado di partecipazione (occasionalmente persino una giuria) determinano i criteri per designare il vincitore.
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Rap HipHop - (Rgs)
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