breve storia della musica afro-americana nel novecento

I
L JAZZ
- na estrema sintesi...non basterebbero tutte le pagine del mondo -

"Non credo di cantare. Io improvviso con la mia voce come se avessi uno strumento. Un po' come fanno Louis Armstrong e Lester Young. Tutto mi viene fuori così come lo sento..."
Billie Holiday


E' andata così (la storia del jazz)

Il jazz è un linguaggio musicale estremamente emozionale, nato dall'improvvisazione, ma che necessita allo stesso tempo di notevole perizia tecnica; basato sulla varietà ritmica e del fraseggio, vanta ricchezza armonica e splendide melodie. Pur essendo principalmente musica strumentale, il jazz ha espresso nel tempo, a cominciare da quella di Bessie Smith, voci straordinarie per intensità, calore interpretativo e tecnica.
Il jazz nasce e prende forma con l'affermarsi nella società americana della minoranza nera, ma, paradossalmente, all'inizio della sua storia sono i musicisti bianchi che, appropriandosene, riescono ad affrancarlo e a farlo conoscere anche al pubblico non di colore. Se ciò non fosse accaduto, il jazz sarebbe rimasto ghettizzato.
Gli schiavi neri d'America si erano inventati la loro musica: memorie di ricordi africani trapiantate sulle sonorità popolari dei bianchi e contaminate dagli inni religiosi cristiani. Dapprima il canto accompagna il lavoro (il blues) quindi diviene preghiera (spiritual e gospel). C'è anche però il carattere di intrattenimento e divertimento che compare nel jazz suonato nelle strade e nelle case chiuse di New Orleans. Imperano il ragtime ed il dixieland, i due stili più rappresentativi all'alba dell'era jazz.
Intanto i neri migranoverso il Nord e il jazz con loro. A partire dagli anni '20, dapprima Chicago e poi Kansas City e New York, tengono a battesimo formazioni guidate da musicisti che diventano subito leggenda: Louis Armstrong, Duke Ellington, Count Basie. L'improvvisazione fantasiosa di maestri come Lester Young e Charlie Christian incontra il gusto popolare di casa a Broadway. Nasce il boogie-woogie, il jazz diverte e fa ballare. La febbre dello swing, autentica linfa vitale del jazz (il verbo inglese to swing significa "oscillare"), contagia anche la California, seducendo naturalmente il mondo del cinema.
Anche i musicisti bianchi inseguono il jazz e così facendo aiutano a combattere la segregazione razziale. I dischi e la radio prima, le truppe americane poi, nell'Europa messa a ferro e fuoco durante la Seconda Guerra Mondiale sono i principali divulgatori del jazz. La rivoluzione del bop sconquassa l'affermazione planetaria dello swing. Siamo all'inizio degli anni '40 e da allora si moltiplica la frenesia di rinnovamento e di ricerca che, alternandosi a ricorrenti nostalgie revivalistiche, caratterizza l'evoluzione del jazz. Cool, hard bop, afro-cuban, free, jazz-rock fusion, sono tutte etichette che manifestano il continuo bisogno del jazz di cambiare veste, o meglio di assoggettare ogni forma sonora e tradurla nel suo personalissimo linguaggio. Dalla salsa latino-americana alla bossanova brasiliana, dalla musica classica al rock, ogni sonorità finisce per essere assorbita. Il jazz contamina anche tutta la musica popolare di questo secolo, addirittura la canzonetta. Ed è proprio nella continua capacità di contaminarsi e di ampliare continuamente i propri orizzonti il segreto dell'elisir di lunga vita del jazz e, oggi più che mai, ascoltiamo un sacco di jazz in un mucchio di forme diverse.

"Credo che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo; Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato..." John Coltrane, 1962.

Il jazz

Virgil Thompson lo defini' "una musica da camera perseguitata". Per decenni il jazz visse, ignaro, nella morsa di una inesorabile contraddizione, quella di essere al tempo stesso arte folk e arte colta. La sua ambivalenza fini' per alienargli tanto il pubblico di colore, corrotto dai ritmi e dalle melodie piu' facili del rhythm and blues, sia il pubblico bianco, tutt' ora incapace di accettare che una forma di arte "alta" possa provenire da una civilta' non occidentale.

Oggi il jazz non gode piu' della popolarita' che poteva vantare durante le due guerre e, in Europa, nell' immediato dopoguerra, quando venne addirittura assunto a koine' sonora da un' intera generazione. Oggi il jazz e' una musica per fini intenditori, per specialisti del campo, per appassionati collezionisti. Il rhythm and blues e la musica classica continuano ad eroderlo lentamente dai due opposti fronti, spingendo taluni musicisti verso la discografia commerciale ed altri verso i Conservatori. Il suo destino e' quello di venire prima o poi assorbito, sotto una veste o un' altra, dalla civilta' occidentale. Com'e' giusto, visto che ormai i negri americani con l' Africa hanno ben poco da spartire, mentre condividono con i loro connazionali bianchi tutti i pregi e i difetti della societa' consumista, capitalista, imperialista, etc.

L' evoluzione di questo genere musicale e' affascinante, perche' si intreccia con i fenomeni sociali che hanno cambiato la faccia dell' America dall' Indipendenza, e prima, fino ad oggi. Ed invade pertanto una sfera piu' ampia di quella strettamente musicale. Non a caso i musicisti jazz del passato venivano spesso trattati come eroi, come leggende viventi, benche' il loro unico merito fosse quello di aver avuto successo nel business musicale e sia oggi difficile capire come cio' differisca dalla carriera di un Frank Sinatra.

L' evoluzione di questo genere e' importante perche' spiega da dove provengono certi tratti caratteristici della odierna musica di consumo, dal ritmo all' improvvisazione, dal concetto di "complesso" a quello di "brano".

 

Sono ragioni piu' che sufficienti per ripercorrere le vicende del piu' colto generale popolare di sempre.

"Per me il jazz è una delle espressioni naturali della vita del nero in America; l'eterno battito del tam-tam nel cuore negro; il tam-tam della rivolta contro la stanchezza che si prova in un mondo bianco, un mondo fatto di metropolitane e di lavoro, di lavoro e ancora di lavoro; il tam-tam della gioia e delle risate, del dolore che, come in un gioco di prestigio, scompare dietro un sorriso"
Langston Hughes
(1 feb 1902 - 22 mag 1967)







Fondazione Caponnetto
Libera contro le mafie
Libera Terra
Narcomafie
Gruppo Abele
Addiopizzo
Riferimenti
Rete del Bottone
Fondazione Falcone
ANM
Emmedi
Movimento x la Giustizia
Cuntrastamu
Antimafiaduemila
Associazione Antiracket
Peppino Impastato
Democrazia e Legalità
Centro Impastato
Centomovimenti
 MicroMega
Giustizia e Libertà
Sconfiggiamo la mafia
No Tav
Coord. No Tav Genova
SocialPress
Piero Ricca
Marco Travaglio
Beppe Grillo
Daniele Luttazzi
Sabina Guzzanti
Dario Fo
Franca Rame
Michele Santoro
MegaChip
Arcoiris
Report
AnnoZero
BluNotte
Uomini Liberi - Savona
GilBotulino - Calabria