a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino
Cara Felica
A Felicia Bortolotta Impastato
Felicia Bortolotta (24 maggio 1916 - dicembre 2004), moglie di luigi Impastato, parente e amico di mafiosi, e madre di Peppino, una delle figure più significative della lotta contro la mafia degli ultimo decenni, ha vissuto una vita emblematica.
Divisa tra il marito e il figlio, dopo l'assassinio di Peppino,ha riggettato la cultura mafiosa della vendetta, costituendosi parte civile nel procedimento contro i responsabili dell'omocidio, sostenuta dal figlio Giovanni, dalla nuora, dai compagni di Peppino e dal Centro siciliano di documentazione, successivamente dedicato a Peppino Impastato. Un impegno quotidiano che è riuscito a smantellare la montatura che voleva Peppino terrorista e suicida, avallata da rappresentanti delle forze dell'ordine e della magistratura con il depistaggio delle indagini, come è stato confermato dalla relazione della Commisione parlamentare antimafia approvata nel 2000, e che nell'aprile del
2002 ha
ottenuto la condanna come amandante dell'omicidio del capomafia Gaetano Badalamenti. In tutti questi anni Felicia è stata un punto di riferimento e la sua casa è diventata una sorta di santuario laico.
Questo libro ripercorre la storia, riprendendo la biografia raccontata nel volume La mafia in casa mia, e raccoglie documenti, messaggi, testimonianze che mostrano l'instancabilità del suo impegno e l'affetto che aveva suscitato con la vitalità del suo esempio.
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