17.06.2007 Politica&Affari
I "furbetti" con Fiorani & C
e la Liguria di Burlando & C
di C.Abbondanza e S.Castiglion

Guarda tu le “coincidenze”. Sono una persecuzione dei politici. Sono un po’ come le intercettazioni, una sciagura che si abbatte su Berlusconi, Previti, Dell’Utri & C e su D’Alema, Fassino, Consorte & C. Anche “la” Sindaco di Genova, Vincenzi, è vittime di “coincidenze”. Anche lei come Berlusconi Silvio, che non sapeva che suo fratello Paolo vendeva con i contributi del Governo (Berlusconi) i decoder, non sapeva che sua figlia e suo marito sono in affari con Gavio, ma soprattutto con le società partecipate dagli Enti Locali genovesi (come il Comune o la Provincia dove lei è stata Presidente dal 1993 al 2002). Un aneddoto. Marta Vincenzi (che sarebbe "l'alternativa" a Burlando, sic) in campagna elettorale agli abitanti di Borzoli che gli chiesero se sapeva chi fosse e cosa facesse la Fisia Italimpianti (di Gavio e che lavora con la ditta dei suoi congiunti) rispose che non la conosceva minimamente. La domanda non era casuale, visto che la Fisia del gruppo Gavio come Impregilo, opera nell’ambito dei rifiuti in Campania, da dove arrivano (nel silenzio istituzionale, ma guarda un po’) camion e camion in direzione Scarpino, la discarica di Genova, sede prescelta per l’Inceneritore che gli ingegneri della vecchia Italimpianti hanno nel cuore da sempre (ohhh ma guarda: Fisia è una branchia di Itampianti e pure la Igm Engineering dei Marchese - marito e figlia della Vincenzi -  è una branchia di Italimpianti, che “coincidenze”). Ma lei non li conosce, d’altronde anche Claudio Burlando, l’uomo con lo sguardo profondo e intelligente, le è andato in aiuto. Non poteva conoscerli perché, afferma Burlando: prima di fare il Sindaco la Vincenzi ha sempre fatto l’insegnante e poi la preside. Chissà chi è quella donna che si è spacciata, quindi, per lei, prima come assessore in Comune 1990-1993, poi dal 1993 al 2002 come presidente in Provincia, dal 2002 al 2004 assessore all’area vasta in Comune e consigliere provinciale con le medesime deleghe del Comune, e poi dal 2004 come parlamentare europea. Se qualcuno scopre chi è stata ce lo segnali.

Ma qui non vogliamo parlare di queste “coincidenze” che poi sono conflitti di interessi, bensì di altre “coincidenze”, alias ennesimi, ulteriori, commistioni tra politica & affari & mafia.

In Liguria, con tanto “grano” venuto dall’est (alias soldi della mafia russa), arrivò il banchiere di Lodi. Si, proprio lui, uno dei “furbetti” delle scalate. Il “pupillo” di Fazio era pure in “buona” compagnia. E’ quel Fiorani che voleva Antonveneta ed andò a cercare D’Alema per i suoi rapporti con la banca olandese Abm Amro. L’appuntamento fissato presso la direzione dei DS con D’Alema, tramite De Bustis della Deutsche Bank – secondo il racconto di Fiorani – saltò perché Fiorani stesso perdette l’aereo. Ci pensò quindi Consorte a raccordare il tutto con Fiorani, perché, non dimentichiamolo, le scalate erano tutte collegate. D’altronde ad un inciucio politico centrato sulla commistione tra politica & affari, non può certo mancare un inciucio finanziario. E così infatti fu e solo lo scandalo delle intercettazioni e la magistratura bloccarono quell’illegalità dilagante. Ma torniamo in Liguria.

I
mperia, Celle Ligure, Nervi, Ceriale e forse Carasco, Portovenere e La Spezia. E ’ qui che si concentrano le colate di cemento gestite da Fiorani & C. La Liguria è centro di molteplici affari della cricca del banchiere di Lodi alleato di Ricucci, Gnutti e Consorte. L’inizio è nel 1998 con l’appropriazione della fabbrica di cioccolato Aura a Genova Nervi. Dopo lo “strozzamento” finanziario dell’impresa e la “presenza-curativa” del commercialista Aldino Quartieri, la Lodi acuisce la fabbrica e avvia una bella speculazione edilizia, realizzando con concessione comunale (Giunta Pericu – l’ex consulente di Teardo, voluto alla guida di Genova da Burlando) un complesso residenziale.

Ma questo non poteva bastare ai lodigianai ed allora lo sbarco è a ponente. Celle Ligure.
La nuova speculazione edilizia (18 appartamenti e 300 box auto accanto alla stazione. Qui per il mostro di cemento vi è una serie di società legate a Fiorani. Sono le società di Pietro Pesce. Ne ha molte, tra il savonese e Genova. Alcune di queste le ha chiuse inglobandole nella principale “Pesce Pietro spa”, quella che si “prodiga” per l’eco-mostro è la LigurCelle Immobiliare. Scorrendo le sue visure camerali, che a breve, pubblicheremo, troviamo un altro uomo di Fiorani, Ambrogio Marazzini a e Gianpaolo Bruschieri, entrambi del gruppo di Fiorani. Ma nelle visure troviamo direttamente la Unione Banche Popolari, dove consigliere vi era Fiorani.

Potrebbe bastare a far addrizzare le antenne a chiunque. Un cementificatore doc e di peso in quella piccola Cogoleto. Ma qui, non dimentichiamolo, siamo nella terra di Alberto Teardo, presidente della Regione Liguria, piduista, arrestato e condannato per associazione a delinquere (solo in extremis riuscì ad evitare quella di “stampo mafioso”!). Siamo nella terra dove Donato Bilancia fece i primi passi. Il primo omicidio, raccontano le cronache, è proprio in Via Molinetto nel piazzale della società Pietro Pesce. Siamo nella terra dove i Gullace ed i Raso della ‘ndrangheta hanno molteplici interessi, che poi si diramano con altre “famiglie” tra l’imperiese, Genova e Tigullio, dove Cosa Nostra ha messo radici. Ed allora cosa altro può essere successo, lo vediamo subito.

Qualcuno si è opposto a tutto questo scempio. Professionisti seri che non ci stavano a truccare le carte per far passare progetti di selvaggia costruzione come interventi di ridotto volume. Sono i soci di uno studio di Architetti genovesi, Gerolamo Valle e Daniele Bianco. Hanno detto no agli amici di Fiorani, nell’ottobre del 2002, e da allora hanno subito l’inferno, con minacce pesantissime dirette a loro ed ai loro figli. Loro hanno denunciato tutto. Il loro rifiuto a non “truccare le carte” stava bloccando un imponente affare ad Imperia.

”Basta? Neanche per idea. A Ceriale la Frontemare si propone per un intervento alberghiero e commerciale. E ancora: il gruppo Marazzina ha in programma operazioni a Carasco, Portovenere e La Spezia. Ma il boccone più ghiotto resta il mega-progetto di Imperia. Soprattutto nell'ipotesi di aumentare la cubatura dell'80 per cento - da 90 a 160mila metri quadri - rispetto al progetto iniziale.” Raccontano Marco Preve e Ferruccio Sansa su Repubblica, il 16 novembre 2005.
La società che aveva acquisito l’area ove doveva sorgere la costruzione era la Pmg srl registrata a Milano, ed amministrata dal commercialista di Fiorani, Aldino Quartieri.

Al progetto Fiorani teneva molto. Si recò personalmente a Imperia, nel 2003, in elicottero, insieme al ministro Claudio Scajola ed il costruttore romano Ignazio Caltagirone, per esaminare le zone del nuovo porto. Con loro vi era anche l’assessore all’urbanistica comunale Luca Lanteri.

E’ una storia tipica della politica degli affari. Infatti la Giunta Regionale di Claudio Burlando, il cui assessore all’urbanistica è l’ex sindaco di Savona Carlo Ruggeri (Ds), approva ogni scempio lungo il territorio e la costa ligure. Un perfetto accordo tra i poli politici ed un perfetto accordo tra le cordate di imprese. Qui trovano spazio società di tutti i tipi. Le cooperative rosse, le imprese dei palazzinari, ma anche le ditte di mafia, anche quelle a cui viene ritirata la certificazione antimafia o che vengono poste sotto sequestro preventivo. Qui possono lavorare tutti, felicemente insieme.

E’ una storia lunga. Fortunatamente seguita da più Procure. Ma, fortunatamente, soprattutto pubblica, seguita con attenzione da due giornalisti senza padroni, Preve e Sansa.

Una storia che si intreccia con altre. In cui troviamo, alla fine, altri “furbetti” impegnati nelle scalate dell’estate 2005, che vedevano “uniti nella lotta” degli interessi gli opposti poli politici che poi si scannano nel teatrino dei teleschermi.

Infatti tra i protagonisti delle trattative e degli inciuci tra politica & affari, troviamo ad esempio Angelo Tromboni (ex segretario Pci di Ivrea, toccato dal ciclone Tangentopoli).
Guardiamo chi è. Con Tromboni arriviamo alla società “Via Vai spa”. Creata a Genova, giusto in tempo per prendere in gestione le edicole di tutte le grandi e medie stazioni ferroviarie d’Italia. L’Espresso aveva evidenziato due cose:
- con lo scorporo, voluto da Burlando, dalle Fs delle Grandi Stazioni che finirono in mano a Benetton e Caltagirone, si dovette provvedere ad un nuovo appalto per la gestione delle edicole. La Cooperativa degli edicolanti venne tagliata fuori proprio dalla neo-nata Via Vai spa;
- nella Via Vai spa (che come indicazione di attività sintetica ha quella di “organizzazione di corsi di formazione”) compaiono Paolo Camponovi e Angelo Tromboni, indicati come uomini vicini a Claudio Burlando.
Viene anche effettuata un interrogazione parlamentare che rimane senza risposta su questi legami indicati dal settimane l’Espresso.

Se il dubbio rimane, è certo che la società Via Vai spa porta in direzione di un altro “furbetto” del quartierino e, di nuovo, al Bingo che piace tanto ai Ds ed a Massimo D’Alema, in particolar modo. Ma andiamo con ordine.

Camponovo Paolo è socio della Bingo House, alias Simy Consultin srl di Piacenza, che gestisce a Genova una sala da gioco in via Cesarea. Con la Simy Consulting srl incontriamo anche Camponovo Andrea e Massimo, oltre alla Servizi Stampa Liguria srl e la OperBingo Italia spa.
E se i Camponovo e la Servizi Stampa Liguria srl portano alla Via Vai spa, la OperBingo Italia spa, conduce, dritti dritti a Vittorio Casale di Operae spa, l’uomo nell’ombra di Gianni Consorte di Unipol. Tanto che, tra i soci e le società spagnole coinvolte nelle società di gestione delle concessioni governative (Governo D’Alema!) per il Bingo e le sale gioco, come, ad esempio, la Bingo Re srl, troviamo direttamente Casale, molte delle sue società (partendo proprio dal colosso Operae spa) e la Unipol Merchant spa della Unipol.

Chissà se Burlando, che ha quello sguardo profondo e molto intelligente, si era accorto di come tutto si lega alla fine. E pensare che nella gestione diretta della Simy Consultin srl di Genova, in via Carducci, (prima dell’inglobazione in quella di Piacenza), il Presidente del Cda era proprio Camponovo Paolo della Via Vai spa, mentre Vittorio Casale era Amministratore Delegato. Le solite “coincidenze”…

E pensare che solo pochi giorni fa aveva trovato il “ponte” tra le spa e le srl intestate direttamente ai Ds con l’uomo di Consorte. In quella terra di Bologna tramite la Immobiliare Porta Castello spa (con circa 2 milioni e mezzo di euro di capitale) intestata proprio ai Ds e legata tramite l’Arcobaleno spa alla Operae spa di Casale. Oggi spunta fuori questo nuovo legame che raccorda la Via Vai spa, cioè il controllo dei punti vendita (quelli con più clientela e passaggio) delle stazioni ferroviarie, con lo “sbarco” di Fiorani in Liguria e l’Immobiliare Pesce di Cogoleto. Roba da matti!

Ma la cosa curiosa che se si fa un terno, si può fare anche Bingo. Ed infatti è proprio qui che stiamo arrivando, riprendendo quello che avevamo, in parte, già affrontato e che è stato ampiamente ripreso da “Il Secolo XIX”.

”London Court” non è un nome di un nuovo drink. Ma una marchant bank straniera che gestisce il Bingo, che conta tra i suoi soci, secondo quanto rivelato da alcune interrogazioni parlamentari, Piero Masia e, fra i suoi maggiori azionisti, il finanziere genovese Alberto Lolli Ghetti. Nella società “di gioco” viene indicato come “deus ex machina” Roberto De Santis. Quest’ultimo, a parte l’essere colui che vendette Ikarus a D’Alema, è indicato come amico da sempre del “lider maximo”. De Santis viene da quella terra dove Massimo D’Alema incasso una tangente dall’uomo “della sanità” della Sacra Corona Unita (reato accertato ma prescritto, sic!), più volte citato anche da Marco Travaglio. Probabilmente De Santis è anche una conoscenza di Burlando, non solo perché, come il Nicola Latorre (il “compagno” di Ricucci) è un fedele colonnello d’alemiano, ma probabilmente per il ruolo di “risanatore” della Festival Crocere. Infatti il pugliese De Santis è uno dei consiglieri del nuovo CdA della Festival.

Tornando però alla “passione” per il Bingo dei leader diessini, non possiamo trascurare la figura di un altro amico di D’Alema (e di Visco!). Parliamo di Gilberto Ricci. Questi è stato nominato presidente del CdA della società del Ministero delle Finanza, la Sogei , il cui lavoro si intreccia, inesorabilmente, con le attività della London Court, ma anche con quella della società Change Mode Italia che fa capo a Luciano Consoli. Consoli, già militante del Pci sezione Trastevere, è un altro uomo vicino a D’Alema,  nominato nel 1999 consigliere del Poligrafico dello Stato, dopo varie delegazioni ministeriali all’estero guidate dall’allora ministro Piero Fassino. Gilberto Ricci è anche componente del Cda della società pubblica della “rossa” Umbria, la Webred spa, che si occupa di promozione dell’informatica.
Molti degli affari dei D’Alema Boys ruota attorno al palazzo romano di via San Nicola de' Cesarini, civico 3. Lo stesso palazzo dove ha sede la Fondazione Italiani-Europei di Massimo D’Alema in persona.

Ecco dunque qualche tassello in più che può permettere di vedere tanti fatti apparentemente distanti, come, invece, in realtà sono: tutti connessi, uno all’altro,…ma solo per “coincidenze”, naturalmente! E poi qualcuno si chiede perché i due Claudio (Burlando e Scajola) vanno sempre d’accordo? Non è chiaro? Almeno, guardando l’insieme dei fatti, dovrebbe esserlo un po’ di più, non credete?



leggi gli articoli di Marco Preve e Ferruccio Sansa
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