15.07.2007 – Politica&Affari

C’è un cemento che unisce Ds e Margherita,

a Montesilvano un angolo di 40.000 anime, gabbate
di S.Castiglion

Ma dove si trova questa cittadina che è giunta alla cronaca per gli arresti e la caduta del comune nel novembre del 2006. E’ in Abruzzo. Ammetto l’ignoranza, non sapevamo dove fosse questo luogo e soprattutto non sapevamo che da un indagine ciclonica (almeno questo è il suo nome), ci sarebbe stato un rimescolamento abissale delle cariche politiche. Ancora una volta la politica si mischia con gli affari e con gli affari guadagna spudoratamente, ma forse un po’ troppo, talmente tanto da non scappare dalla “curiosità” delle forze dell’ordine e soprattutto dall’essere scoperte.
Inizia tutto alle 5 della mattina dello scorso novembre(2006) con l’arresto dell’allora sindaco Enzo Cantagallo, l’imputazione è associazione a delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, mica male come inizio, ma un mese prima uno dei suoi assessori, Vallescura aveva rassegnato le dimissioni per un avviso di garanzia per presunti illeciti legati al settore edilizio, il mattone si sa attira…si potrebbe pensare che possa bastare e invece no altri cinque persone, impegnate per il verde paese, sono finite agli arresti. Lamberto Di Pentima, Paolo Di Blasio, Alfonso Di Cola, Vincenzo Duilio e Gianni Ferretti , il primo capo di gabinetto del comune il secondo assessore alle finanze il Di Cola geometra dell’ufficio tecnico e responsabile dei procedimenti amministrativi, gli ultimi due imprenditori e titolari della ditta Ferretti. Poveri cittadini in una mattinata il comune è stato messo ai ferri, tanto che nemmeno i giornalisti hanno avuto la possibilità di entrarvi, l’allora vicesindaco bloccò a loro l’accesso. Purtroppo, non per questa manovra poco democratica, anche il vice è stato arrestato,Savini, bensì sempre per l’operazione “Ciclone”, un nome adatto , visto che ha decimato quasi l’intero gruppo comunale e le accuse vanno dall’associazione a delinquere (ripetite juvant) per alcuni a falso ideologico e truffa ai danni del consiglio comunale. Si era partiti da presunte mazzette per i lavori pubblici e verde, ma si è arrivati a ben oltre sono rimasti coinvolti dagli amministratori ai funzionari agli imprenditori, praticamente la creme-creme di Montesilvano. Come al solito, ci vien da dire, la politica si inzuppa di troppi colori e di troppe pezze, ma non ci sono mai giustificazioni che diano un senso a ciò che giorno dopo giorno veniamo a sapere, e finchè non passerà la legge imbavaglia-tutti, potremo sapere ciò che accade. Una cosa è certa bisogna tenere gli occhi aperti e non smettere di pensare che ognuno ha una falla, nessuno è perfetto o forse chiunque ha un prezzo. E da quel che continuiamo a individuare non c’è cazzuola che tenga, soprattutto fra Ds e Margherita. Ora vedremo se anche l’altra parte, in quel paese, si farà riconoscere come i suoi predecessori o tirerà dritto senza farsi prendere da mattoni o mazzette.






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