Per la serie "qui non hanno messo radici" parola del Prefetto Romano e del Sottosegretario Rosato!

sommario
15.06.2007 Il Secolo XIX on line
Casa come un bunker per spacciare in tranquillità
12.06.2007 – Il Secolo XIX on line
Camorra, quattro arresti in liguria
12.06.2007 - Adnkronos -
Genova: Carabinieri smantellano trafficanti droga, 12 Arresti
03.06.2007 – Il Secolo XIX
Arrestato latitante della 'ndrangheta a Imperia - clicca qui file pdf
30.06.2007 – Il Secolo XIX
Squillo cinesi per il nord Italia


15.06.2007 Il Secolo XIX on line
Casa come un bunker per spacciare in tranquillità
Aveva trasformato il suo appartamento in piazza Metelino, centro storico, in un bunker protetto da portoncini blindati e sofisticate radiotelecamere per poter spacciare cocaina e hashish in tutta tranquillità.
Ma è stato sorpreso e arrestato dalla polizia del commissariato Pré. Si tratta di Antonio Fucci, 29 anni, membro di una nota famiglia di pregiudicati. Sua madre era la celebre “Marechiaro”, al secolo Carmela Ferro, “regina” delle attività illecite in zona Pré, deceduta qualche anno fa.

12.06.2007 – Il Secolo XIX on line
Camorra, quattro arresti in liguria
fin dal 2003, alcuni affiliati al clan Ascione-Montella si sarebbero rifugiati nel Tigullio per sfuggire a una vera e propria faida innescata dagli omicidi di alcuni boss compiuti da una cosca rivale
Quattro persone, accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, sono state arrestate dai carabinieri a Sestri Levante e Casarza Ligure nell’ambito della maxi-operazione contro due clan camorristici portata termine ieri dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
In manette sono finiti Giuseppe D’Amato, 32 anni, la moglie Luciana Vivace, 28, entrambi originari di Torre del Greco (Napoli); Domenico Savio Montella, 31 di Ercolano (Napoli); e Angelo Malabruzzi, 37 anni, nato a Torre del Greco.
Secondo gli inquirenti, fin dal 2003, alcuni affiliati al clan Ascione-Montella si sarebbero rifugiati nel Tigullio per sfuggire a una vera e propria faida innescata dagli omicidi di alcuni boss compiuti da una cosca rivale.
Nella Riviera di Levante i quattro catturati nella notte, stando a quanto riferito dagli investigatori, avevano importato una colonia da Ercolano, impiantandovi le proprie attività criminali.
In pratica il denaro frutto del racket e dell’usura veniva investito nell’acquisto di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti poi vendute nel Tigullio e lo smercio avveniva grazie alla complicità di parenti e compaesani anche loro trapiantati in Liguria.
L’organizzazione era infatti caratterizzata da una spiccata «conduzione familiare». I quattro arrestati sono in carcere a Chiavari e nel penitenziario femminile di Pontedecimo, a Genova, a disposizione dei magistrati della Dda napoletana.

12.06.2007 - Adnkronos -
Genova: Carabinieri smantellano trafficanti droga, 12 Arresti
E' stato il sequestro di un commerciante di Arenzano (Genova) ad avviare l'inchiesta dei Carabinieri genovesi che ha portato a smantellare un'organizzazione di spacciatori di droga italo-albanesi. Il bilancio complessivo dell'operazione, conclusa nei giorni scorsi, registra otto denunce a piede libero, il sequestro di 750 grammi di cocaina e 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite nei confronti di 12 persone, di cui 7 arrestate in flagranza di reato. Si tratta di 5 albanesi, sei italiani e un equadoriano.
Componente principale della banda era l'abanese Prifti Wilson, detto Roni, che riceveva cocaina a Roma e, tramite il suo connazionale Lala Ariol, la inviava a Genova, ad Alessandro Fiori, che provvedeva a sua volta a smistarla agli spacciatori. Nel capoluogo ligure i passaggi di mano dello stupefacente avvenivano nelle vicinanze della farmacia Europa (del tutto estranea alla vicenda), in corso Europa, che ha dato il nome all'operazione.
L'uomo sequestrato e' un trentenne titolare di una rivendita di motori marini di Arenzano, figlio di un imprenditore abitante nella stessa cittadina. Il giovane, consumatore abituale di cocaina, era debitore all'organizzazione di 7-8mila euro. Per saldare il conto, nel marzo 2006, tre albanesi della banda, armati di pistola, lo avevano tenuto sotto sequestro per alcune ore, liberandolo solo dopo avere ricevuto dal debitore, in cambio della somma dovuta, l'auto (una Fiat Brava) e tre motori Johnson.

03.06.2007 – Il Secolo XIX
Arrestato latitante della 'ndrangheta a Imperia
clicca qui file pdf

30.06.2007 – Il Secolo XIX
Squillo cinesi per il nord Italia
Eseguite numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere e perquisizioni in Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana
Nuovi sviluppi oggi nell’inchiesta sulle squillo cinesi. Nel capoluogo lombardo, in particolare, i carabinieri hanno scoperto tre case d’appuntamenti: in quella principale sono stati trovati una quarantina di telefonini con carte prepagate corrispondenti ad alrettanti numeri di telefono, pubblicizzati tramite annunci a luci rosse su giornali italiani. I telefoni venivano poi affidati alle ragazze sfruttate, tutte orientali.
Erano state diciassette le persone tra arrestati e fermati perché indiziati di reato e una decina gli appartamenti perquisiti , di cui tre sequestrati tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia, Liguria (ad Albisola) e Puglia.
Questi i numeri dell’operazione “Maestro”, portata a termine ieri dal comando provinciale dei Carabinieri di Savona, contro una banda di cinesi e italiani che avevano messo in atto un vasto giro di prostituzione con base operativa in via Paolo Sarpi, la “China Town” di Milano; l’operazione è stata chiamata così dall’appellativo dato al capo dell’organizzazione che era di tipo piramidale.
Dopo di lui venivano le “zie anziane”, le consigliere del capo che si occupavano dell’organizzazione della banda, sotto di loro i “fratelli”, che avevano compiti logistici e di controllo sulle varie case, in fondo alla piramide stavano invece le prostitute, reclutate tra baby-sitter cinesi, ma anche tra dipendenti di laboratori di sartoria, a vari livelli.
Le indagini sono state avviate nell’autunno dello scorso anno, ma già a maggio 2006 si era avuto sentore di quanto stava accadendo: secondo quanto ricostruito dai Carabinieri le ragazze potevano guadagnare anche 400 euro al giorno.
In manette sono finiti il capo dell’organizzazione, Wuang Jun (54 anni), residente a Milano, Zhang Hang, residente a Ponte Lambro, Bruno De Fazio, residente a Ponte Lambro nel milanese (ma arrestato nella zona di viale Jenner, Milano) e gestore di una casa di appuntamento a Varazze, insieme con la convivente Zhang Hang, Davide Calbini, cuoco di 28 anni residente a Savona (gestiva una delle due case di appuntamento che si vede in foto, quella di via dei Ceramisti ad Albisola) e Gaetano Rapisarda, loanese. Per loro l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.






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