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07.03.2007 dal Sito del WWF Calabria
JollyRosso a giudizio
le società Ignazio Messina & C spa
e Mo.Smo.De. sas
Il Sostituto Procuratore ha contestato agli armatori il reato di smaltimento di rifiuti nei fondali marini, nonché il reato di occupazione abusiva di area demaniale
Sulla vicenda della motonave “Jolly Rosso”, che si arenò sul litorale di Amantea il 14 dicembre del 1990, sembra aprirsi finalmente uno spiraglio.
La Procura
di Paola, nella persona del Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Francesco Greco, ha infatti citato a giudizio gli amministratori della società di navigazione Ignazio Messina & C. e il titolare della ditta MO.SMO.DE s.a.s. che si occupò della demolizione della motonave. Tale processo ricorda il WWF - costituisce uno stralcio dell’ inchiesta madre “Jolly Rosso” avviata nel
1990. In
particolare il Sostituto Procuratore contesta agli armatori il reato di smaltimento di rifiuti nei fondali marini senza la prescritta autorizzazione e senza adottare precauzioni atte a prevenire danni all’ambiente marino, nonché il reato di occupazione abusiva di area demaniale.
La citazione a giudizio scaturisce dalle risultanze delle indagini svolte dalla Procura di Paola che, per il tramite di una società subacquea incaricata della perlustrazione del fondale marino, ha rinvenuto in un’ area estesa per centinaia di metri attorno alla motonave Rosso, numerosi rifiuti provenienti dal relitto. Dopo un primo rinvio del processo celebratosi il 22 settembre 2006 presso il Tribunale Penale di Paola in composizione monocratica dinanzi al dott. Baldassarre, il 2 marzo scorso avrebbe dovuto aprirsi il dibattimento; purtroppo, ciò non è avvenuto poiché anche in questa occasione si è assistito all’ennesimo rinvio per vizio di notifica agli imputati dell’avviso di rinvio della precedente udienza non celebratasi per lo sciopero degli avvocati.
Il WWF Italia, da parte sua, si è sempre impegnato attivamente nella delicata e complessa vicenda, sensibilizzando sia l’opinione pubblica che tutte le istituzioni, comprese le varie commissioni parlamentari d’inchiesta, investite da numerose istanze finalizzate all’approfondimento del traffico dei rifiuti tossici e radioattivi.
Proprio per questo l’associazione esprime tutta la sua indignazione per i frequenti intoppi che determinano i continui rinvii delle udienze. Irregolarità procedurali, dovute all’intasamento delle cancellerie oberate di lavoro e costrette a operare con carenza di personale, dilatano i tempi del processo e quindi incidono negativamente sugli esiti dello stesso, considerato l’istituto della prescrizione. Gli avvocati difensori Fabio Spinelli per il WWF e Rodolfo Ambrosio per Legambiente, che in quella data avrebbero dovuto costituirsi parte civile nel processo, sperano comunque di effettuare la costituzione di parte civile nella prossima udienza fissata per il 26 giugno 2007 allorquando si aprirà il dibattimento; per quella data si spera anche di assistere alla costituzione di parte civile di Ministero dell’Ambiente ed Enti Locali, assenti ingiustificati nella scorsa udienza.
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