Abbiamo riportato tutti gli articoli, i commenti ed il materiale su
questa delirante vicenda in questa sezione speciale, come spazio
di raccolta dei comunicanti e delle note brevi sia come indice di
tutto quanto scritto e denunciato in queste settimane.
Sperando, sempre, che chi ha imboccato la strada della divisione,
dell'illazione, della denigrazione pura, ignorando dati di fatto, i
documenti, la realtà possa comprendere l'errore commesso e
pubblicamente ammetterlo, per imboccare una strada nuova
e certamente più coerente con la storia, la tradizione democratica,
il senso di responsabilità dell'ARCI che conoscevamo.
La storia in questa sezione va a ritroso...dagli ultimi fatti all'inizio.
Genova, 14 settembre 2006
NEWS DALLA CASA DELLA LEGALITA'
dell'Ufficio di Presidenza
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CRONOLOGIA DI UN "CALDO" AGOSTO
con aggiornamento su importanti novità - 04.09.2006
di Simonetta Castiglion
Un agosto passato a presidiare e difendere la struttura dove ha sede la Casa della Legalità di Genova. Avremmo dovuto essere a Locri, ma la situazione, come avevamo detto, era altamente problematica e ci ha impedito di scendere a riabbracciare e lavorare con i "gurfini", dovevamo realizzare degli appuntamenti nelle piazze della città, ma anche questo non abbiamo potuto farlo. Ora, andando avanti affinchè la giustizia faccia il suo corso, stiamo lavorando per una nuova sede, che ci permetta di "vivere" e non di doversi organizzare per garantire la struttura e le attrezzature con la propria presenza 24 ore su 24, senza mai potersi allontanare. Intanto ci stiamo adoperando per garantire la realizzazione, come previsto, dello spazio a sostegno di Libera alla Festa de l'Unità di Genova, con la Sinistra Giovanile.
Ecco la cronologia, molto sintetica di questo davvero "caldo" agosto...clicca qui
Genova, 19 luglio 2006 - dal sito dell'Arci di Genova
L'articolo "Ora basta!.." che ci hanno 'dedicato'
ed i commenti degli utenti del sito dell'Arci
Pubblichiamo di seguito l'articolo che l'ARCI di Genova ci ha "dedicato" con, di seguito, i commenti che gli utenti del sito dell'Arci hanno inserito.
Li pubblichiamo perchè tutto il materiale è al momento "svanito" con il sito stesso. Non vorremmo mai che qualcuno dicesse che ci si è inventati tutto o che qualcuno, volendo capire, non abbia la possibilità di valutare tutto!
L'Ufficio di Presidenza
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Genova, 18 luglio 2006 ore 19:00
LE COSE CHE CAMBIANO.... (con rapidità fulminea)
di Simonetta Castiglion
Fino a poco fa all’indirizzo www.arcigenova.it appariva questo:
"Internal Server Error
The server encountered an internal error or misconfiguration and was unable to complete your request.
Please contact the server administrator, postmaster@arcigenova.it and inform them of the time the error occurred, and anything you might have done that may have caused the error.
More information about this error may be available in the server error log."
Però avevamo visto che le pagine c’erano tutte, che il sito funzionava, era navigabile, saltando l’homa-page. Abbiamo pubblicato la notizia per chi avesse voluto raggiungere i contenuti.
Dopo qualche ora che abbiamo pubblicato l’annuncio, il sito in questione è andato in “manutenzione”… La scritta che appare ora è: “sito in manutenzione”
Adesso sì che non c’è più niente in rete, nemmeno andando a cercare direttamente con gli indirizzi diretti…resta solo qualche traccia nella cache di google…Sempre più strana, è la questione: c’è un attacco Hacker Virus, che però lascia intatto il sito, manca solo la porta di entrata principale, ma di porte si sa, ce ne sono tante ed i motori di ricerca aggirano l’ostacolo, questa è la rete! Poi i “responsabili” del sito intervengono e cosa succede? Quello che era salvo ed integro svanisce, magari hanno sbagliato il tasto, capita.
Comunque sia per dovere di cronaca, oltre alla lettera diffamatoria ed infamante che ci hanno dedicato (riportata in coda alla prima risposta clicca qui) pubblichiamo i commenti che erano stati inseriti nella pagina dei “Commenti” all’articolo “Ora basta!" dell'esecutivo genovese dell'Arci, dagli utenti del sito www.arcigenova.it, così che tutti possano valutare (non essendoci al momento la fonte originale, non vorremmo che qualcuno dicesse che ci si è inventati tutto!)... per leggere i commenti clicca qui
Genova, 18 luglio 2006 ore 14:50
ARCI GENOVA: INTERNAL SERVER ERROR
di Simonetta Castiglion
Bisogna ammetterlo il caldo fa brutti scherzi. Ti svegli la mattina ti connetti alla rete e trovi uno con il revolver che ti punta addosso….guardi con attenzione e ti appaiono le tre parole più pericolose, per chi naviga in internet, Attacco Hacker Virus! Così fuggi immediatamente, perché si sa, dopo un attimo quel virus può attaccare anche il tuo di pc. Provi con altri indirizzi della medesima organizzazione, e scopri che va tutto bene. Qualcun altro, esperto informatico, incuriosito va in quell’area infettata… e si accorge che c’è qualcosa di anomalo… Nei gruppi di discussione, si affronta il dilemma, e sempre qualcuno prova a vederci chiaro…e ci riesce! Quindi inizia il passaparola….vai su Google e ad esempio cerchi “Casa della Legalita AND Arci”, quando ti arriva l’elenco delle pagine clicchi ed arrivi dentro il sito che non riuscivi a visualizzare. Tutto funziona, c’è tutto, funzionano anche i commenti o le segnalazioni, anche le statistiche continuano ad aggiornarsi. L’unica pagina che manca è “index” , la porta principale, per il resto passi da una sezione all’altra del sito senza problemi. La vita ti pone delle domande, a volte senza risposta a volta risolvibili.Che questa sia una di quelle?Se si a chi giova tutto ciò? PS
A prova che tutto funziona benissimo, anche se “nascosto”, disperso nel server, è che ieri sera poco prima di mezzanotte quell’assurdo e infamante articolo “Ora Basta”, era stato visto solo 257 volte, al momento siamo saliti a 263.
COMUNICATO STAMPA 12.07.2006
Esterefatti e indignati per le posizioni dell'Arci di Genova
Siamo esterefatti e indignati per le posizioni dell’Arci di Genova e pubblicate sul sito www.arcigenova.it Ai dati di fatto non rispondono, evitano accuratamente ogni sorta di contenuto relativo a fatti e documenti. Da 10 mesi rifiutano ogni forma di dialogo, facendo solo illazioni e diffamazione verso i responsabili della Casa della Legalità, cercando di screditarli e delegittimare l’Associazione tutta... - clicca qui
11.07.2006 ore 17:22
NOTA DI ALBERTO BURROMETO
componente Ufficio Legale della Casa della Legalità
Il 19 Giugno 2006 ho parlato per un'ora e mezza insieme a Salvatore Calleri, Elisabetta Baldi Caponnetto, Gabriele Taddeo, Giuseppe Ghelli ed uno dei soci della cosiddetta S.M.S. Perugina per trovare una soluzione......Per un'ora e mezza il sottoscritto con Calleri abbiamo tentato di mediare, mentre dall'altra parte c'era un muro alto fino all'infinito......Un'ora e mezza di tentativi onesti contro un comunicato da parte dell'arci a dir poco irriguardoso, soprattutto nei confronti di Salvatore Calleri che ha proposto per primo un'ipotesi di mediazione rispedita al mittente.
Genova, 11 luglio 2006
Dedicato a chi ci legge...
di Simonetta Castiglion
un'altra risposta all'Arci clicca qui
Genova, 11 luglio 2006
Ma quante belle illazioni….
…le risposte sui fatti a quando?
di Christian Abbondanza
una risposta all'Arci ed il loro testo esplicativo clicca qui
un'altra risposta di Simonetta Castiglion
Sono stufa di veder sfilare bambocci spocchiosi, che ritengono di essere gli unici portatori sani di socialità e democrazia. Che hanno sostituito la loro immagine a quella di uomini e di associazioni, facendosi scudo di quest’ultime per apparire ciò che non sono. Sono ancora più stanca di dover perdere tempo contro tali elementi che hanno fatto del berlusconismo il loro live motive e che se non sanno rapportarsi con gli altri cercano di distruggerli ad ogni costo. Come si possono ignorare le prove tangibili dei reati pur di affossare una persona, come si può cercare un capro espiatorio per ogni guaio mortale. E soprattutto perché nell’anno 2006 si continua ad ignorare che le persone possono ragionare con mente propria ed avere capacità reali? Sono nauseata che “giovani rampanti” dell’universo giovanile si accaniscono e cerchino ogni appiglio, anche impossibile, pur di affermare un proprio punto di vista, ho provato a relazionare con queste icone del mondo sociale, ma probabilmente no sono alla loro altezza, e meno male! Ho cercato di capire come mai chi professa l’amore e la pace arrivi a minacciarti telefonicamente, in meno di 40 secondi, non ci sono riuscita. So benissimo di avere un carattere forte e soprattutto refrattario alle minacce ed agli inciuci, questo è merito di mio padre e dei suoi insegnamenti, i suoi valori sono vivi in me e nessun arrivista riuscirà a scalfirli. Certo possono sempre continuare ad attaccare il mio compagno, avanti c’è posto! Trovate tempo e fiato anche per gli altri! E soprattutto dimostrate che i documenti in nostro possesso sono falsi, e soprattutto che quella storica SMS è un blef e che voi avallate una manica di dirigenti falsi pur di far fuori Christian Abbondanza, ma se non bastasse venite allo scoperto se avete coraggio …tanto le elezioni sono l’anno prossimo…..vediamo quante altre storie siete in grado di raccontare ai giovani elettori di domani.
Genova, 5 luglio 2006
Ecco l'atto dell'ARCI...
(che nessuno dica che ci si inventa qualcosa!)
con un commento dettagliato dell'Ufficio di Presidenza - clicca qui
IL VOLANTINO
"LO SAPEVATE ANCHE CHE...
IL BENE SOCIALE E' SVANITO IL 27 OTTOBRE 1987?"
il nuovo volantino con le vergognose novità - formato .pdf
clicca qui
Genova, 4 luglio 2006
Siamo una "molesta presenza disturbatrice", ma per chi?
Nota dell'Ufficio di Presidenza in riferimento specifico all'ARCI
Le abbiamo tentate tutte perché una differenza di valutazioni e di metodo di lavoro, non possono essere un ostacolo ad un rapporto di dialogo ed iniziative comuni tra soggetti diversi. Per collaborare su qualche iniziativa condivisa, non significa “sposarsi” o azzerare autonomia e indipendenza delle diverse strutture. Abbiamo provato a proporre un patto di collaborazione che è rimasto senza risposta ufficiale alcuna. Una Proposta per evitare il gioco d’azzardo , le scommesse clandestine l’abuso di alcol, il consumo di droghe all’interno di molti circoli, per dare supporto concreto a questi nel respingere le “pressioni” mafiose che controllano questi settori. Ci hanno detto, a voce, che era inaccettabile. Abbiamo guardato avanti.
Nel merito della lotta alle mafie le differenze con i dirigenti Arci genovesi e liguri sono effettivamente nette. Per noi non è sufficiente promuovere uno due incontri all’anno per contrastare le mafie presenti ed attive a Genova ed in Liguria. Per loro probabilmente si, visto che nemmeno agli inviti a costituire, con tutti i soggetti credibili e affidabili, il coordinamento di Libera, non si è mai costituito è ancora un cantiere aperto a tante parole e nessun fatto.
Noi riteniamo che con le mafie non si possa aver alcun tipo di convivenza o indifferenza, al Sud come al Nord. Riteniamo che quando e dove questa agisce e si radica, vada combattuta sul piano culturale e sociale, sul piano civile, repressivo e giudiziario. Infatti le mafie non si vincono solo nelle aule di tribunale, ma sconfiggendo la cultura della prepotenza, della sopraffazione, della negazione dei diritti al fine di elargirli come favori. Si vincono sul piano dell’impegno civile e dell’educazione alla legalità e giustizia sociale. Si vincono promuovendo concretamente, su questo territorio, che rappresenta l’emergenza ligure per disagio-devianza minorile, attività educative e ricreative gratuite e pulite con la musica, i giochi, lo sport, e quanto altro messo in atto con la "rete" (vedere - in formato PDF - relazione su attività svolta e problematiche incontrate 2004-2006, in formato PDF - vedere anche schede illustrative iniziative e cammino).
Loro hanno scelto di non accogliere gli inviti delle scuole per parlare di mafia, non condividono il metodo di raccogliere le segnalazioni e comunicarle ai competenti settori investigativi dello Stato, ci hanno addirittura chiesto di non farlo perché “non possiamo scavalcare la loro Organizzazione”.Esprimendo la richiesta di comunicare a loro e non ai Reparti investigativi le segnalazioni che ci giungono o le problematiche che si riscontrano nell’osservazione del territorio, perchè loro le avrebbero valutate e poi, se mai, passate a quanti sono i loro referenti nelle Forze dell’Ordine.Noi abbiamo risposto, unanimemente, con tutte le diverse anime che hanno costruito la Casa della Legalità, che non intendiamo cambiare alcuna virgola del nostro metodo e del agire, in quanto è risultato efficace nell’azione di contrasto alle “famiglie” e attività mafiose di Genova e socialmente efficace anche le molteplici attività gratuite promosse. Abbiamo precisato che non chiedevamo loro di assumere il nostro metodo o il nostro punto di vista, ma di rispettarsi e collaborare su ciò che poteva essere terreno comune.
A seguito di una nota stampa, della Casa della Legalità sullo stato delle attività che su 4 pagine in una riga esprimeva “preoccupazione per il silenzio dell’Arci”, a gennaio si è arrivati anche ad una minaccia di violenze, con una telefonata da parte di Massimiliano Morettini, presidente regionale dell’Arci, ad Abbondanza. Incomprensibile, fuori da ogni rapporto tra causa-effetto”. Abbiamo chiesto le scuse che non sono mai arrivate, impedendoci di ritirare la denuncia, e con l’insistente richiesta di ritiro della denuncia per eventuali successive scuse da parte di Morettini.
E’ continuato l’accanimento. Il tentativo, sotterraneo, di farci chiudere è stato da loro perseguito scientificamente, portandoli, di fatto, a perseguire il medesimo obiettivo che le famiglie di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta hanno palesato da tempo, con diversi atti, minacce e intimidazioni. Anche mentre seguivamo, in attesa che scattasse il sistema di protezione, il Collaboratore di Giustizia della ‘Ndrangheta, in raccordo con i reparti dello Stato, l’Arci anziché mostrarsi d’aiuto, continuava a contrastarci, nemmeno una “pace” provvisoria. L’unica richiesta da essi perseguita in cambio della “pace” era la “testa” di Abbondanza e l’adozione di un metodo di lavoro condiviso dall’Arci.
Poi siamo arrivati a scoprire i primi livelli di marcio che vi era dietro alla SMS Perugina e loro invece che indignarsi, per essere stati ingannati dai “consiglieri” di questo circolo, lì hanno difesi ed hanno detto che noi, come il Labyrinth, i Circoli Scacchistico e Damistico, la Scuola di Scacchi come le Comunità straniere, eravamo abusivi, fantasmi, gente mai vista e che “era chiaramente incompatibile” con l’ARCI ed una SMS.
Sono arrivati ad interrompere un incontro pubblico con Nonna Betta, in cui il Presidente della SMS, sostenuto da Gabriele Taddeo e dai Garanti dell’Arci anche a livello legale, urlava una frase, indegna e disdicevole, per tre volte davanti a Nonna: “Io non ho niente contro la Mafia”. La Digos è intervenuta, scortando sino all’albergo Elisabetta Baldi Caponnetto.
Per ultimo abbiamo scoperto una serie di illeciti ed illegalità gravissime commesse dalla SMS Perugina e denunciate all’A.G., come per citarne solo quattro - ad esempio: nessuna registrazione nei Registri preposti, un codice fiscale falso, gli abusi edilizi, una cessione del bene sociale nel 1987 a dei privati ignari. E l’Arci provinciale invece che promuovere denuncia per truffa, da parte degli Amministratori di questa SMS (che l’hanno portata in concorso a produrre dei falsi in procedimento giudiziario), oltre che a rilasciare per anni le autorizzazioni/licenze senza che la SMS avesse i requisiti, ha scelto nuovamente di difenderli ed affermare, in un atto giudiziario che noi siamo una “molesta presenza disturbatrice”. E chiedendo che venissero cancellate dalle nostre memorie e denunce i passaggi contenenti le informazioni sulle “minacce e intimidazioni subite a partire dal settembre 2005 da ambienti legati a Cosa Nostra e ‘Ndrangheta”.
E poi dicono che siamo noi ad avercela con l’ARCI. Hanno davvero coraggio!
Se scoprire il marcio, denunciare l’illegalità e contrastare le mafie, facendo nomi e cognomi, facendo denunce documentate, significa essere “molesta presenza disturbatrice” allora lo siamo e ne siamo felici, ma allora i Dirigenti Arci genovesi e liguri da che parte stanno?
MARTEDI' 4 LUGLIO 2006 - ore 11
c/o Casa della Legalità di Genova - CONFERENZA STAMPA
la NOTA STAMPA dell'Ufficio di Presidenza
Le illegalità della SMS PERUGINA, sotto copertura ARCI
Sconcertante! La SMS Perugina non risulta in alcun Registro regionale, non ha un codice fiscale e ne usa uno falso (80035030107), assegnato il 1 aprile 1979 ad un Società Cooperativa a responsabilità limitata “PERUGINA ARCI” per il commercio al dettaglio di alimenti, chiusa/cessata il 31 agosto 2000.Fatto inquietante perché vengono meno i presupposti per le autorizzazioni/licenze per somministrazione alimenti, bevande, alcolici e superalcolici ed anche la Convenzione SIAE e le agevolazioni previste dalla legge e sottraendo la struttura di fatto ai controlli.
L’ARCI, ente di affiliazione, era conscia e complice oppure ha omesso ogni controllo limitandosi a ritirare la quota di affiliazione e tessere?
Poi vengono i problemi degli abusi edilizi e dell’ICI mai pagata, della presenza dell’Amianto che nonostante le notifiche della ASL è ancora lì, l’utilizzo privato e commerciale della struttura da parte dei Consiglieri. Ma questo si lega, ad una struttura che abbiamo scoperto (e denunciato) essere “fantasma” in quanto:-nel PUC la palazzina risulta (come per altro il capannone industriale retrostante) come “residenziale”;-nella Visura Catastale (è registrata come a via Tiro a Segno 15 e non via Sergio Piombelli 15) risultano 47 mq su un solo piano terreno, come impianto sportiva senza fine di lucro. La palazzina in realtà è costituita da tre piani e circa 600mq coperti oltre l’area esterna;-sempre nella Visura Catastale risulta che l’immobile sia stato ceduto dalla SMS Perugina il 27 ottobre 1987 a 4 persone ( di cui una deceduta), nate, operanti e residenti sempre in altra regione per un totale 25/24;-da verifica effettuata dette persone non hanno mai saputo dell’esistenza di via Sergio Piombelli, ne della SMS Perugina e tanto meno di essere divenute dall’ottobre del 1987 proprietarie di questo immobile con annessi e connessi, come abusi edilizi, evasione d’imposta e fiscale, le altre gravi irregolarità.Detto passaggio di proprietà è illegittimo non solo per quanto sopra, ma anche in quanto la legge vigente prevede che una SMS possa cedere, sciogliendosi, il proprio bene gratuitamente ad un ente no-profit. Come sia stato possibile invece quanto accaduto e documentalmente ricostruito? Forse che all’interno degli Organismi dell’ SMS Perugina vi fosse, per esempio, un funzionario di banca (come in effetti era) con accesso ai dati protetti dei correntisti e che quindi questi li abbia usati impropriamente per questi atti? Il Consiglio perché ha compiuto questa scelta illegale, cedendo il bene sociale patrimonio di tutti i soci? Alla luce di tutto questo l’uso riservato e privato del giardino e campi da bocce per le auto dei Consiglieri, familiari e amici personali, come l’affitto dell’ultimo piano ad una struttura esterna (configurante l’attività commerciale), le sei porte di accesso contro una solo prevista dalle normative, come ancora l’assenza degli adempimenti per le garanzie igienico-sanitarie e di sicurezza, risultano bazzecole.
L’ARCI che ha omesso, per negligenza o complicità (dimostrando una pericolosa inaffidabilità nel controllo), ogni sorta di controllo coprendo di fatto un’associazione a delinquere posta in essere a danno dei soci della SMS Perugina, dello Stato e di quanti altri coinvolti (altro che poveri “vecchietti”), che (su mandato del Presidente Provinciale di Genova Gabriele Taddeo) vengono apostrofati a nome dell’ARCI di Genova come: “molesta presenza disturbatrice”. Non solo: l’ARCI chiede anche che non sia conosciuta la realtà problematica delle “minacce e intimidazioni subite da ambienti legati a Cosa Nostra ed ‘Ndrangheta dal settembre 2005” per le attività svolte di contrasto alle attività e famiglie mafiose presenti e operanti a Genova, ma difende questa situazione di radicale illegalità, chiedendo che si “consenta quindi alla Società di mutuo soccorso Perugina” di riprendere in pieno le proprie attività”. Quale è l’intenzione dell’Arci, adesso è chiaro: coprire e coprire ancora gli illeciti gravi dei Consiglieri/Amministratori della cosiddetta SMS Perugina, impedire il lavoro della Casa della Legalità e dell’Osservatorio sulle Mafie; arrivando anche a compiere diffamazioni, insieme ai Consiglieri, in atti pubblici nonché produrre elementi falsi in Atti Giudiziari, al fine di trarre in inganno, su una semplice istanza di Convocazione dell’Assemblea dei Soci, il Presidente del Tribunale di Genova.
Abbiamo già presentato dettagliate denunce in merito, producendo elementi probatori documentali ufficiali e provvederemo, oltre a richiedere i danni, a presentare querela nei confronti dell’ARCI di Genova per la diffamazione attuata e perpetuata, attraverso dichiarazioni ed atti del Presidente Provinciale, Gabriele Taddeo.
UN PO DI CHIAREZZA SUI FATTI
...dei misfatti si occupa chi di competenza,
a cui va tutta la nostra collaborazione
Chi sono i soci che hanno svolto le attività sociali, dalla ristruttuzione ad oggi?
Chi ha ostacolato le attività e commesso gravi
e premeditareirregolarità?
Chi ha messo a disposizione le attrezzature ed i materiali necessari per svolgere le attività?
Abbiamo pubblicato una relazione dettagliata, con fatti e numeri, foto, così che si possa valutare, serenamente, sulla base degli elementi certi. Non abbiamo mai accettato la logica dello scontro, dell'illazione e della prepotenza. E' nostra abitudine verificare i fatti, documentarci e poi assumere le posizioni sulla realtà concreta. Crediamo che solo così si possa dare, nei diversi ambiti e casi un parere obiettivo. Non comprendiamo quindi come si possa dire che siamo "incompatibili", con le attività promosse, organizzate e realizzate, insieme ad una rete di azione concreta sul territorio, che ha saputo mettere insieme esperienze diverse, su obiettivi sia concreti, sia etici. Non comprendiamo come sia possibile che coloro che ci dichiarano "incompatibili" (per precisione Gabriele Taddeo, Presidente Provinciale dell'Arci di Genova a nome della stessa), prendendo le parti di chi calpesta i principi di trasparenza e democrazia - oltre alle finalità - dello Statuto della SMS Perugina, non abbiano compiuto alcuna verifica, su tre livelli essenziali i quali ne avrebbero permesso la piena comprensione onde assumere una giusta e responsabile posizione obiettiva.Il primo livello è quello dei fatti concreti l’analisi dei quali dimostra gli aspetti discriminanti, che chiariscono quali siano i soci che hanno veramente operato, senza fini di lucro, per promuovere le attività sociali, civili, culturali, ricreative, ludico-sportive, dal 2004 ad oggi, dopo quasi cinque anni di inattività della SMS. Questi soci sono da ritenersi inequivocabilmente: “soci effettivi”.Il secondo livello è quello del rispetto delle norme ai quali si devono ispirare Circoli e Società di Mutuo Soccorso. Il servizio mescita svolto da uno di questi soggetti deve costituire un supporto alle attività sociali e non un “bar” aperto a tutti, che costituirebbe invece un’attività commerciale camuffata. Gli spazi sociali devono essere posti a disposizione dei soci per le diverse attività statutarie e non concessi “in affitto” o “accaparrati” da alcuni per libero arbitrio. Il rispetto delle norme igienico-sanitarie devono costituire tutela per i soci. Così come una singola entrata (e non sei) permette una maggior sicurezza poiché permette di controllare i frequentatori che devono essere iscritti; anche le norme di controllo in merito richiedono esplicitamente che non vi siano ulteriori entrate/uscite oltre alla principale.
Il terzo livello è quello dell’ufficialità attraverso la quale, previa iscrizione, si ottiene il riconoscimento da parte degli Uffici preposti al controllo dei soggetti noprofit. In questo ambito si potrebbe far rientrare anche le dichiarazioni e gli atti che un circolo presenta agli uffici pubblici. Infatti restano senza spiegazione:
- la mancata iscrizione della SMS Perugina nei Registri della Regione Liguria;
- l’utilizzo di un codice fiscale, cessato nel 2000, il quale era stato attribuito ad una Società Cooperativa (Perugina ARCI) esercente l’attività di commercio al dettaglio di alimenti;
- l’utilizzo di spazi sociali di circa 600 mq, ubicati in una struttura di tre piani, al Catasto conosciuta come un piano terreno di 47 mq (ancora indicati con la vecchia denominazione toponomastica “via tiro a segno”);
- lo stabile risulta essere nel PUC del Comune di Genova (ex Piano Regolatore) una palazzina “residenziale” e non invece una struttura “a servizio/carattere pubblico”, come le altre SMS o Circoli della cIttà.
Come può l’ARCI, alla quale la SMS Perugina è affiliata, nella veste di responsabile del rilascio delle Autorizzazioni e Convenzioni (previo pagamento del rinnovo delle affiliazione-adesione annuale), non aver mai verificato tutto questo? Come può continuare a non vederlo? Perché?
Chi sono i fantasmi, gli abusivi, i parassiti, gli incompatibili?
La verità viene alla luce, ma resta l’amarezza di dover assistere a giochi d’interesse diversi da quelli enunciati nelle belle parole degli Statuti. E resta amarezza perché per far emergere chi nell’ombra ha vissuto (e qualcuno, volente o nolente, sta cercando di difendere), si è dovuto faticare, ancora lo si deve fare, e si perde tempo prezioso che avremmo voluto dedicare, con tutti i ragazzi e le ragazze della “Casa” e delle altre strutture (tutte regolarmente costituite e tutte senza alcun fine di lucro) ad iniziative e attività costruttive.
Non è accettabile che per coprire tutto questo si cerchi un qualsivoglia capo espiatorio e si vada a colpire le attività reali, concrete e pulite. E’ altamente colpevole chi cerca, per nascondere le proprie responsabilità gravi e per questione “politica”, di promuovere una campagna di illazione e denigrazione contra personam, arrivando a chiederne la testa? Il fatto che Abbondanza, assieme a tutti i promotori della Casa della Legalità, abbiano deciso di non chinare il capo al prepotente, piccolo o grande mafioso che sia, denunciando e facendo nomi e cognomi, promovendo iniziative civili e culturali di contrasto alle mafie nel territorio e nelle scuole, collaborando con i reparti investigativi dello Stato, aiutando concretamente il primo collaboratore di Giustizia della ‘ndrangheta, proveniente dalla famiglia Mamone, e quanti ne hanno bisogno può non piacere, può non piacere il metodo, per la sua nettezza e indisponibilità ad alcun compromesso morale ed etico. Il problema, come al solito, è chi combatte il marcio, lo indica, e non il marcio stesso e quanti preferiscono conviverci.
Ma se bisogna stringere i denti e lottare per difendere questo spazio, questo lavoro collettivo, questi valori che si traducono in pratica quotidiana, pagandone anche e direttamente il prezzo,lo si fa, punto e basta!
Alla buona fede posta davanti a 6 anziani Consiglieri questo è il panorama che si è andato delineando quando, stupiti, sconvolti ed indignati del loro atteggiamento, siamo andati a scavare...che desolazione!
IL VOLANTINO "LO SAPEVATE CHE..."
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RELAZIONE ATTIVITA' SVOLTA 2004-2005-2006
con schede sintetiche, relazione analitica su iniziative e problematiche
ed attività già calendarizzate ed in programma
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SCHEDA FOTOGRAFICA SULLE INIZIATIVE SVOLTE
dal 17 dicembre 2004 al 29 giugno 2006
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SCHEDA FOTOGRAFICA E ILLUSTRATIVE DEL CAMMINO
Torino, Genova, Locri, Firenze
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SCHEDA SULLA STRUTTURA DELLA SMS PERUGINA
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SCHEDA SU ARREDI E MATERIALI
CON INVENTARIO PER COMPETENZE
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GLI STATUTI DEI SOGGETTI REGOLARMENTE COSTITUITI
OPERANTI ALLA SMS PERUGINA
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Ci siamo sbagliati.Il presidente provinciale dell’ Arci e i Consiglieri Sms Perugina, con parentato al seguito e soci fittizi, non sono voluti tornare sui propri passi.Anzi hanno voluto farne degli altri, ed assieme al proprio staff legale hanno accompagnato una serata di insulti e aggressioni, l'immagine del far-west non rende a pieno quello che la sera di lunedì 19 giugno si è messo in scena.Sarebbe sprecare tempo riassumere la seconda giornata della Legalità, perché di tutto si può parlare, ma non di Legalità. Se l’aggressione, gli insulti, la volgarità, oltrepassare gli organi preposti al Diritto cancellare i punti cardini della democrazia, stracciare in una sera la Costituzione, non è illegalità, ci assomiglia davvero tanto, è tutto e anche di più, ma non è comunque giustificabile ciò che nella serata appena trascorsa, è avvenuto, almeno ai nostri occhi e agli occhi di chi da tempo si occupa di legalità e si è sentito additare come “mafioso, foresto, delinquente, senza fissa dimora, parassita, ecc”, incredibile!
Quanto avremmo voluto essere a Gela o a Riesi, perché qui era visibilmente peggio. Vedere Nonna Betta, assalita, zittita offesa nella sua dignità di cittadino, di donna e se può aver valore, come presidente onorario della Fondazione A. Caponnetto, sempre che possa aver credito! E’ stata offesa la memoria di Nonno. Vederla a Genova doversi allontanare sotto Scorta è assurdo ed indecente!
Come radicalmente inopportuno e disdicevole che il Presidente della SMS Perugina, in mezzo ad un parcehggio, abbia urlato, per tre volte, davanti a 'nonna': "Io non ho niente contro la mafia", proprio come se qualcuno, nell'ombra, devesse ascoltare.Forse si capisce da queste poche righe la rabbia e l’indignazione che ci pervade, non l’odio o rancore, ma l’amarezza e l'indignazione per ciò che è capitato, un raccon