LETTERA "bizzara" A IL SECOLO XIX  
inviata il 23 febbraio 2006 e - naturalmente - mai pubblicata

Il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, ha invitato partiti e coalizioni a non candidare pregiudicati o indagati per dare un chiaro segnale alle mafie, di assoluta indisponibilità a trattare. Infatti candidare pregiudicati o inquisiti significa togliere ogni argine alla questione morale, negando rispetto e aderenza ai valori della legalità e della giustizia sociale. Chi ha un precedente non può nemmeno partecipare a concorsi pubblici per mansioni modeste, ma nel nostro Paese può aspirare alle più alte cariche istituzionali, come il Governo o il Parlamento. L'appello è caduto nel vuoto e sembra che i diversi fronti facciano a gara per accapararsi i "peggiori", tanto che qualche leader dell'Ulivo osa persino indicare Andreotti Giulio, mafioso accertato sino alla primavera del 1980 -come confemato dalla Cassazione-, come Ministro degli Esteri ideale dell'Unione, e intanto candida pregiudicati come, per esempio, Sgarbi Vittorio o Carra Enzo.
Travaglio come Beppe Grillo, Flores d'Arcais come Sabina Guzzanti, hanno fatto nomi e cognomi, citato sentenze e documenti certi, mai smentiti, perchè è "difficile" smentire sentenze passate in giudicato.
Quasi tutti i pregiudicati e indagati fanno orecchie da mercante, tacciono. Uno invece ha pure l'indecenza di prenderci in giro, negando, con minacce di querela e firmandosi con carica pubblica, una sentenza passata in giudicato, pubblicata integralmente su internet nel sito www.genovaweb.org, oltre che nel libro "La Repubblica delle Banane" di Gomez e Travaglio, sbefeggiando la verità e l'intelligenza. Ill.mo pregiudicato Avvocato Deputato Biondi Alfredo, un minimo di decenza, almeno taccia e non neghi la sentenza pubblica del Tribunale di Genova n° 272 del 2 maggio 1998 (prima della depenalizzazione che signoria sua ha votato), di condanna penale detentiva, commutata in ammenda. Se vuole quereli pure noi che ne abbiamo fatto richiesta di copia, ai fini della pubblicazione, di tale sentenza e la stiamo diffondendo per completa e dovuta informazione.Christian Abbondanza
Casa della Legalità di Genova

La lettera è stata inviata in considerazione delle continue dichiarazioni sulla stampa del Biondi Alfredo, ove non solo nega l'esistenza stessa della condanna definitiva emessa nel nome del popolo italiano, ma minaccia di querela chiunque osi citare quella sentenza. Ancora una volta sosteniamo la campagna di Beppe Grillo, portata avanti dal Blog e dagli "amici di Grillo".









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