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Questa "Casa" è nata nel dicembre del 2004, quando
si è rivitalizzata la SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO PERUGINA, chiusa ormai da oltre 4 anni. Una struttura tenuta in piedi, come poi abbiamo scoperto, da 6 dei 15 consiglieri rimasti in carica. L'obiettivo: rivitalizzare questa struttura e offrire uno spazio "libero e pulito" in una ampia zona della periferia urbana dove la presenza ed attività delle mafie è parallela al degrado urbano e sociale, soprattutto giovanile.
Perchè alla Sms Perugina? Nel 1917 i lavoratori di Perugia trasferitisi a Genova fondarono la SMS Perugina, in Via Sergio Piombelli 15.
Era il 1 dicembre e l'articolo uno dello Statuto recitava, come ancora oggi recita "L’Associazione, simbolo spontaneo dell’affratellamento degli uomini, retta da una disciplina volontaria e amministrata in modo democratico, ha per scopo la ricreazione e l’elevazione morale e culturale dei soci membri".
Con lo stesso spirito, dopo aver svolto i lavori di sistemazione dei locali del primo piano, riapre a Genova Certosa, nel quartiere popolare di Rivarolo, la Sms Perugina. Nuovi soci, stesso spirito dei "fondatori", nuove energie nuovi soggetti si incontrano sulla base di un progetto di "servizio".
Uno spazio di incontro, per il tempo libero di tutti, dai bambini agli anziani. Ma soprattutto la "casa della legalità e della cultura", dove trovano spazio per la promozione di incontri ed iniziativa l’associazione "liberaMente" fondata da Adriano Sansa, la rappresentanza ligure della "Fondazione Antonino Caponnetto", la sede ligure del "Centro Falcone Borsellino", la promozione delle campagne e delle iniziative dell’associazione "Libera" di Don Luigi Ciotti. Uno spazio aperto, strumento di servizio per la comunità e di impegno civile e morale. Una struttura figlia dei valori dell’antifascismo e democratici. Un circolo dove si potranno trovare musica e corsi, la "Scuola di scacchi Genovese" della FSI, una sezione del Circolo "Genova Scacchi", il Comitato Regionale Liguria Scacchi della FSI-CONI, il CSI e la Ludoteca Labyrinth, il Circolo Damistico genovese A. Battaglia, gli sportelli informativi e di servizio (Legambiente, Lav, SPI-CGIL, AssUtenti),e molto altro. Uno spazio per i bisogni dei cittadini. Ma anche uno spazio per le "culture" e per l'incontro tra queste. Diventa spazio di aggregazione pulita, di allegria ed impegno, per la Comunità Cilena e di Capoverde. Si è avviata la promozione di un luogo, fisico e non, dove la black music, la musica afro-americana, è ponte tra culture e canale di rivendiacazione dei diritti dei "neri", con le serate fisiche nella sede, con un sito tra i più "ascoltati" nelle terre d'oltreoceano e con le trasmissioni in diretta su Radio Genova Sound.
Nel settembre 2005 arrivano le minacce e le initimidazioni mafiose perchè questa "casa" è un'anomalia nel territorio. Rispondiamo senza chinare il capo e denunciando.
La risposta civile è forte, solo alcuni restano in silenzio. Il Circolo però si svuota e si incrinano i rapporti con alcuni dei Consiglieri anziani e con l'Arci territoriale che ci aveva "consigliato" di "abbassare i toni".
Andiamo avanti, resistiamo grazie agli aiuti ed ai contributi delle persone semplici come noi. Con la Fondazione Antonino Caponnetto si attiva l'Osservatorio sulla Criminalità e le Mafie.
Intanto si portano avanti le iniziative civili, ludiche, culturali e sociali. La rete di collaborazione con le esperienze vive e positive si rafforza e cresce.
Arriva anche il primo collaboratore di giustizia della 'ndrangheta, che bussa alla porta di questa "casa" per chiedere di essere ascoltato dallo Stato ed ora è sotto protezione. La "Casa" si mobilita, tutta la rete, da don Luigi Ciotti di Libera alla "rete" che vive questa struttura e sfida, agli amici che ci sono venuti a trovare per rispondere con iniziativa concreta alle intimidazioni ed alle minacce. Le segnalazioni aumentano e le "mafie", con nomi e cognomi, vengono fatti uscire dall'ombra che li avvolgeva da decenni.
Intanto le "pressioni" per chiudere questo spazio. Non cediamo ed il 16 gennaio 2006 la Casa della Legalità e della Cultura, da coordinamento di soggetti individuali e collettivi, diventa una vera e propria associazione.
Intanto continuiamo a chiedere l'assemblea dei soci della Società di Mutuo Soccorso Perugina per poter concorrere, con tutti i "nuovi" soci al miglior utilizzo degli spazi e poter assolvere pienamente a quei fini ed obiettivi che indicati nel 1917 ci hanno fatto incontrare nel nuovo millennio. Purtroppo non si è svolta...ed abbiamo scoperto che la SMS PERUGINA non esiste...
Era un gruppo di persone che usava quella sigla, cioè la storia di una vecchia Società di Mutuo Soccorso per fini personali ed al di fuori di ogni rispetto di norme e leggi. (per capire il tutto clicca qui)
Noi siamo andati avanti, ed è partito il "Cammino contro le mafie", abbiamo incontrato realtà giovani e non, come noi, con gli stessi "testardi" ideali e la stessa "ostinata" direzione di viaggio per la legalità e la giustizia sociale. Da Locri a Firenze, da Asti a Thiene passando per altre città del centro e del sud. Da qui sono già nate diverse "Case" e già a Locri e Firenze, sono attive e presenti perchè "le loro idee camminano sulle nostre gambe" e non possiamo, non dobbiamo, tradirle!
Lungo questa "corsa ad ostacoli" abbiamo incontrato la preziosa collaborazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Genova, della Circoscrizione Valpolcevera, del Tribunale dei Minori con cui si è avviata una collaborazione concreta, delle Parrocchie per i Centri Estivi e con la Diocesi genovese che ha invitato la Casa della Legalità come membro permanente della Commissione per l'Educazione alla Legalità. Sono moltissime le scuole incontrate, soprattutto della Valpolcevera e del Ponente, oltre alla collaborazione importante con la Porto Antico spa.
per capire meglio, per comprendere la situazione e le attività l'unica strada è "navigare" in questo sito, dove si possono trovare, oltre allo statuto, il manifesto, le iniziative, i progetti, i resoconti e le storie che..., per molti casi, se ce le avvessero raccontate non ci avremmo creduto!
GENOVA XXI SECOLO, ancora in "direzione ostinata e contraria..."
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