Inceneritore: scelta di comodo,
figlia di un fallimento e di una mancata promessa

di Franco Barchi

L’estate 2006 si ricorderà per la scelta dell’inceneritore a Scarpino, i decisori politici vogliono inserire, all’interno di un territorio già saturo, una nuova fonte di inquinamento che dicono serva per il bene di tutti.

Il nostro territorio e anche il nostro fisico non sono concetti astratti che possono assorbire i modelli di una politica del territorio  teoricamente proporzionata , ma praticamente iniqua, ci sono luoghi e il Ponente è uno di quelli, che sono già carichi e non possono portare altri pesi.

Non voglio neanche che altri sopportino i pesi che non desidero, vorrei solo che si cambiasse la strategia dei rifiuti ed ognuno facesse la sua parte.

L’inceneritore invece è la scelta più comoda per molti, la società che lo gestirà raccoglierà, senza fatica e a spese dei cittadini, la sua materia prima, di cui avrà la privativa, mi riferisco alla rumenta che brucerà producendo un po’ di energia venduta grazie a  sovvenzioni.

Restano le ceneri che saranno portate, sempre grazie al contributo dei cittadini che pagano la tariffa sui rifiuti, alla solita discarica di Scarpino che già tanto ha contribuito a tenere a galla il bilancio l’Amiu .

E’ comodo per il sindacato che così non dovrà spiegare che anche fare la raccolta differenziata è un lavoro dignitoso.

E’ comodo anche per molti cittadini, novelli struzzi, che potranno buttare tutto in un sacco e poi qualcuno ci penserà.

E’ comodo per i politici che, sull’inceneritore, hanno trovato un accordo tra Destra-Centro-Sinistra pur di non dover trovare un accordo con i cittadini,

Questo nuovo “confort” ha il difetto di inquinare  ma il pregio che la maggioranza dei cittadini lo troverà insopportabile solo tra dieci/venti anni, quindi per il momento riusciranno a farlo poi qualche santo provvederà, chi decide oggi pare non debba preoccuparsi del futuro.

La scelta del Sindaco e del Consiglio Comunale poggia su gambe incerte e dubbie, una promessa non mantenuta fatta dallo stesso Sindaco che aveva annunciato la chiusura della discarica di Scarpino per il 2001, e un fallimento dell’AMIU che aveva  pubblicizzato di voler passare dal 22% al 30% di raccolta differenziata nel 2005 e invece è rimasta al 22% (altre fonti parlano del 23% ma il fallimento resta.)

Non appartengo a questa civiltà dell’inceneritore  ma ad un’altra. Sono, anzi siamo quelli che riusiamo le cose, aggiustiamo quelle rotte,evitiamo gli sprechi, ricicliamo.

Non voglio, né vicino né lontano, l’inceneritore di rifiuti.






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